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Riunione BCE oggi, rischio rialzo tassi? Shock inflazione per Lagarde, +3% ad aprile. DIRETTA

Laura Naka Antonelli

30 Aprile 2026 - 13:24

Dopo la Fed, tocca alla BCE di Christine Lagarde annunciare la decisione sui tassi dell’area euro. L’incubo dell’inflazione più alta. La diretta di Money.it.

Riunione BCE oggi, rischio rialzo tassi? Shock inflazione per Lagarde, +3% ad aprile. DIRETTA

Il grande giorno della riunione della BCE di Christine Lagarde è arrivato.

Oggi, giovedì 30 aprile 2026, i mercati conosceranno il verdetto sui tassi dell’area euro, dopo aver appreso alla vigilia quello sui tassi USA, annunciato dalla Fed.

I mercati e gli economisti prevedono tassi di nuovo fermi, per la settima volta consecutiva, dopo l’ultimo atto che risale alla metà di marzo.

I tassi sui depositi, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginali saranno dunque confermati rispettivamente al 2%, al 2,15%, al 2,40%.

Money.it segue la diretta del BCE Day, con aggiornamenti in tempo reale del trend dei mercati.

BCE Day, la diretta di Money.it

L’esito della riunione del Consiglio direttivo della BCE sarà reso noto alle 14.15 ora italiana con un comunicato ad hoc diramato dall’istituzione.

Seguirà alle 14.45 la conferenza stampa con cui Lagarde spiegherà le decisioni di politica monetaria adottate dall’istituzione, rispondendo alle domande dei giornalisti.

Dubbi sull’annuncio di oggi non ce ne sono: i tassi non saranno toccati. L’attenzione dei trader e degli investitori si concentrerà di conseguenza sul comunicato della BCE e sulle parole che Lagarde proferirà durante la conferenza stampa. Parole monitorate soprattutto alla luce del dato preliminare relativo all’inflazione dell’area euro diffuso oggi. L’indicatore è schizzato ad aprile del 3%, molto al di sopra del target di inflazione, pari al 2%, della BCE.

Dollaro USA in preda ai sell dopo i buy nel Fed Day. Euro oltre $1,17, forti vendite su dollaro verso lo yen

Prese di profitto sul dollaro USA all’indomani dei buy scattati nel giorno della Fed. Oggi la valuta americana viene venduta. Sul mercato del forex, il rapporto euro-dollaro (EUR-USD) segna un rialzo dello 0,30% circa, a $1,1712; in forte calo il cambio dollaro-yen (USD-JPY) che, dopo essere balzato ieri fino a oltre quota JPY 160, oggi scivola del 2,3%, a JPY 156,72. Il rapporto sterlina-dollaro (GBP-USD) sale dello 0,40%, a $1,3527.

Borse europee in ripresa, Ftse Mib di Piazza Affari azzera i ribassi

Il ritracciamento dei prezzi del petrolio dà respiro alle borse europee che, sulla scia anche del trend positivo dei futures sui principali indici azionari di Wall Street. Lo Stoxx 600 sale ora di più di mezzo punto percentiale, sulla scia del trend positivo soprattutto della borsa di Francoforte (+0,46%) e della borsa di Londra, che scatta di oltre l’1%. Riduce i cali in modo significativo la borsa di Parigi (-0,36%), mentre il Ftse Mib di Piazza Affari segna un lieve rialzo, sulla scia dei buy solidi su Prysmian e sulle azioni A2A, Terna, Hera. Stellantis perde il 6% circa.

Bank of England lascia tassi invariati al 3,75%

La Bank of England ha annunciato di aver lasciato i tassi del Regno Unito invariati al 3,75%, come da attese. Anche la BOE ha optato dunque per il nulla di fatto, mentre cerca di capire gli effetti della guerra USA-Iran sull’economia globale e UK. Il tasso di inflazione, nel Paese, si è intanto già rafforzato. Nel mese di marzo, l’indice dei prezzi al consumo è balzato infatti nel Regno Unito del 3,3% su base annua, rispetto al 3% del mese precedente, sulla scia dello scatto dei prezzi del carburante.

