Deficit Italia, verdetto Eurostat arrivato. Meloni e Giorgetti nei guai?

Laura Naka Antonelli

22 Aprile 2026 - 12:19

In ballo il futuro dell’Italia. L’Eurostat ha annunciato il verdetto sul deficit-PIL dell’Italia che decide tutto.

Deficit Italia, verdetto Eurostat arrivato. Meloni e Giorgetti nei guai?

Il verdetto dell’Eurostat sui conti pubblici dell’Italia, in particolare sul deficit-PIL, è appena arrivato, e non è positivo.

Il deficit è calato, ma non abbastanza da fare uscire l’Italia dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, in quanto ancora superiore al 3%.

Eurostat, deficit-PIL Italia al 3,1% nel 2025. L’Italia di Meloni rimane sotto procedura di infrazione

Eurostat ha confermato che il 2025 si è chiuso per l’Italia con un rapporto deficit-PIL pari al 3,1% e con un debito-PIL al 137,1%.

A causa di un deficit superiore al 3% del PIL, sono state così affossate le speranze del governo Meloni che l’Italia possa uscire già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, avviata da Bruxelles nel 2024.

L’Eurostat ha di fatto convalidato la doccia fredda già arrivata dall’Istat.

I numeri di Eurostat su debito-PIL (salito), saldo primario e spesa per interessi del 2025

Nel fare la panoramica dei conti pubblici dell’Italia, Eurostat ha annunciato anche che, alla fine del 2025, il debito è aumentato rispetto al PIL di 2,4 punti percentuali, salendo al 137,1%.

In termini assoluti, il debito pubblico è ammontato a 3.095.888 milioni di euro.

Il saldo primario è risultato positivo, pari allo 0,8% del PIL, migliorando di 0,3 punti percentuali rispetto al 2024.

La spesa per interessi è stata pari al 3,9% del PIL, invariata su base annua.

La fotografia scattata dall’Eurostat sui conti pubblici dell’Italia è tutta riassunta nella tabella pubblicata dall’istituzione. Le cifre si riferiscono rispettivamente agli anni 2022, 2023, 2024, 2025.

La tabella dell'Eurostat che riassume il quadro dei conti pubblici dell'Italia nel 2025 La tabella dell’Eurostat che riassume il quadro dei conti pubblici dell’Italia nel 2025 L'Eurostat ha confermato quanto annunciato dall'Istat, ovvero che il deficit-PIL dell'Italia è calato, rimanendo tuttavia a un livello superiore al 3% (3,1%). Debito-PIL in rialzo al 137,1% (Fonte Eurostat).

Giornata al cardiopalma per l’Italia, oggi anche il DFP (ex DEF)

Per l’Italia di Meloni, quella di oggi, mercoledì 22 aprile 2026, è una giornata al cardiopalma non ’solo’ per l’annuncio dell’Eurostat, ma anche per un altro motivo.

Il Consiglio dei Ministri varerà infatti tra qualche ora il DFP (Documento di Finanza pubblica), ex DEF, aggiornando gli obiettivi di crescita.

Si tratta della prima pietra che getta le basi del DPFP (Documento Programmatico di Finanza Pubblica), pilastro della legge di Bilancio.

E le premesse, considerato quanto reso noto dall’Eurostat, non sono buone.

Fino all’ultimo Giorgetti aveva sperato, come aveva detto lui stesso, in un miracolo.

Ma il miracolo non c’è stato e a questo punto l’ultima parola, che ufficializzerà la posizione del Paese, arriverà il prossimo 3 giugno dalla Commissione europea.

I Paesi con deficit-PIL e debito-PIL più alti e più bassi

L’Eurostat ha pubblicato i dati relativi ai conti pubblici di tutti i Paesi UE.

Dai dati è risultato che, nel 2025, tutti i Paesi UE, a eccezione di Cipro (+3,4%), Danimarca (+2,9%), Irlanda (+1,8%), Grecia (+1,7%) e Portogallo (+0,7%), hanno riportato un deficit.

I deficit più alti sono stati riportati dalla Romania (‑7,9%), dalla Polonia (-7,3%), dal Belgio (-5,2%) e dalla Francia. (‑5,1%).

11 i Paesi membri che hanno presentato deficit uguali o superiori al 3% del PIL.

Riguardo al debito-PIL, i rapporti più bassi sono stati riportati dall’Estonia (24,1%), dal Lussemburgo (26,5%), dalla Danimarca (27, 9%), dalla Bulgaria (29,9%), dall’Irlanda (32,9%), dalla Svezia (35,1%) e dalla Lituania (39,5%).

12 gli Stati con un rapporto debito-PIL superiore al 60% (soglia massima fissata con il Patto di Stabilità), con i più alti registrati in Grecia (146,1%), Italia (137,1%), Francia (115,6%), Belgio (107,9%) e Spagna (100,7%).

Nel complesso e nel 2025, il rapporto deficit-PIL dell’area euro è sceso dal 3% del 2024 al 2,9%.

Il debito-PIL è salito invece dall’87% di fine 2024 all’87,8%.

In UE, il deficit-PIL è rimasto invariato al 3,1%, mentre il debito-PIL è salito dall’80,7% all’81,7%.

Cosa significa rimanere sotto procedura di infrazione per deficit eccessivo

Uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo per l’Italia - così come per qualsiasi altro Paese ’punito’ da Bruxelles - avrebbe significato disporre di maggiore libertà di manovra, maggiore flessibilità sulla spesa pubblica e sugli investimenti, in una fase tra l’altro in cui l’Europa tutta si trova ora a fare i conti con lo shock del petrolio e dunque con il caro benzina, tornato ad angosciare cittadini e imprese.

Rimanere sotto procedura di infrazione, significa per l’Italia, così come per altri Paesi con rapporti deficit-PIL superiori al 3%, che ci sono meno margini per varare politiche fiscali espansive: in sostanza, che c’è meno spazio per blindare l’economia dagli effetti della guerra USA-Iran.

Qualcosa che, in realtà, l’FMI aveva già fatto notare, lanciando un alert non solo sull’Italia, ma anche su un altro Paese europeo.

Dal canto suo, Giorgetti ha già indicato quanto sarebbe necessario, invece, fare. Magari sospendere, in tempi di guerra, proprio quel Patto di Stabilità e crescita UE che impone ai Paesi europei di centrare, tra le altre cose, il target del 3% del deficit-PIL, che l’Italia ha mancato.

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