Nel pieno dell’emergenza sanitaria la categoria degli autotrasportatori e gli imprenditori del settore hanno continuano a lavorare, senza sosta, per permettere alle merci di giungere ovunque. Un avvenimento che ha riportato l’attenzione sull’intero settore che spesso è abbandonato, risultando poco conosciuto sia dai cittadini che dalla classe politica.

La Commissione trasporti del Parlamento europeo ha dato avvio alle nuove norme per l’autotrasporto, pensate per migliorare le condizioni di lavoro dei conducenti e l’accesso al mercato del trasporto merci. Le regole si inquadrano nell’ambito del primo pacchetto mobilità, Europa in movimento, che include una serie di iniziative volte a rendere il traffico più sicuro, a incoraggiare l’adozione di sistemi di pedaggio intelligenti, a ridurre le emissioni di CO2, l’inquinamento atmosferico e il traffico, a ridurre gli oneri burocratici per le imprese, a combattere il fenomeno del lavoro nero e garantire ai lavoratori condizioni e tempi di riposo adeguati.

Le nuove norme dei trasporti su strada

Le nuove norme dei trasporti su strada migliorano le condizioni di lavoro dei conducenti, introducendo norme speciali sul distacco dei conducenti nel trasporto internazionale e aggiornando le disposizioni sull’accesso al mercato del trasporto merci, oltre a rendere più efficiente l’applicazione delle norme.

Non vengono modificate le norme sui tempi di lavoro, ma viene introdotta una certa flessibilità nell’organizzazione degli orari dei conducenti che effettuano servizi di trasporto di merci internazionali, per consentire loro di trascorrere più tempo a casa. I conducenti potranno tornare a casa ogni tre o quattro settimane, in funzione del loro orario di lavoro.

Viene previsto che il periodo di riposo settimanale regolare debba essere trascorso fuori dal veicolo, e se effettuato lontano da casa debba essere pagato dal datore di lavoro.

Per impedire il cabotaggio sistematico, sarà introdotto un periodo di attesa di quattro giorni prima di poter effettuare ulteriori operazioni nello stesso paese e utilizzando lo stesso veicolo. Uno Stato membro può applicare queste stesse norme a tragitti stradali di trasporto combinato sul suo territorio.

Nel tragitto verso il paese di destinazione e nel tragitto di ritorno è consentita un’ulteriore attività di carico e scarico di merci in entrambe le direzioni senza rientrare nel regime di distacco, oppure nessuna attività nel tragitto di andata e fino a due attività nel tragitto di ritorno. Per tutti gli altri tipi di operazioni, incluso il cabotaggio, si applicherà il regime completo di distacco dal primo giorno dell’operazione.

Al fine di garantire condizioni di parità tra gli operatori che utilizzano veicoli diversi, le norme in materia di accesso al mercato europeo del trasporto di merci su strada, nonché quelle relative ai tempi di guida e di riposo, saranno estese fino ad includere i furgoni utilizzati nel trasporto internazionale, con un periodo di transizione di 21 mesi per la vigilanza del mercato e fino alla metà del 2026 per le norme relative ai tachigrafi e ai periodi di riposo.

Per contrastare il fenomeno delle «società di comodo», la riforma rafforza il collegamento tra il luogo di stabilimento del trasportatore e le sue attività. Per garantire che questo collegamento sia autentico, gli autocarri utilizzati nei trasporti internazionali dovranno tornare alla sede di attività dell’impresa almeno una volta ogni otto settimane. Consentire ai conducenti di tornare a casa, insieme al veicolo, alla fine del secondo ciclo di lavoro di quattro settimane.

L’apporto di Internet of Things e blockchain nel settore autotrasporti

Un elemento fondamentale per migliorare l’applicazione consiste nel disporre di un modo affidabile per registrare il luogo e l’ora in cui l’autocarro ha attraversato la frontiera e localizzare le attività di carico e scarico. La seconda versione del tachigrafo intelligente, che farà tutto questo automaticamente, sarà introdotta in tre fasi differenti per i veicoli che effettuano trasporti internazionali.

I nuovi autocarri dovranno essere muniti di questo dispositivo entro il 2023. I veicoli che hanno un tachigrafo analogico o digitale dovranno essere adattati entro la fine del 2024, quelli dotati della prima versione del tachigrafo intelligente nel 2025.

Una novità attesa, perché conduce la mobilità pesante nell’era dell’Internet of Things e della blockchain. Il nuovo tachigrafo è dotato di una connessione GNSS attraverso la quale registra automaticamente la posizione del veicolo: alla partenza, ogni tre ore e poi alla fine del periodo di lavoro giornaliero.

Il dispositivo può comunicare da remoto con i sistemi di gestione flotta e con gli organi di Polizia, che hanno apparecchiature dedicate in grado di rilevare e verificare la presenza di anomalie. I dati del conducente sono inviolabili dal punto di vista della privacy, quindi le Forze dell’Ordine non possono comminare sanzioni «da remoto», se ricevono l’alert di irregolarità devono sempre procedere al fermo e all’accertamento.

Se non ci sono irregolarità, quindi, non ci saranno più fermate inutili di controllo. L’installazione del nuovo tachigrafo intelligente su un veicolo circolante richiede un sistema GNSS di navigazione satellitare e un’antenna DSRC (Dedicated short range comunication).

Le attuali carte tachigrafiche restano valide e interoperabili su tutte le generazioni dei tachigrafi digitali. Le carte officina, invece, devono essere sostituite. In conclusione, per la categoria resta importante modernizzare anche le norme per la condivisione delle informazioni e la cooperazione amministrativa tra Stati membri.

Tecnologia, digitalizzazione e rispetto dei diritti anche per la categoria degli autotrasportatori e per le imprese del settore.