PIL euro +0,1% t/t nel I trimestre 2026, +0,8% su base annua

Non solo inflazione. Oggi dal fronte macroeconomico dell’area euro è stato annunciato anche il dato relativo al PIL del blocco, che è salito nel primo trimestre del 2026 di appena lo 0,1% su base trimestrale. Su base annua, ovvero rispetto al primo trimestre del 2025, il PIL dell’Eurozona ha riportato una crescita pari a +0,8%, dopo il +1,3% del trimestre precedente.

La Banca centrale europea guidata da Christine Lagarde dovrà cercare dunque di trovare un equilibrio tra la necessità di non far cadere l’Europa in recessione e quella di tenere a bada la crescita dell’inflazione, in una fase in cui le condizioni di accesso ai finanziamenti sono state già interessate da una restrizione.

Improvvisa inversione di rotta per prezzi petrolio. Brent e WTI ora giù

Improvvisa inversione di rotta per i prezzi del petrolio, con il Brent che, dopo essere schizzato fino a oltre la soglia di $126 al barile, segna ora un calo dell’1,5%, a quota $116,27. Il contratto WTI sul petrolio crude arretra dello 0,16%, a $106,74 al barile.

Le quotazioni del petrolio sono volate nelle ultime ore sia per la decisione di Trump di prorogare il blocco navale nello Stretto di Hormuz, che a seguito di rumor di Axios su possibili azioni militari contro l’Iran prese in considerazione dal Presidente americano.

La view di PIMCO su quante volte la BCE potrebbe alzare i tassi nel 2026

In evidenza il commento su quanto potrà accadere oggi di Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO, che prevede un nulla di fatto sui tassi da parte della BCE, “con il Consiglio direttivo che manterrà un atteggiamento di vigilanza in un contesto caratterizzato da un livello di incertezza eccezionalmente elevato”.

Di fatto, “considerato l’elevato livello dei rischi sia per la crescita che per l’inflazione, è probabile che i policymaker ritengano opportuno attendere la prossima serie di proiezioni degli esperti della BCE, prevista per giugno, prima di apportare eventuali modifiche alla politica monetaria”.

Il gestore di PIMCO ribadisce che, “in questa fase, continuiamo ad aspettarci un atteggiamento di vigilanza anziché interventi concreti ” e che, “ qualora la BCE dovesse reagire ai rischi inflazionistici , riteniamo che qualsiasi mossa sarebbe misurata e non aggressiva, e che sia improbabile che si verifichino più di due aumenti dei tassi ”.

Vielt ha sottolineato anche che “un simile aggiustamento avrebbe principalmente l’obiettivo di ancorare le aspettative di inflazione, piuttosto che rispondere meccanicamente alla volatilità di breve periodo, soprattutto in un contesto in cui lo slancio della crescita continua a indebolirsi ”.

Tassi BCE, il commento di Nuveen: da Lagarde posizione più proattiva?

Così Laura Cooper, Global Investment Strategist and Head of Macro Credit di Nuveen, nella preview dedicata alla riunione della BCE di oggi:

La vulnerabilità energetica dell’Europa sta emergendo chiaramente dai dati: i PMI di aprile hanno deluso le aspettative, spingendoci a rivedere al ribasso le nostre previsioni di crescita per l’Eurozona, dall’1,5% allo 0,8% per il 2026. Il sostegno fiscale dovrebbe contribuire ad attenuare in parte l’impatto sull’attività, ma difficilmente riuscirà a controbilanciare l’impulso inflazionistico allo stesso modo, lasciando la BCE a gestire un difficile compromesso tra crescita e inflazione. Questo scenario si colloca in una posizione intermedia tra quello base della BCE e quello avverso, una distinzione su cui è probabile che Lagarde faccia leva nella conferenza stampa di questa settimana per giustificare il mantenimento di un approccio prudente. Gli aumenti dei premi assicurativi previsti per quest’estate continuano a essere oggetto di acceso dibattito, poiché le conseguenze del 2022 sono ancora profonde. Sebbene questa volta il punto di partenza sia diverso, tali conseguenze potrebbero indurre la BCE ad adottare una posizione più proattiva di quanto richiedano i dati. L’attenzione sarà rivolta alla possibilità che lo shock energetico si ripercuota sull’inflazione dei servizi in senso più ampio, al di là degli ovvi canali diretti rappresentati dalle tariffe aeree e dai trasporti, con le aspettative di inflazione tenute sotto stretta osservazione”.

