Scuola, stop alle gite scolastiche con il nuovo DPCM: ecco cosa cambia

Scuola: arriva lo stop alle gite scolastiche con il nuovo DPCM firmato da Conte e Speranza e che sarà in vigore da domani per 30 giorni. Disposizioni anche per le Università.

Scuola, stop alle gite scolastiche con il nuovo DPCM: ecco cosa cambia

Scuola: stop alle gite scolastiche per il momento. È quanto prevede il nuovo DPCM firmato dal premier Giuseppe Conte e dal ministro della Salute Roberto Speranza nella notte e che entrerà in vigore da domani e lo sarà per 30 giorni.

Al centro del nuovo testo c’è quindi anche la scuola oltre alle altre misure messe in campo per contrastare l’emergenza Covid e scongiurare il peggio. Non solo lo stop ai viaggi d’Istruzione perché il nuovo DPCM prevede misure restrittive anche per bar e ristoranti, come torna forte, e previsto anche nel decreto del 7 ottobre, l’obbligo di mascherina anche all’aperto.

Per la scuola centrali sono le gite scolastiche, con lo stop volto a limitare la circolazione delle persone, ma se da una parte è fortemente consigliato lo smart working nel settore privato e viene potenziato nel pubblico, resta invece solo una proposta quella di tornare alla didattica a distanza alle superiori, proposta che al momento non sembra avrà seguito.

Vediamo cosa dice nel dettaglio il nuovo DPCM sullo stop alle gite scolastiche e altre novità per la scuola.

Stop alle gite scolastiche nel nuovo DPCM

Nel nuovo DPCM arriva lo stop alle gite scolastiche come si può leggere chiaramente nel testo pubblicato sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri e in corso di registrazione in Gazzetta Ufficiale. Il decreto firmato da Conte e Speranza stabilisce che:

Sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 10 settembre 2010, n. 249, da svolgersi nei casi in cui sia possibile garantire il rispetto delle prescrizioni sanitarie e di sicurezza vigenti.”

Lo stop alle gite scolastiche o gemellaggi e iniziative di scambio non prevede un limite temporale dal momento e dovrebbe restare in vigore per 30 giorni, fatte salve successive disposizioni. Resterebbero comunque praticabili le attività di tirocinio e i percorsi per le competenze trasversali (l’alternanza scuola-lavoro per intenderci), ma con la raccomandazione che si svolgano nei casi in cui possano essere garantite le misure di sicurezza prescritte dalle autorità.

Se da una parte arriva per la scuola lo stop alle gite scolastiche, nel testo si legge chiaramente che le riunioni collegiali di ogni ordine e grado, potranno essere svolte in presenza o anche a distanza, ma sempre nel rispetto del distanziamento fisico tra le persone.

Cosa cambia per le Università con il nuovo DPCM

Non solo gite scolastiche perché nel nuovo DPCM trovano spazio anche le Università. Per le attività degli atenei italiani non cambia molto, dal momento che si applicano le linee guida del ministero dell’Università e della Ricerca fino a ora adottate; lo stesso vale per le istituzioni di alta formazione musicale e coreutica.

Viene stabilito che nei casi in cui gli studenti non riescano a partecipare alle attività didattiche o curriculari delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, le stesse possono essere svolte in modalità a distanza, con riguardo alle esigenze degli studenti con disabilità.

Le Università “devono assicurare laddove ritenuto necessario e in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso diidattico; le assenze maturate dagli studenti di cui alla presente lettera non sono computate ai fini della eventuale ammissione a esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni.”

Per quanto riguarda sempre la didattica a distanza, ma nelle scuole, era arrivata una proposta da alcuni presidenti di Regione di ripristinarla nei soli istituti superiori. Al momento tale proposta è stata bocciata e non rientra nel DPCM, ma non è da escludere che la questione possa essere sollevata di nuovo in futuro.

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