Coronavirus Francia, tutti gli errori di Macron in un report commissionato da lui stesso

Un report svela gli errori del Governo di Macron sulla gestione della pandemia in Francia, mentre le terapie intensive nel Paese potrebbero essere quasi esaurite entro la fine del mese

Coronavirus Francia, tutti gli errori di Macron in un report commissionato da lui stesso

Mentre la situazione epidemica in Francia continua a preoccupare, con le terapie intensive già piene al 40% del totale disponibile, un nuovo report sulla gestione francese della pandemia di coronavirus rivela tutti gli errori del Governo di Emmanuel Macron.

Il rapporto era stato commissionato dall’esecutivo francese stesso. Si attende per domani un discorso alla nazione da parte del Presidente della Repubblica su nuove misure restrittive.

Francia, in un report gli errori di Macron su gestione pandemica

Dal report provvisorio di 39 pagine redatte dal gruppo di esperti guidato dall’infettivologo svizzero Didier Pittet emergono “evidenti errori” commessi in entrambe le fasi dell’anticipazione e della preparazione dell’emergenza da parte di Macron.

Le lacune riguardano principalmente lo scarso numero di mascherine messe a disposizione della cittadinanza, i pochi tamponi effettuati e la scarsa cooperazione fra i laboratori privati e pubblici.

La Francia ha di recente sfiorato il record di 20.000 contagi in un giorno solo. Preoccupano in particolare i posti nelle terapie intensive: a un mese circa dall’inizio della seconda ondata è esaurito già il 40% della capacità degli ospedali. Entro due settimane si potrebbe arrivare al 70-80%.

Il totale degli infetti in Francia è di 743.479, mentre i morti sono 32.779. Questi numeri sono dovuti principalmente a “evidenti errori di anticipazione, preparazione e gestione”.

Coronavirus, cosa hanno sbagliato in Francia

Le colpe, rimarca il rapporto, non sono del sistema ospedaliero, che “ha retto bene”, ma amministrative. I quattro punti deboli, in particolare, sono: impiego irregolare del processo di gestione delle crisi, organizzazione troppo articolata dei rapporti tra il Ministero della Salute e gli enti, la fragilità delle amministrazioni, la difficoltà di comunicazione tra agenzie sanitarie regionali e prefetture.

Il report lamenta inoltre il mancato impiego dei laboratori veterinari, che avrebbero potuto effettivamente contribuire all’analisi dei test.

E ancora Pittet loda la creazione da parte di Macron di un comitato scientifico per la coadiuvazione delle scelte politiche, ma denuncia l’assenza della società civile nel processo decisionale. E ricorda che bisogna “uscire da una gestione puramente sanitaria della crisi. Siamo passati da una gestione verticale, da medico a pazienti, a una gestione orizzontale che, nella durata, implica tutti gli attori”.

Gli esperti hanno parlato tuttavia anche di alcuni aspetti positivi, come la “gestione delle conseguenze economiche” che al momento “appare soddisfacente”.

Pittet ha deciso di rendere pubblico in anticipo un rapporto provvisorio per “dare consigli che possano essere utili in questo momento”, mentre il documento finale sarà consegnato a Macron a dicembre.

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