Assunzioni: obbligatorio il certificato penale in caso di contatti diretti con minori

A partire dal 7 aprile in caso di rapporti di lavoro che comportino un contatto diretto e regolare con soggetti minori di età, sarà necessario il certificato penale del casellario giudiziale

Il 7 aprile è entrato in vigore il decreto legislativo n. 39/2014 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 22.3.2014 in attuazione della direttiva 2011/93/UE che recepisce i principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, il cui articolo 24, paragrafo 2, tutela e considera sempre preminente l’interesse dei minori.

L’obbligo di richiedere il certificato penale scatta per il datore di lavoro, all’atto di assunzione di quei prestatori di lavoro, la cui attività richiede un contatto diretto e regolare con minori.
Tale obbligo nasce in forza dell’art. 2 del decreto legislativo sopra menzionato, diretto a dare attuazione alla lotta contro abusi, sfruttamento sessuale dei minori e pornografia minorile.
Dei chiarimenti sono stati effettuati con circolare del Ministero della Giustizia che si è occupata della questione.

Chi sono i destinatari dell’obbligo

Destinatari dell’obbligo sono i soggetti che intendono avvalersi dell’opera di terzi in qualità di «datori di lavoro», stipulando un vero e proprio contratto di lavoro. Non si ritengono coinvolti pertanto dalle nuove disposizioni, coloro che svolgono delle prestazioni in forma di volontariato,poichè esplicano un’attività che,non rientra nei confini del rapporto di lavoro. Lo stesso dicasi per istruttori sportivi e tecnici compresi con i quali non si sia configurato un rapporto di lavoro autonomo o subordinato
.
Il datore di lavoro che violi il suddetto obbligo sarà esposto ad una sanzione che va da 10mila a 15mila euro.

Il certificato penale da acquisire avrà l’obiettivo di verificare se il lavoratore da assumere abbia riportato condanne per reati come la prostituzione minorile, pornografia minorile, pornografia virtuale, turismo sessuale e adescamento dei minorenni Si dovrà inoltre verificare se vi è stata l’irrogazione di sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori.

Sulla base di una nota di aggiornamento del ministero di giustizia la richiesta non va ripetuta alla scadenza della validità del certificato (6 mesi dalla data di rilascio) e non va presentata per le persone già impiegate alla data di entrata in vigore della normativa (6 aprile 2014).
La richiesta va presentata dal datore di lavoro, munito di documento di riconoscimento valido, o da persona da lui delegata, utilizzando l’apposito modello disponibile sul sito del ministero di giustizia, seguito acquisizione del consenso da parte del prestatore di lavoro.

Costi:

1 marca da bollo da 16 euro
1 marca per diritti da 7,08 euro se il certificato è richiesto con urgenza
1 marca per diritti da 3,54 euro se il certificato è richiesto senza urgenza

Certificato penale richiesto dal datore di lavoro pubblico
Per gli stessi fini per cui è richiesto dal datore di lavoro privato, il certificato penale deve essere preteso dalle pubbliche amministrazioni e dai gestori di pubblici servizi in caso di rapporto di lavoro stabile.
La richiesta deve essere effettuata adottando il modulo già in uso per le pubbliche amministrazioni.

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