Questo fossile minuscolo potrebbe riscrivere l’intera storia dell’umanità. Di appena 2x2 millimetri potrebbe fornire risposte attese da decenni sull’evoluzione animale.
Appassionati ed esperti di alcune materie sanno che le scoperte più sensazionali possono nascondersi nei più piccoli frammenti. Dal Colorado ne arriva la conferma, dopo il ritrovamento di un fossile minuscolo che potrebbe riscrivere la storia dell’umanità. Ipotesi affascinanti si stanno sommando per colmare una lacuna importante nelle ricostruzioni storiche: la diffusione dei primati nel continente nordamericano a seguito dell’estinzione di massa del Cretaceo. Sì, proprio quella che si studia fin dai primissimi anni di scuola, in cui buona parte dei dinosauri è scomparsa per sempre dalla Terra.
Un fossile minuscolo ma fondamentale
Se oggi stiamo parlando di questa scoperta epocale si deve al paleontologo Tyler Lyson e alla sua innovativa macchina di filtraggio (detta bubbler) che gli permette di separare i sedimenti con grande efficacia. Lyson ha usato uno strumento unico nel suo genere nelle sue esplorazioni a Coral Bluffs ed è stato pienamente ripagato del suo impegno. Setacciando più di 3.600 kg di terra, la squadra di ricerca ha trovato un fossile minuscolo risalente a circa 65 milioni di anni fa.
Si tratta in particolare di tre piccoli denti appartenenti a un primate già oggetto di studio, ma sconosciuto tra i non addetti ai lavori. Si chiama Purgatorius ed era un piccolo mammifero simile all’odierno scoiattolo. Aveva occhi laterali, si arrampicava sugli alberi per cercare frutta da mangiare ed era piccolo come un toporagno, abbastanza da poter essere tenuto nel palmo di una mano. Queste sue dimensioni ridotte non aiutano certo i ricercatori, che per imbattersi nei resti fossili devono faticare molto e sperare in un briciolo di fortuna.
I denti sono particolarmente difficili da trovare, parliamo di un’area di quattro millimetri quadrati che con i metodi di scavo tradizionali è quasi impossibile da localizzare. Un altro aspetto importante della scoperta, al centro dello studio pubblicato sul Journal of Vertebrate Paleontology, è la posizione geografica. Come anticipato, gli scienziati sanno che il Purgatorius si arrampicava sugli alberi (grazie alla struttura delle caviglie), pertanto si è sempre creduto che non fossero presenti nelle regioni meridionali, più colpite dalla distruzione delle foreste. In realtà, gli esperti di paleobotanica hanno scoperto che la vegetazione si era ripresa più rapidamente di quanto non si pensasse e spinto così alla ricerca di fossili del Purgatorius anche in quell’area.
Potrebbe riscrivere la storia dell’umanità
Dire che il dente del Purgatorius scoperto in Colorado potrebbe riscrivere la storia dell’umanità non è affatto un’iperbole. I denti di Purgatorius, peraltro una specie non ancora conosciuta, potrebbero infatti colmare un vuoto temporale e geografico dall’estinzione di massa alla comparsa dei primati. Questi minuscoli fossili risalgono in particolare a un periodo compreso tra 65,5 e 65,4 milioni di anni fa, appena 550/650 migliaia di anni dopo l’estinzione del Cretaceo.
Si accorcia notevolmente il lasso temporale (e territoriale) dal meteorite, visto che questi resti sono i più antichi e anche quelli più a sud finora rinvenuti. Come sempre accade, la scoperta offre delle ipotesi e apre nuove domande, non risposte certe. Gli esperti devono ancora capire la relazione eventuale tra il Purgatorius e i gruppi di primati apparsi circa 10 milioni di anni dopo.
Ecco perché ora i ricercatori sono ancora più entusiasti nel proseguimento delle esplorazioni, fiduciosi di poter ritrovare ulteriori resti con gli strumenti per il filtraggio e capire come i primati abbiano popolato parte del pianeta dopo il fatidico asteroide. Non a caso, il dottor Stephen Cester, autore principale dello studio scientifico, ha spiegato che “la scoperta aiuta a colmare il divario nella comprensione della geografia e dell’evoluzione dei nostri più antichi parenti primati”. Ora non resta che attendere auspicabilmente il ritrovamento di altri fossili, intanto per confermare che si tratti di una nuova specie di Purgatorius e accertare la datazione.
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