Altra notizia hawkish su tassi BCE. PIL Germania batte le attese, ma l’attenti non manca

Tra le notizie hawkish sui tassi arrivate oggi, nel BCE Day, anche quella relativa al PIL della Germania che, nel primo trimestre del 2026, si è confermato più solido delle previsioni, salendo dello 0,3% su base annualizzata: in rallentamento rispetto al +0,4% del trimestre precedente, ma meglio delle attese.

Diffuso oggi in Germania anche il tasso di disoccupazione che, nel mese di marzo, è salito al 6,4% rispetto al 6,3% precedente.

L’esperto dei mercati Holger Zschaepitz ha riportato tuttavia il commento degli analisti di Commerzbank, secondo cui è possibile che il primo trimestre abbia rappresentato il classico caso della calma prima della tempesta.

Da allora, lo shock dei prezzi del petrolio si è abbattuto sull’economia mondiale, portando gli indicatori relativi alla fiducia a scendere in modo significativo. Di conseguenza il PIL tedesco potrebbe scendere nel secondo trimestre del 2026.

Inflazione in accelerazione anche in Italia, ad aprile +2,8% (da +1,7% di marzo)

Ha accelerato il passo nel mese di aprile anche l’inflazione dell’Italia, così come annunciato dall’Istat:

“Secondo le stime preliminari, nel mese di aprile 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +1,2% su base mensile e del +2,8% su base annua (da +1,7% del mese precedente). La dinamica dell’inflazione riflette principalmente la netta risalita dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da -2,0% a +9,9%), di quelli regolamentati (da -1,6% a +5,7%) e dell’accelerazione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +4,7% a +6,0%); in rallentamento sono invece i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,2% a +0,5%). Nel mese di aprile l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra un rallentamento (da +1,9% a +1,6%), come anche quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +2,0%)”.

Batosta inflazione per Lagarde nel BCE Day: +3% ad aprile

Appena arrivata per l’Eurozona e per la BCE di Lagarde la tranvata del dato sull’inflazione dell’area euro. Dalla lettura preliminare dell’indicatore, reso noto dall’Eurostat, è emerso che, nel mese di aprile, la crescita dei prezzi è stata pari a ben +3%, rispetto al +2,6% di marzo.

Dall’indicatore è emerso che, a fare la parte del leone, come previsto, è stata la componente dei prezzi dell’energia, che sono schizzati ad aprile del 10,9% su base annua, più del doppio rispetto al +5,1% di marzo.

In rialzo anche i prezzi dei servizi (+3%, in misura inferiore rispetto al +3,2% di marzo), e i prezzi dei beni alimentari, alcol e tabacco (+2,5%, rispetto al +2,4% di marzo).

A essere aumentati anche i prezzi dei beni industriali non energetici, saliti dello 0,8%, rispetto al +0,5% di marzo.

L’inflazione core, ovvero l’inflazione depurata dalle componenti dei prezzi più volatili, dunque prezzi dell’energia e prezzi dei beni alimentari, è salita invece ad aprile, secondo le stime preliminari, del 2,2% su base annua, come da attese, in rallentamento rispetto al +2,3% di marzo. .

Spaventa in ogni caso l’inflazione headline, che è salita oltre le attese di una crescita pari a +2,9%, e al ritmo più alto dal settembre del 2023, incorporando gli effetti dello shock energetico.

Occhio ai rendimenti dei BTP e allo spread BTP-Bund 10y in attesa della BCE

In attesa dell’annuncio sui tassi da parte della BCE, i Titoli di Stato dell’area euro riportano un trend stabile. I rendimenti dei Bund tedeschi sono fermi al 3,10%, così come i rendimenti dei BTP rimangono inchiodati al 3,95%, non lontani tuttavia dalla soglia pericolo del 4%, in un’Italia alle prese con l’eterno problema del debito, e anche del deficit, visto che, come annunciato dall’Eurostat giorni fa, nel 2025 il rapporto deficit-PIL si è confermato superiore alla soglia massima del 3%. L’Italia rimane dunque sotto procedura di infrazione UE.

