Forti acquisti a Wall Street sulle azioni Intel, che balzano di oltre l’8%, raggiungendo quota $109, all’indomani delle indiscrezioni secondo le quali il colosso americano dei chip sarebbe vicino a siglare un accordo con l’azienda sudcoreana SK Hynix, pronta a produrre i suoi semiconduttori negli Stati Uniti per la prima volta nella storia.
L’attenzione sul titolo Intel, che è già balzato ieri del 5% a seguito della circolazione dei rumor, si intensifica, e dal mondo degli analisti arrivano giudizi decisamente positivi.
Azioni Intel volano con rumor su accordo con SK Hynix. L’outlook super bullish indica rally +83%
In evidenza quello di Ben Reitzes, analista di Melius, che ritiene che le azioni INTC potrebbero balzare anche fino a $200.
Lo scenario di base di Reitzes implica un target price più basso, pari a $165, rispetto ai $109 a cui il titolo Intel, grazie al rally di oggi, viaggia. Il prezzo obiettivo implica un margine di rialzo già sostenuto, superiore al 51%.
L’esperto ha tuttavia annunciato anche una previsione più bullish, che indica un target price pari per l’appunto a 200 dollari, intravedendo un rally di oltre l’83% rispetto ai livelli attuali.
Accordi con Apple e non solo. I fattori che potrebbero innescare altri buy su Intel
L’analista ha motivato il suo ottimismo sottolineando che il titolo Intel potrebbe beneficiare di potenziali accordi con Apple e altri importanti gruppi aventi per oggetto la produzione di chip (foundry).
Si tratta di accordi che vedrebbero Intel produrre chip progettati da altre società, mettendo a disposizione le proprie fabbriche e tecnologie produttive, nell’ambito di una strategia su cui il gruppo sta già puntando: quella che prevede la produzione di semiconduttori per conto terzi, in linea con il business model di TSMC.
Reitzes ha fatto riferimento in particolare al processo produttivo Intel 14A, sviluppato dalla società per la produzione di chip ad alte prestazioni.
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L’analista spiega la sua view sulle azioni Intel
La tesi dell’analista si basa sul fatto che le azioni Intel potrebbero chiudere l’anno già ai livelli attuali, ovvero “a circa 100 dollari” (soglia in realtà già ampiamente superata in queste ultime sessioni, visto che il titolo è scambiato attorno a $109), nel caso in cui il 14A entrasse nella produzione di massa nel 2028 con Apple, Tesla e un altro hyperscaler già impegnati.
Il valore di 100 dollari, ha fatto notare Reitzes, corrisponde a una valutazione pari a 4 volte (gli utili).
Partendo da questo presupposto, l’esperto ha spiegato che, se poi “i prezzi delle CPU per i server e la diffusione delle CPU agentiche si confermassero solidi fino al 2028 e il mix di PC dotati di AI continuasse a far crescere i prezzi medi di vendita (ASP) nel segmento client, utili del business dei prodotti superiori a 4 dollari diventerebbero un risultato naturale”, il che significa che, “sommando i due fattori, il titolo potrebbe arrivare a 200 dollari entro due anni, circa il doppio rispetto ai livelli attuali”.
Le dichiarazioni dell’analista arrivano dopo che Reuters ha riferito ieri che Intel starebbe valutando un accordo per aiutare SK Hynix a produrre negli Stati Uniti i suoi chip di memoria, per la prima volta.
In base all’intesa, la società sudcoreana di semiconduttori potrebbe prendere in affitto una parte dello stabilimento produttivo di Intel in Ohio, secondo quanto riferito a Reuters da una fonte vicina al dossier.
Le azioni Intel hanno beneficiato dei rumor, salendo fino a +5% circa nella seduta di ieri, sovraperformando l’iShares Semiconductor ETF (SOXX), che ieri balzava di quasi il 2%.
Azioni Intel reduci da scatto +300% negli ultimi 12 mesi
Va ricordato che le azioni Intel hanno guadagnato circa il 261% negli ultimi 12 mesi, ma l’analista di Melius sostiene che difficilmente il rally rallenterà nel prossimo futuro, grazie a una serie di fattori strutturali che potrebbero sostenere ulteriormente il titolo: “Con uno dei migliori CEO al mondo e forti fattori strutturali di crescita, riteniamo che lo sconto legato all’esecuzione possa ridursi nei prossimi anni”, ha scritto l’analista.
Melius si discosta comunque dal consensus degli analisti di Wall Street. Secondo i dati LSEG, dei 50 analisti che seguono Intel, soltanto 15 hanno infatti un giudizio buy o strong buy sul titolo, mentre 33 hanno una raccomandazione hold.