Cellulari: niente penali per il cambio di operatore con il Ddl Concorrenza 2015

Simone Casavecchia

27 Febbraio 2015 - 15:03

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Il Ddl Concorrenza 2015 ha previsto anche nuove disposizioni riguardo ai cellulari, alla telefonia e alle pay tv: il Mise precisa in una nota che le uniche penali previste per il cambio di operatore telefonico saranno quelle dovute durante il periodo di promozione.

Cellulari: niente penali per il cambio di operatore con il Ddl Concorrenza 2015

Il controverso disegno di legge sulla Concorrenza che ha provocato le proteste di molti operatori professionali, ha introdotto anche nuove norme riguardo ai cellulari, alla telefonia e alle pay tv.

Sono in particolare gli art. 16 e 17 del Ddl Concorrenza 2015 a riguardare le telecomunicazioni: mentre l’articolo 17 riguarda le procedure di identificazione dei proprietari di cellulari ed è da considerarsi una misura introdotta soprattutto al fine di facilitare eventuali verifiche da parte delle forze armate e delle autorità giudiziarie, è l’art. 16 a contenere le novità più consistenti sui cellulari che interessano gran parte della clientela.

In base a una prima interpretazione del testo si credeva che venissero introdotte nuove penali per il cambio di operatore telefonico o per il cambio di operatore della pay tv, in base a una recente comunicazione del Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) è stato chiarito, invece, che le uniche penali previste per il cambio di operatore telefonico saranno quelle (già previste) per i cambi in fase di promozione.

Che cosa prevede il Ddl Concorrenza
Il Ddl Concorrenza, riguardo al settore della telefonia e dei cellulari afferma che:

  • le spese dovute per il recesso o il trasferimento del contratto ad un altro operatore devono essere commisurate al valore del contratto stesso;
  • le spese di recesso o di trasferimento devono essere comunicate in anticipo al momento della sottoscrizione del contratto;
  • le spese di recesso o di trasferimento devono essere comunicate anche all’Autorità garante per le comunicazioni, spiegando in modo analitico la composizione di ciascuna voce e la sua giustificazione economica;
  • Le modalità di recesso e di trasferimento del contratto devono essere semplici e di immediata attivazione;
  • Se prevedono promozioni, i contratti telefonici o per pay tv possono avere una durata massima di 24 mesi;
  • In caso di risoluzione anticipata del contratto l’eventuale penale deve essere equa e proporzionata al valore del contratto e alla durata residua della promozione offerta;

In base a questa schematizzazione del dettato del disegno di legge appare chiaro come il provvedimento distingua due casi differenti: quello del semplice recesso o trasferimento del contratto e quello del recesso o trasferimento nel caso in cui sia stato sottoscritto un contratto con promozione. Proprio da questo sono derivate le molteplici proteste delle associazioni dei consumatori contro il ddl concorrenza, in materia di telefonia.

I chiarimenti del Ministero dello Sviluppo Economico
In una nota emanata lo scorso 24 Febbraio il ministro Federica Guidi ha chiarito però che le

«Il disegno di legge non prevede in alcun modo la reintroduzione di penali per chi recede dai contratti di abbonamento a telefoni fissi e mobili, internet o a pay-tv. La norma inserita nel disegno di legge non cambia infatti le disposizioni generali in materia di recesso anticipato dai contratti di telefonia, internet e tv (già regolati dal DL 7/2007) ma disciplina i costi di uscita dalle sole promozioni relativi ai medesimi servizi»

Secondo la nota del MISE, quindi, le uniche penali previste sarebbero quelle relative ai contratti che prevedono promozioni quali:

  • l’uso in comodato gratuito di uno smartphone;
  • la possibilità di vedere gratuitamente alcune partite di calcio;
    Le penali e i costi di uscita dovranno inoltre essere chiariti al consumatore dall’operatore telefonico o dall’operatore della pay tv prima della firma del contratto e dovranno, in ogni caso essere proporzionali al valore del contratto e al tempo residuo della promozione.
    In definitiva, quindi, secondo la nota del MISE le uniche penali in vigore continuerebbero a essere quelle già previste dagli attuali contratti e le norme del ddl Concorrenza dovrebbero so lo

«chiarire un aspetto precedentemente non definito, allo scopo di ridurre e comunque rendere più trasparenti i costi complessivi di uscita dalle promozioni promuovendo la mobilità del cliente. Ciò che era vietato fino a oggi continuerà a esserlo anche dopo l’entrata in vigore della nuova legge sulla Concorrenza, e, anzi, le pratiche commerciali già in atto saranno soggette a vincoli più stringenti a tutela del consumatore»

I consumatori, adesso, si augurano davvero che sia così e che il ddl Concorrenza, dopo il passaggio alle Camere non diventi l’ennesimo escabotage per introdurre nuovi dazi e nuovi balzelli.

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