Intel è il gruppo californiano dei microprocessori, fondato il 18 luglio 1968 da Robert Noyce e Gordon Moore, l’autore della legge di Moore, e guidato a lungo da Andy Grove. Ha sede a Santa Clara, nel cuore della Silicon Valley, e il nome viene dalla contrazione di Integrated Electronics.
Dalle memorie all’architettura x86
Intel ha iniziato producendo memorie SRAM e DRAM e nel 1971 ha realizzato il primo microprocessore commerciale, il 4004. Con l’arrivo del personal computer i suoi processori x86 sono diventati lo standard del settore. Oggi l’attività si articola in:
- processori per PC con la famiglia Core;
- processori per server e data center con Xeon, oltre ad acceleratori per l’intelligenza artificiale;
- Intel Foundry, la divisione che produce chip per Intel e per clienti terzi, con nuovi stabilimenti negli Stati Uniti;
- partecipazioni come la maggioranza di Mobileye, quotata separatamente, attiva nei sistemi di assistenza alla guida.
Nel 2025 Intel ha ceduto la maggioranza di Altera, specializzata in chip programmabili, al fondo Silver Lake.
Un titolo in ristrutturazione
Negli ultimi anni Intel ha perso terreno rispetto ad AMD nei processori, a Nvidia nell’intelligenza artificiale e a TSMC nella manifattura. Nel novembre 2024 è uscita dal Dow Jones, sostituita proprio da Nvidia. Nell’agosto 2025 il governo degli Stati Uniti è entrato nel capitale con una quota vicina al 10%, convertendo in azioni parte dei contributi previsti dal CHIPS Act; nello stesso periodo sono arrivati investimenti di Nvidia e SoftBank.
Le azioni sono quotate al Nasdaq con il ticker INTC (ISIN US4581401001), fanno parte di Nasdaq-100 e S&P 500 e sono scambiabili anche sul Global Equity Market di Borsa Italiana. Il grafico riporta il prezzo in dollari. Il mercato segue le quote di mercato nei PC e nei server, i progressi dei nuovi processi produttivi, la capacità della divisione Foundry di trovare clienti esterni e il sostegno pubblico all’industria americana dei chip.