Graduatorie GPS 2026/28, attesa per l’ordinanza: la scadenza delle domande slitta a marzo. Ecco cosa manca al decreto e perché il rinvio può favorire molti docenti.
Siamo ancora in attesa dell’ordinanza, al momento disponibile solamente in bozza, relativa all’aggiornamento delle graduatorie Gps 2026/28, che ricordiamo essere quelle graduatorie provinciali per le supplenze valide per gli anni scolastici 2026/2027 e 2027/2028.
Un passaggio molto importante tanto per gli insegnanti che intendono inserirsi per la prima volta quanto per chi ha necessità di aggiornare il punteggio, confermare la propria posizione o cambiare provincia; in entrambi i casi, infatti, questi iniziano a chiedersi non solo quando arriverà l’ordinanza con tutte le informazioni operative, ma anche quale sarà la data di scadenza entro cui presentare la domanda.
Va sottolineato che al momento non ci sono indicazioni ufficiali e definitive su questo punto, ma una cosa è certa: non è più realistico pensare a una scadenza fissata nel mese di febbraio, semplicemente perché non ci sono i tempi tecnici. Basta consultare la bozza dell’ordinanza per leggere che la finestra temporale per la presentazione delle istanze dovrebbe essere di 20 giorni.
Pertanto, anche nel caso in cui il decreto venisse pubblicato oggi - ipotesi che tra l’altro appare poco plausibile - la scadenza finirebbe comunque nel mese di marzo.
Cosa manca per la pubblicazione del decreto e possibili date
Prima della pubblicazione dell’ordinanza definitiva sulle Gps 2026/28 restano ancora da completare alcuni passaggi tecnici e amministrativi che rendono difficile indicare una data precisa per l’apertura delle domande.
In primo luogo, è ancora in corso la definizione di alcuni aspetti legati ai percorsi abilitanti. Dopo le prime soluzioni adottate per l’iscrizione ai corsi, si è in attesa del decreto e delle procedure di avvio del secondo ciclo dei percorsi Indire, rivolti ai cosiddetti “triennalisti” e ai docenti con titolo conseguito all’estero.
Un altro nodo riguarda la parte operativa, in quanto i sindacati non sono stati ancora convocati per prendere visione della nuova piattaforma che dovrà gestire le domande. Senza questo confronto tecnico, è difficile immaginare una partenza immediata della procedura.
Alla luce di questi elementi, l’avvio delle domande non appare imminente. Le tempistiche più realistiche, quindi, sono quelle che collocano la pubblicazione tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, con apertura delle domande subito dopo e chiusura circa 20 giorni più tardi, sempre nel corso di marzo. Naturalmente si tratta di ipotesi basate sulla bozza attualmente circolata: le date ufficiali saranno note soltanto con la pubblicazione del decreto definitivo da parte del ministero dell’Istruzione e del Merito.
Perché non è (necessariamente) una cattiva notizia
Il rinvio della scadenza per l’aggiornamento delle Gps 2026/28 non deve essere letto automaticamente come una cattiva notizia. Per una parte consistente degli aspiranti docenti, infatti, qualche settimana in più può tradursi in un miglioramento della propria posizione in graduatoria.
L’anno scolastico in corso è ancora in pieno svolgimento e molti insegnanti stanno maturando giorni di servizio utili al punteggio. Chi ha ottenuto una nomina a partire da settembre, ad esempio, si avvicina proprio in questo periodo alla soglia che consente di ottenere il punteggio pieno per l’annualità. Un’apertura più tardiva della procedura permette quindi di inserire dati più favorevoli rispetto a quelli che si sarebbero potuti dichiarare con una scadenza anticipata.
Allo stesso tempo continuano le chiamate tramite interpello, che in diversi casi portano a contratti fino al termine delle lezioni o addirittura fino al 30 giugno. Anche queste esperienze possono incidere sul punteggio e diventare spendibili nella domanda, a patto che siano in corso al momento della presentazione e poi confermate.
Il tempo in più può fare la differenza soprattutto per chi lavora con incarichi brevi e discontinui. In queste situazioni, anche poche settimane aggiuntive di servizio consentono di raggiungere una fascia di punteggio superiore, con effetti diretti sulla posizione in graduatoria e sulle possibilità di ottenere supplenze più lunghe nel biennio successivo.
Un discorso analogo vale per i titoli. Molti aspiranti stanno completando certificazioni, corsi o percorsi formativi proprio nel corso dell’anno scolastico 2025/26. Una scadenza collocata più avanti nel tempo offre l’opportunità di inserirli nella domanda e aumentare così il punteggio complessivo.
Resta tuttavia un punto ancora da chiarire. Secondo quanto emerge dalla bozza dell’ordinanza, l’anno scolastico 2025/26 potrebbe non essere considerato tra le tre annualità necessarie per l’accesso alla seconda fascia delle Gps su sostegno. Si tratta di una previsione che dovrà trovare conferma nel testo definitivo, ma che potrebbe incidere sulle strategie di molti aspiranti docenti.
Nel complesso, quindi, l’eventuale slittamento delle scadenze non rappresenta necessariamente un elemento negativo, ma può trasformarsi in un’opportunità per presentare una domanda più completa e con un punteggio più alto.
Nel frattempo, di seguito trovate la bozza dell’ordinanza, nella quale però mancano ancora diversi aspetti da definire.
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