Tasse sulle imprese, le città più tartassate: Reggio Calabria, Bologna e Roma in testa

Tasse sulle imprese, arriva la classifica 2019 della CNA con le città d’Italia dove la pressione fiscale è più elevata: in testa Reggio Calabria, seguita da Bologna e Roma. Fisco più soft per le partite IVA del Nord.

Tasse sulle imprese, le città più tartassate: Reggio Calabria, Bologna e Roma in testa

Tasse sulle imprese, la pressione fiscale registra un lieve calo ma si assesta a livelli elevatissimi anche nel 2019. È la CNA a fornire i dati, stilando la classifica delle città più tartassate d’Italia e quelle in cui il peso del Fisco si fa sentire meno.

La tassazione complessiva che grava sulle partite IVA e soprattutto sugli artigiani e le piccole imprese è un record tutto italiano, e anche per il 2019, nonostante le differenze tra le città analizzate, la pressione fiscale tocca livelli insostenibili.

Nella città più virtuosa è pari al 52,96%, in quella più tartassata d’Italia sfiora il 70%. Nella pratica il tutto si traduce nella necessità di destinare buona parte del reddito prodotto dal proprio lavoro al Fisco. Si lavora più per le tasse che per la propria famiglia.

Tasse sulle imprese, la classifica delle città più tartassate dal Fisco

È il report “Comune che vai, fisco che trovi” della CNA, pubblicato il 17 settembre 2019, a fornire i dati sui livelli monstre della pressione fiscale in Italia per le piccole imprese e sul tax freedom day, giorno in cui idealmente si finisce di lavorare per pagare le tasse.

Sono 141 i Comuni italiani analizzati e l’aliquota fiscale media per le PMI si assesterà nel 2019 al 59,7% e fino al 5 agosto 2019 si lavora soltanto per il Fisco. Un calo rispetto allo scorso anno, quando era del 61,2%, che tuttavia non allenta di molto la morsa del Fisco sulle imprese.

La situazione è però diversa città per città. Quali sono i Comuni in cui è più difficile fare impresa e quelli dove, dopo aver pagato le tasse, rimane qualche soldo in tasca per vivere?

Partiamo dai 10 comuni meno virtuosi:

Classifica Comuni peggioriPressione Fiscale
1° posto - Reggio Calabria 69,81%
2° posto - Bologna 68,68%
3° posto - Roma 67%
4° posto - Napoli 66,71%
5° posto -Firenze 66,50%
6° posto - Bari 65,38%
7° posto - Catania 65,38%
8° posto - Grosseto 65,26%
9° posto - Salerno 65,01%
10° posto - Foggia 64,67%

È il Nord invece ad occupare le prime posizioni nella classifica parallela, quella dei Comuni in cui la pressione fiscale è più bassa.

Classifica Comuni miglioriiPressione Fiscale
1° posto - Bolzano 52,69%
2° posto - Gorizia 53,09%
3° posto - Udine 53,70%
4° posto - Trento 54,11%
5° posto - Imola 54,4%
6° posto - Belluno 54,48%
7° posto - Cuneo 54,51%
8° posto - Sondrio 54,75%
9° posto - Trieste 54,87%
10° posto - Carbonia 55,04%

Cerca il tuo Comune nella classifica 2019 della CNA.

218 giorni di lavoro per pagare le tasse, solo 147 per la famiglia

Buona parte di imprese ed artigiani in Italia lavorano più per lo Stato che per la propria famiglia: la media è di 218 giorni di lavoro per pagare le tasse contro i 147 nei quali è concesso guadagnare per se stessi.

Le differenze tra città e città sono rilevanti: a Bolzano servono 166 giorni di lavoro per le tasse, e di conseguenza sono 199 quelli in cui si lavora per le proprie esigenze personali e per la famiglia.

La proporzione è inversa a Reggio Calabria, la città italiana più tartassata dal Fisco: solo 166 giorni all’anno si lavora per se stessi mentre i restanti 228 servono per accontentare le pretese dello Stato.

Una situazione insostenibile e che è tra le cause non solo del calo dei consumi ma anche del fenomeno della disoccupazione. Serve un Fisco più leggero e soprattutto più razionale.

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