Scuole chiuse con il prossimo decreto? Ecco chi rischia

Alla fine il Governo potrebbe chiudere le scuole? La decisione di molte Regioni pone l’Esecutivo di fronte ad una scelta: ecco cosa potrebbe cambiare con il prossimo DPCM.

Scuole chiuse con il prossimo decreto? Ecco chi rischia

Premessa: il Governo non vorrebbe chiudere le scuole.

Un obiettivo ribadito nel corso dell’incontro che si è tenuto nella giornata di ieri a Palazzo Chigi, dove i capi di delegazione della maggioranza si sono incontrati per decidere delle mosse future da adottare per contenere il contagio. Un incontro a cui ha preso parte anche il Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, la quale ha ribadito la decisione di non chiudere le scuole nonostante l’aumento dei contagi da COVID-19.

Tuttavia, il Governo deve fare i conti con le scelte di molte Regioni di chiudere le scuole. Bisognerà trovare una soluzione, infatti, riguardo al come gestire la scelta di molti Governatori - come ad esempio di Emiliano in Puglia ma anche della Tesei in Umbria - di sospendere le lezioni in presenza con effetto immediato.

C’è chi si ferma alle scuole superiori e medie, chi invece comprende anche le elementari. Decisioni che contrastano con il volere del Governo ma che paradossalmente potrebbero portare quest’ultimo a rivedere i suoi piani attuali disponendo - almeno laddove necessario - la possibilità di una chiusura delle scuole già con il prossimo decreto (per il quale aleggia anche lo spettro del lockdown).

Il Governo potrebbe chiudere le scuole con il prossimo DPCM?

Già oggi la situazione riguardante le scuole dovrebbe essere più chiara. Le parti, infatti, si sono date appuntamento per sabato 31 ottobre per valutare quali scelte “definitive prendere sulla scuola. Anche perché - fermo restando l’importanza di mantenere le scuole aperte - non si può restare fermi di fronte alla decisione delle Regioni di procedere in ordine sparso, scelta che da Italia Viva tendono a stigmatizzare.

A tal proposito, il Governo ha chiesto di conoscere il peso della curva epidemiologica sul trasporto rispetto alla scuola. Una volta raccolto questo dato si potrà prendere una decisione definitiva a riguardo.

Per il momento dal Governo smentiscono ogni possibilità di chiudere le scuole oltre a quanto già fatto con l’ultimo DPCM con il quale è stato deciso che nelle scuole superiori la didattica a distanza sarà al 75%, mentre quella in presenza al 25%.

Da una parte Alfonso Bonafede che ribadisce il fatto che “le scuole sono l’ultima cosa che il Governo deve chiudere”; dello stesso avviso Teresa Bellanova di Italia Viva, secondo la quale tutti gli studenti “hanno bisogno della scuola in presenza”.

Non tutta la maggioranza, però, sembra concordare su questo aspetto e c’è chi propone almeno di chiudere le scuole medie. Ed effettivamente potrebbe essere questa - alla luce delle ultime indiscrezioni - la decisione che il Governo prenderà con il prossimo DPCM atteso per il 9 novembre.

Scuole chiuse? Non completamente

In questi giorni si torna a parlare di lockdown. L’Italia potrebbe prendere d’esempio quanto già fatto da Germania e Francia chiudendo negozi e limitando gli spostamenti; a differenza di marzo e aprile, però, le scuole dovrebbero per la maggior parte dei casi restare aperte.

Il motivo è chiaro: è vero che la chiusura delle scuole sarebbe utile per limitare gli spostamenti, ma allo stesso tempo metterebbe nuovamente in difficoltà le famiglie con il Governo che dovrebbe tornare a prevedere bonus baby sitter e congedi parentali.

La soluzione di cui si sta parlando in queste ore, anche per andare incontro alle Regioni che hanno deciso di chiudere, è quella di prevedere una quota ampia di didattica a distanza anche alle scuole medie, preservando la didattica in presenza alla elementari. Anche scuole dell’infanzia e asili nido dovrebbero restare aperte.

Allo stesso tempo potrebbe essere individuata una soglia di indice Rt oltre la quale i singoli territori potranno essere autorizzati a chiudere tutte le scuole, come pure a predisporre dei lockdown circoscritti.

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