Usa: le 8 ragioni che impediranno ai tassi di andare sottozero

Dopo le numerose misure di stimolo, Trump ora vuole il segno meno davanti ai tassi di interesse Usa. Vediamo perché è improbabile che gli Stati Uniti seguano la via tracciata da Zona Euro e Giappone.

Usa: le 8 ragioni che impediranno ai tassi di andare sottozero

L’ennesima sfida Casa Bianca – Federal Reserve si gioca sui tassi negativi. “Gli Stati Uniti hanno una forte necessità di tassi negativi”, ha detto qualche giorno fa Donald Trump.

“C’è molta incertezza sull’efficacia di questa misura”, ritiene invece il n.1 della Federal Reserve, Jerome Powell.

Grazie ai tagli dei tassi e alle numerose misure di stimolo messe in campo negli ultimi mesi, Powell, ha detto Trump, si è guadagnato l’appellativo di MIP (Most Improved Player, l’acronimo utilizzato per indicare il giocatore che ha fatto registrare il tasso di miglioramento più elevato in termini di rendimento).

“Jerome ha fatto un buon lavoro negli ultimi mesi, è il mio MIP”, ha detto Trump. “Ma non sono d’accordo sulla questione dei tassi negativi perché noi siamo a zero, ma altri Paesi hanno tassi negativi e io credo che dovremmo trovarci nella stessa situazione”.

Tassi negativi Usa: Congresso è a favore

Favorevole al segno meno davanti al costo del denaro è il Congresso Usa. Secondo l’ufficio di bilancio, tassi negativi negli Usa sarebbero funzionali alle emissioni di Treasury per finanziare le spese per l’emergenza.

Tassi negativi sarebbero inoltre utili ai finanziamenti delle aziende e delle famiglie e, ovviamente, ne beneficerebbe anche Wall Street, perché le risorse verrebbero dirottate sul comparto azionario.

Secondo le indicazioni che arrivano dai future sul costo del denaro Usa, tra meno di un anno Trump dovrebbe vincere la partita: il fatto che nella prossima primavera il costo del denaro Usa potrebbe scendere sottozero, fa pensare che la crisi innescata dalla pandemia sia destinata a durare più del previsto.

Analisti: tutto è possibile

Al di là dei fattori tecnici che hanno spinto il future sui Fed Funds in territorio negativo, in molti casi si tratterebbe di trader che cercano protezione da una simile eventualità, Bob Michele, Chief investment officer di J.P. Morgan Asset Management, ritiene che non si tratti di un’opzione percorribile anche se “ci sono tanti Paesi che hanno tassi negativi”.

“Siamo certi che la Fed non li vuole, speriamo di non arrivare a quel punto”.

Anche se la Fed non vuole tassi negativi, ha detto Todd Colvin, vicepresidente senior di Ambrosino Brothers a Chicago, “il petrolio in negativo ha dimostrato che tutto è possibile”.

Perché gli Usa non adotteranno i tassi negativi

I tassi negativi nascono con l’obiettivo di spronare il credito, sostenendo l’inflazione e la crescita economica. Messi in pratica in Giappone ed Eurozona, i tassi negativi non hanno favorito nuovo credito riducendo contemporaneamente i margini delle banche commerciali. Sulle piazze finanziarie, i tassi negativi fanno crescere la caccia al rendimento e quindi anche le esposizioni verso titoli del debito “spazzatura”.

“Si tratta di una tassa sui risparmi”, ha detto Mark Cabana di Bank of America.

“Agli americani non piace che i risparmi siano tassati, penso che ci sia una connotazione decisamente negativa nella tassazione dei risparmi di una vita di lavoro”.

Ken Rogoff, professore di economia ad Harvard, ha elencato le 8 ragioni per cui i tassi negativi rappresentano una cattiva idea:

  • sono una tassa sui capitali bancari;
  • sono una mina per il mercato monetario;
  • danneggiano la capacità per le banche di generare utili;
  • sono trasferiti ai consumatori con tasse e commissioni;
  • vanno a colpire i fondi pensione e le compagnie assicurative;
  • distruggono pensionati e risparmiatori;
  • incoraggiano la crescita del debito sovrano;
  • “intrappolano” la banca centrale perché non possono ritirarli senza distruggere i prezzi delle obbligazioni.

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