Sciopero nazionale della scuola 20, 23 e 24 aprile 2026: lezioni a rischio e motivi della protesta

Laura Pellegrini

18 Aprile 2026 - 12:30

Il personale scolastico incrocia le braccia per tre giorni: oltre allo sciopero nazionale del 20 aprile, sono previste mobilitazioni più ampie anche il 23 e 24.

Sciopero nazionale della scuola 20, 23 e 24 aprile 2026: lezioni a rischio e motivi della protesta

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha confermato lo sciopero del comparto scuola a livello nazionale per tutta la giornata del 20 aprile 2026. In questa occasione saranno a rischio non solo le lezioni per gli studenti, ma anche tutti i servizi collegati (pre-scuola, dopo scuola, mensa, ecc), visto che la protesta riguarderà non solo i docenti ma anche il personale ATA.

A proclamare la mobilitazione, che coinvolgerà tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, sono state le sigle sindacali Unicobas Scuola e Università e SAESE.

È prevista inoltre una seconda mobilitazione nelle giornate del 23 e 24 aprile 2026, proclamata da CSLE: in questo caso lo sciopero nazionale riguarderà diversi comparti della pubblica amministrazione, tra cui istruzione e ricerca, funzioni centrali e locali, sanità, vigili del fuoco, Presidenza del Consiglio e autorità indipendenti.

Sciopero generale scuola per il 20 aprile: cosa sapere

Una settimana e un mese ricco di scioperi: le mobilitazioni e le proteste proseguono, questa volta coinvolgendo il settore dell’istruzione. Il Ministero ha infatti confermato con un avviso pubblico, lo sciopero generale della scuola per la giornata di lunedì 20 aprile 2026. Saranno coinvolti nella protesta diverse categorie di lavoratori:

  • il personale docente, sia di ruolo sia precario;
  • il personale ATA, compresi contratti atipici;
  • il personale della ricerca e università, nel caso di Unicobas.

Lezioni a rischio per moltissimi studenti, possibili disagi per i genitori anche nelle attività collegate. L’apertura degli istituti e la regolarità delle lezioni, infatti, dipendono esclusivamente dal livello di adesione del personale e non è possibile fornire previsioni a riguardo.

Per l’intera giornata potrebbero quindi susseguirsi lezioni a orario ridotto, uscite anticipate o ingressi posticipati. Perciò è fondamentale verificare le comunicazioni ufficiali del proprio istituto scolastico e recarsi presso le sedi consapevoli dei possibili disagi.

Chi aderisce allo sciopero del 20 aprile? L’avviso del Ministero dell’Istruzione

Come comunicato anche dal MIM, le sigle sindacali SAESE (Sindacato autonomo europeo scuola ed ecologia) e Unicobas Scuola e Università hanno indetto uno sciopero per l’intera giornata per il Comparto Istruzione e Ricerca che riguarda tutto il personale scolastico.

Nel dettaglio, come si legge sul Cruscotto degli scioperi nel pubblico impiego della Presidenza del Consiglio dei ministri:

  • lo sciopero indetto da Saese è rivolto al personale docente e ATA a tempo indeterminato, atipico e precario della scuola;
  • quello di Unicobas al personale docente e ATA delle scuole, della ricerca e delle università.

Non è possibile garantire il funzionamento di tutti i servizi scolastici per l’intera giornata.

I motivi della protesta dei lavoratori della scuola

Sono diversi i motivi che hanno spinto i sindacati a proclamare uno sciopero per il 20 aprile: per esempio, la contrarietà alle nuove Indicazioni nazionali, alla formazione scuola lavoro e alle prove Invalsi, considerate strumenti poco efficaci.

SAESE ha poi chiesto “il divieto categorico di svolgimento degli Open Day nei giorni festivi e il riconoscimento del diritto al riposo domenicale come pilastro della dignità del docente, perché la scuola non è un’azienda commerciale e gli insegnanti non sono promoter da centro commerciale”.

Unicobas Scuola e Università, invece, ha proclamato una mobilitazione contro:

  • l’attacco alle ferie estive;
  • gli sprechi militari;
  • per investimenti su scuola, casa e sanità;
  • per una provvisionale di 200 euro netti per tutti a recupero sull’inflazione oltre gli effimeri aumenti contrattuali;
  • per la 14esima mensilità;
  • contro ogni tentativo di svolta autoritaria nella scuola;
  • contro la riforma della filiera-tecnologico professionale 4+2.

Unicobas chiede quindi al Governo nuovi «investimenti sull’edilizia scolastica e aule sicure, climatizzate e dotate di minimi standard di comfort», oltre all’abbassamento dell’età pensionabile a 65 anni, all’assunzione di almeno 30mila collaboratori scolastici e 30mila tra segretari e tecnici, e la stabilizzazione degli specializzati di sostegno.

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