Black List 2015: non si comunicano le operazioni sotto ai 10 mila euro

Federico Migliorini

30 Gennaio 2015 - 14:06

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Dal 2015 cambiano le regole per l’invio delle comunicazioni delle operazioni intercorse con Paesi Black List. Se si supera la soglia di 10.000 euro complessivi vanno comunicate tutte le operazioni, anche quelle inferiori a 500 euro. Tutta la normativa.

Con l’entrata in vigore del D.L. n. 175/2014, ovvero il c.d. decreto “semplificazioni fiscali”, si rendono applicabili, a partire dal primo gennaio 2015 le nuove modalità operative per la trasmissione all’Agenzia delle Entrate, attraverso il canale telematico, della comunicazione contenente le operazioni intercorse con operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi Black List.

Le comunicazione diventa di periodicità annuale
Il decreto Semplificazioni, entrato in vigore il 13 dicembre 2014, ha apportato due rilevanti modiche alla disposizioni in materia di comunicazione delle operazioni Black List. Da una parte, infatti, viene stabilita la cadenza annuale della comunicazione, a prescindere dal volume delle operazioni poste in essere con i soggetti aventi sede, residenza o domicilio in Paesi considerati a fiscalità privilegiata.

Prima dell’intervento del decreto Semplificazioni fiscali la scadenza di presentazione della comunicazione Black List era duplice, mensile o trimestrale, a seconda del volume delle operazioni poste in essere dal soggetto passivo, e precisamente: trimestrale per i soggetti che avevano realizzato, nei 4 trimestri precedenti, per ciascuna categoria di operazioni, un ammontare non superiore a €. 50.000; mensile in tutti gli altri casi.

La soglia di sbarramento di €. 10.000
Secondo le nuove disposizioni devono essere oggetto di comunicazione tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi il cui importo complessivo annuale è superiore a 10.000 euro effettuate e ricevute, registrate e soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi Black List.

La nuova normativa, rispetto alla precedente, per determinare il limite della soglia di irrilevanza delle operazioni non fa più riferimento alla singola operazione, ma al totale delle operazioni poste in essere con soggetti Black List nel corso del periodo. Viene così introdotta una soglia di sbarramento, al superamento della quale sorge l’obbligo di inserire nella comunicazione tutte le operazioni con soggetti Black List, a prescindere dall’ammontare unitario di ogni singola operazione. Questa interpretazione è stata confermata anche dalla circolare n. 31/E/2014 dell’Agenzia delle Entrate.

La normativa sulla Comunicazione Black List
L’obbligo di inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate le operazioni, cessioni di beni e prestazioni di servizi, dei soggetti passivi Iva, effettuate, ricevute o registrate con operatori economici aventi sede in Paesi Black List è stata introdotta nel nostro ordinamento dal D.L. n. 40/2010. Per l’individuazione puntuale di tali Paesi, bisogna prendere a riferimento i D.M. del 4 maggio 1999 e del 21 novembre 2001, come successivamente modificati e integrati.

I contribuenti obbligati alla presentazione della comunicazione, che risulta essere di carattere periodico, sono tutti i soggetti passivi d’imposta ai fini Iva, ossia chiunque agisca nell’esercizio di impresa, arti o professioni, e con riferimento ad enti non commerciali, quelli che pongono in essere cessioni di beni e prestazioni di servizi nell’ambito dell’esercizio di attività commerciali agricole.

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