Decreti attuativi pensioni 2017: l’agenda del Governo Gentiloni

Decreti attuativi pensioni 2017 attesi per marzo, mentre continua la seconda parte della riforma delle pensioni con gli incontri tra Governo e Sindacati.

Decreti attuativi pensioni 2017: l'agenda del Governo Gentiloni

Decreti attuativi pensioni 2017 attesi per marzo, ma slittano ancora in attesa di un punto comune tra Governo e Sindacati, a lavoro sui tavoli di confronto. Ieri, 1 marzo, c’è stato un altro incontro tra le parti, ancora interlocutorio, sui temi caldi della riforma pensioni come i dettagli sull’Ape e sulla Quota 41.

Diversamente da come si pensava, l’incontro non è stato affatto decisivo, e infatti il prossimo appuntamento è stato fissato al 13 marzo, invece del 9 come era intenzione del Governo la scorsa settimana. Sarà un incontro quasi sul filo del rasoio per i tempi dei decreti attuativi attesi entro la fine del mese, e per questo ci si aspetta che possa essere risolutivo dei dubbi espressi dalla parte sindacale.

Il segretario confederale Cgil, Roberto Ghiselli, ha infatti sottolineato come il Governo si sia mostrato aperto a ridefinire la platea degli usuranti in base alle mansioni e non ai settori aziendali e questo sarà un nodo da sciogliere nel prossimo incontro.

Le misure partiranno nel mese di maggio e l’agenda del Governo Gentiloni prevede importanti appuntamenti da rispettare per portare a termine la seconda fase della riforma delle pensioni, avviata lo scorso 21 febbraio.

I decreti attuativi si occuperanno per prima cosa dell’Ape, dell’Ape social, e delle pensioni usuranti. Il primo appuntamento del Governo, fissato al primo marzo, è slittato, dato che nel primo incontro sono state sostanzialmente confermate le misure dettate dalla legge di bilancio e il secondo è stato semplicemente interlocutorio. Tuttavia saranno varati nei prossimi giorni, entro la fine del mese di marzo per rispettare le scadenze di inizio dell’Ape il primo maggio.

Si tratta di un passaggio delicato della riforma pensioni poiché è l’ultimo passo per fissare le nuove misure introdotte e definire le platee da agevolare per l’Ape Social e per la Quota 41, e anche per delimitare uso e costo dell’Ape, dove occorrono ancora delle certezze.

Il timore dei lavoratori è che con i decreti attuativi vengano ridimensionate ancor di più misure già poco vantaggiose per tutti, come l’anticipo pensionistico, mentre è più rara la possibilità che dai decreti attuativi pensioni possano arrivare notizie di maggiore apertura, come l’estensione dell’Ape per lavoratori con il 60% di disabilità. Ecco l’agenda del Governo Gentiloni sulle pensioni.

Slittano ancora i decreti attuativi

Il primo appuntamento per la firma dei decreti era previsto per ieri, 1 marzo, quando invece il colloquio tra il ministro del Lavoro Poletti e le parti sindacali è stato semplicemente interlocutorio e nonostante sia durato fino a sera, non c’è stata alcuna firma.

Slitta ancora quindi la data dei decreti attuativi, che a questo punto potranno essere approvati o lo stesso 13 marzo, giorno del prossimo confronto, o direttamente la settimana seguente, e quindi in extremis per il termine ultimo visto che le misure più attese come Ape e Quota 41 partiranno dal 1 maggio.

Non trapela fretta comunque dalle parti in causa. Né il ministro Poletti né i segretari dei sindacati si sono detti tesi o spaventati dal ritardo dei decreti, poiché il punto più importante, per questi ultimi, è riuscire a garantire le stesse tutele a tutti i lavoratori.

Decreti attuativi pensioni 2017

La riforma delle pensioni e la legge di bilancio in cui è contenuta sono arrivate al Senato poco prima del voto degli italiani dello scorso 4 dicembre, e Matteo Renzi aveva subito rassicurato gli italiani che l’ultimo impegno della sua squadra di Governo sarebbe stato l’approvazione in Senato della legge di Bilancio, e quindi anche della riforma delle pensioni, entro i tempi previsti.

Per questo motivo le dimissioni di Renzi sono rimaste congelate fino al voto del Senato, una fiducia maggiore di quella ottenuta dal Governo Renzi al suo insediamento. Ora, al Governo Gentiloni spetterà anche la prova ancor più difficile di adottare una nuova legge elettorale con cui poi gli italiani saranno chiamati nuovamente al voto per le elezioni politiche, ma per quanto riguarda la riforma delle pensioni, ci sono appuntamenti e decreti attesi per i primi mesi dell’anno, e il nuovo esecutivo avrà un ruolo fondamentale.

Riforma delle pensioni: dal momento che l’importante legge di Bilancio è entrata in vigore, con il nuovo Governo di Paolo Gentiloni mancano i decreti attuativi e la seconda parte del confronto con i sindacati.

Decreti attuativi pensioni 2017: l’agenda del Governo Gentiloni

Per la riforma delle penisoni, e l’intera legge di Bilancio, non cambierà nulla a livello formale, ma il Premier Gentiloni avrà il compito di attuare le misure contenute nella riforma delle pensioni, alcune a partire da gennaio, altre a partire da maggio e il compito di aprire la seconda fase del confronto con i sindacati.

La seconda parte del confronto con le unioni sindacali è iniziata il 21 febbraio con un incontro presso il Ministero del Lavoro a cui hanno preso parte Cgil, Cisl e Uil invitati dal ministro Poletti, come scritto sulla nota emanata dal ministero. A questo è seguito il secondo incontro del 1 marzo, ancora interlocutorio, a cui seguirà sicuramente un incontro il 13 marzo, dove verranno decise le modifiche.

Entro la fine di marzo è atteso il decreto contenente l’attuazione dell’Ape volontario, in cui saranno indicate le modalità di richiesta, finanziamento e riscossione dell’importo e anche il valore di quest’ultimo da riscuotere in anticipo. Inoltre il decreto definirà il ruolo delle banche, dell’Inps e delle assicurazioni. Entro la stessa data saranno attesi altri due decreti attuativi in cui saranno definite le platee di riferimento dell’Ape social e della Quota 41, e le documentazioni da presentare per ottenere i benefici.

Il Governo Gentiloni dovrà formulare un decreto sulle semplificazioni per il conseguimento dei benefici dai fondi di solidarietà del settore bancario e del credito cooperativo. Andranno calcolati nuovi criteri di accesso al sostegno per l’inclusione attiva (SIA) e le modalità di prosecuzione dell’assegno di disoccupazione (ASDI) che attualmente termina il 31 dicembre 2016.

Il Governo Gentiloni dovrà anche riuscire a stare nei termini previsti per l’approvazione dei decreti entro la data di maggio, quando partiranno nuove misure come Ape e Quota 41.

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