Wall of Lies, tutte le bugie di Trump raccolte su un muro a New York

Tutte le bugie di Donald Trump, più di 20.000 dal suo ingresso alla Casa Bianca, sono state raccolte sul Wall of Lies a New York. Ecco qual è la sua preferita.

Wall of Lies, tutte le bugie di Trump raccolte su un muro a New York

Sarebbero più di 20.000 le bugie dette dal presidente Donald Trump dal giorno in cui è entrato alla Casa Bianca nel 2016, battendo l’avversaria Hillary Clinton. Per l’esattezza, il tycoon americano avrebbe fatto 20.055 affermazioni false in soli 1267 giorni, secondo quando riportato dal quotidiano statunitense Washington Post, con una media superiore alle 15 al giorno.

L’elevato numero di menzogne ha fatto nascere un’installazione artistica chiamata Wall of Lies, una parete in cui sono state raccolte tutte le bugie di Trump, posizionata a New York, nel quartiere di Brooklyn.

Wall of Lies, le 20.000 bugie di Trump

Dal momento dell sua elezione il presidente in carica degli Stati Uniti avrebbe fatto più di 20.000 affermazioni false, secondo quanto riportato dal database di The Fact Checker. Sulla parete esposta a New York sarebbero state trascritte tutte le menzogne o le informazioni fuorvianti dichiarate da Trump negli ultimi anni, aggravate ulteriormente dalle folli dichiarazioni sul Coronavirus e sul movimento Black Lives Matter, oltre che sui suoi avversari politici.

Per il momento sembra che la bugia ripetuta più volte da Trump, circa 360 volte, sia quella che l’economia degli Stati Uniti attualmente è la migliore della storia. La prima volta che ha fatto questa dichiarazione è stata nel giugno del 2018, e in pochissimo tempo è diventata una delle sue preferite. Inoltre, se prima affermava che l’attuale economia era la migliore nella storia degli Stati Uniti, nell’ultimo periodo ha iniziato ad affermare che è “la migliore economia della storia del mondo”.

Chiaramente questo tipo di affermazione non trova nessuna conferma né all’interno dei libri di storia, né in quelli di economia. Infatti l’economia americana, anche nella fase pre pandemica, non è stata migliore rispetto a quella sotto i presidenti Dwight D. Eisenhower, Lyndon B. Johnson o Bill Clinton o Ulysses S. Grant, fa sapere il New York Times, aggiungendo che l’economia sotto la presidenza di Trump aveva già registrato delle battute d’arresto causate dalle varie guerre commerciali del presidente, che hanno avuto delle pesanti ripercussioni su tutto il settore manifatturiero.

La seconda affermazione più ripetuta da Trump, per ben 261 volte, è che il suo muro di confine è in costruzione. Anche questo dichiarazione è falsa, dal momento che il Congresso si è rifiutato di costruire una barriera in cemento, optando per una recinzione in metallo. Facilmente sfondabile secondo il Washington Post, nonostante il presidente affermi che sia impossibile superarla. Mentre la terza affermazione più ripetuta riguarda il maggior taglio alle tasse nella storia degli Stati Uniti.

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