Focus anche sui rendimenti dei Gilt UK, fermi al 5,07%, comunque decisamente elevati e tornati al di sopra della soglia del 5%.

I rendimenti dei Bonos spagnoli scendono di appena 1 punto base al 3,57%, così come quelli dei Titoli di Stato della Grecia, in calo al 3,89%.

Dai rendimenti dei BTP e dei Bund emerge che lo spread BTP-Bund a 10 anni oscilla attorno a 85 punti base.

Borse europee in rosso in attesa BCE e BoE. Borsa Londra eccezione positiva

In attesa delle decisioni sui tassi che sarannno annunciate prima dalla Bank of England, poi dalla BCE, le borse europee riportano un trend al ribasso. Il Ftse Mib di Piazza Affari cede lo 0,82% a quota 47.404,84 punti, zavorrato soprattutto dal tonfo delle azioni Stellantis, che capitolano dopo la pubblicazione dei conti del primo trimestre dell’anno. Sul listino svetta il rialzo di ENI.

Tra i principali indici azionari europei, il Ftse 100 della borsa di Londra riporta un trend in lieve rialzo, mentre l’indice Dax della borsa di Francoforte cede lo 0,40% circa.

Il Cac 40 della borsa di Parigi arretra di oltre l’1%. Lo Stoxx 600, indice benchmark dell’azionario europeo, segna una flessione dello 0,35%.

Tassi BCE, l’errore sull’inflazione che Lagarde non può permettersi di ripetere

Con i prezzi del petrolio che hanno testato i nuovi massimi dall’inizio della guerra USA-Iran e l’ansia per la tassa dell’inflazione che sale in tutto il mondo, Lagarde sarà chiamata a rispondere a una domanda molto secca: quale decisione prenderà la BCE nelle prossime riunioni?

Come sempre, la Presidente della BCE ripeterà che la traiettoria dei tassi dipenderà dai dati macroeconomici in arrivo. Il problema è che i dati stanno già parlando da un po’.

L’inflazione ha iniziato già ad accelerare il passo - +2,6% a marzo, rivista al rialzo dalla crescita già preoccupante del 2,5% resa inizialmente nota - a causa degli effetti dello shock energetico sui prezzi.

Non sono mancati nei giorni scorsi altri segnali di allarme: tra questi, le aspettative sui prezzi di vendita da parte delle aziende dell’Eurozona.

Tutte informazioni che avranno messo subito ansia a Lagarde, marchiata da un errore che ha fatto la storia della BCE: quello che commise alla fine del 2021 quando, così come fece la Fed di Powell, definì transitoria l’inflazione, per poi ritrovarsi con le spalle al muro qualche mese dopo, per le pressioni inflazionistiche esplose con la guerra tra l’Ucraina e la Russia.

A quel punto, e in realtà ancora in ritardo, in quanto il primo rialzo dei tassi, di ben 50 punti base, venne annunciato solo a luglio del 2022, Lagarde si trovò costretta ad alzare il costo del denaro con strette monetarie e aggressive.

Obiettivo: placare la furia dell’inflazione, dunque arginare in sostanza i danni di quella che viene chiamata “tassa occulta”.

Lagarde dovrà dimostrare oggi di avere imparato la lezione.

Il rischio (per i mercati e per le colombe) che il linguaggio sia più hawkish è dunque concreto.

Finora la Presidente della BCE non ha angosciato più di tanto i mercati, ripetendo che l’Eurotower ha bisogno di più informazioni per capire il da farsi.

Lagarde ha detto tuttavia anche di essere pronta ad alzare i tassi in ogni momento, invitando inoltre i governi a fare la loro parte, ovvero a non esagerare nell’aiutare cittadini e aziende a far fronte al caro energia.

Le minute dell’ultima riunione di marzo hanno acceso inoltre ulteriormente il timore dell’avvento delle strette monetarie.

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