Concorso Ministero della Giustizia, il bando per 400 direttori: requisiti specifici e prove d’esame

E’ indetto un concorso per titoli ed esame orale, su base distrettuale, per il reclutamento di 400 direttori nel Ministero della Giustizia. Titoli di studio ed esperienze necessarie per l’ammissione.

Concorso Ministero della Giustizia, il bando per 400 direttori: requisiti specifici e prove d'esame

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.90 del 17 novembre 2020, un bando di concorso straordinario per l’assunzione di 400 unità di personale non dirigenziale, con contratto a tempo indeterminato. L’obiettivo è di coprire la figura professionale di direttore, da inquadrare nell’area funzionale Terza, fascia economica F3, al fine di potenziare gli uffici giudiziari di tutta Italia, eccezion fatta per la Valle d’Aosta, come previsto dal Decreto Rilancio del 19 maggio 2020.

E’ il primo dei tre bandi previsti per il Ministero della Giustizia. Gli altri due, saranno dedicati rispettivamente, all’assunzione di 150 funzionari per la Corte d’Appello del Nord Italia e per quella di 2.700 cancellieri esperti.

Concorso straordinario per 400 direttori: nessuna prova scritta

La modalità in cui si svolgerà il concorso sarà semplificata, per via dell’emergenza Covid-19 che continua a persistere. Non sono previste prove d’esame scritte, al fine di evitare pericolosi assembramenti, motivo per cui si ricorrerà a una prova orale e alla valutazione dei titoli.

L’iter di ammissione al concorso prevede una severa selezione, i candidati dovranno possedere un curriculum che dimostri la giusta esperienza in campo giuridico. Inizialmente, si procederà a graduatorie preliminari su base distrettuale, successivamente, dalla fine di gennaio 2021, avverrà la convocazione per la prova orale che prevede la presenza fisica dei candidati, presso le Corti di Cassazione e d’Appello.

Nel caso non fosse possibile, a causa del perdurare dell’emergenza coronavirus, lo svolgimento in presenza della prova orale, sarà trovata una procedura alternativa che possa garantire la massima sicurezza e trasparenza.

Requisiti di ammissione per il concorso: titoli di studio

Per partecipare al concorso è necessario possedere uno dei seguenti diploma di Laurea del vecchio ordinamento: Giurisprudenza, Economia e Commercio, Scienze Politiche.

Ovvero, Laurea Specialistica in Giurisprudenza, Teoria e tecniche della normazione e dell’informazione giuridica; Scienze dell’economia; Scienze economico-aziendali; Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali; Relazioni internazionali; Scienze della politica; Scienze delle pubbliche amministrazioni; Scienze per la cooperazione allo sviluppo; Sociologia; Studi europei.

Ovvero, Laurea Magistrale in Giurisprudenza; Scienze economico-aziendali; Servizio sociale e politiche sociali; Relazioni internazionali; Scienze dell’economia; Scienze della politica; Scienze delle pubbliche amministrazioni; Scienze per la cooperazione allo sviluppo; Sociologia e ricerca sociale; Studi europei.

Ovvero, titoli di studio equipollenti.

Requisiti specifici, almeno uno dei seguenti:

  • avere prestato servizio nell’amministrazione giudiziaria, nella qualifica di funzionario giudiziario, per almeno cinque anni, senza demerito;
  • avere svolto le funzioni di magistrato onorario, per almeno cinque anni, senza essere incorso in sanzioni disciplinari;
  • essere stato iscritto all’albo professionale degli avvocati, per almeno cinque anni consecutivi, senza essere incorso in sanzioni disciplinari;
  • avere svolto, per almeno cinque anni scolastici interi (ivi compresi i periodi di docenza svolti in attività di supplenza annuale), attività di docente di materie giuridiche nella classe di concorso A-46 Scienze giuridico-economiche (ex 19/A) presso scuole secondarie di secondo grado;
  • essere da almeno due anni ricercatore ai sensi dell’articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, in materie giuridiche;
  • avere prestato servizio nelle forze di polizia a ordinamento civile o militare, nel ruolo degli ispettori, o nei ruoli superiori, per almeno cinque anni;
  • avere conseguito il titolo di dottore di ricerca in materie giuridiche e avere svolto attività lavorativa per almeno sei mesi presso una pubblica amministrazione in posizione funzionale per l’accesso alla quale è richiesto il possesso del diploma di laurea;
  • avere svolto attività lavorativa per almeno cinque anni presso una pubblica amministrazione in posizione funzionale per l’accesso alla quale è richiesto il possesso del diploma di laurea.

Le materie oggetto d’esame del concorso

  • diritto civile;
  • diritto penale;
  • diritto amministrativo;
  • diritto processuale civile;
  • diritto processuale penale;
  • ordinamento giudiziario;
  • servizi di cancelleria;
  • conoscenza della lingua inglese;
  • conoscenza delle tecnologie informatiche.

La domanda di partecipazione al concorso

La domanda di ammissione al concorso per 400 direttori al Ministero della Giustizia, dovrà essere inoltrata, esclusivamente per via telematica entro il 17/12/2020. Il candidato potrà indicare un solo distretto.

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