Le previsioni primaverili sull’economia dell’area euro appena diffuse dalla Commissione europea. Scure sulle stime sul PIL dell’Italia.
Brutte notizie dall’UE per il PIL, il deficit e il debito dell’Italia.
La Commissione europea ha annunciato oggi, giovedì 21 maggio 2026, di avere tagliato le previsioni sul PIL dell’Italia, nell’ambito di un downgrade che ha colpito le stime della dell’intera UE, a causa dello shock energetico scatenato dalla guerra USA-Iran.
Rese note anche le previsioni sul rapporto deficit-PIL e debito-PIL, così come sul tasso di inflazione e sul tasso di disoccupazione dell’Italia.
Le stime sul debito, in particolare, sono una vera e propria batosta per il governo Meloni.
Secondo la Commissione UE, infatti, nel 2027 l’Italia si confermerà ufficialmente l’economia più indebitata dell’Unione europea, con un rapporto debito-PIL superiore al 139%, che batterà anche quello della Grecia.
Triste primato per l’Italia di Meloni: proprio quella che sta tentando da anni di rimettere in sesto i conti pubblici dell’Italia tuttora disastrati.
PIL Italia, UE taglia stime: +0,5% nel 2026 e +0,6% nel 2027. Previsioni deficit riviste al rialzo
Per quanto riguarda il PIL dell’Italia, la Commissione europea prevede ora una crescita dello 0,5% nel 2026, e dello 0,6% nel 2027.
Le stime sono state sforbiciate rispetto al +0,8% atteso per entrambi gli anni nel report della Commissione diffuso lo scorso autunno.
L’UE ha annunciato inoltre di aver alzato le stime sul deficit-PIL e sul debito-PIL.
Il deficit del 2026 è previsto ora, dopo il 3,1% riportato nel 2025, in discesa al 2,9%, dunque al di sotto della soglia del 3% stabilita dal Patto di Stabilità e di crescita UE, il che significa che l’Italia di Meloni può sperare di uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo avviata da Bruxelles nel 2024, sebbene con un anno di ritardo rispetto a quanto sperato da Meloni e dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.
Detto questo, le stime sul deficit-PIL sono state alzate, visto che lo scorso autunno la Commissione UE aveva stimato un deficit-PIL nel 2026 inferiore per l’Italia, pari al 2,8%.
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Ma non finisce qui. L’altra pessima notizia per il governo Meloni è che la Commissione europea ha rivisto al rialzo anche l’outlook sul debito-PIL dell’Italia, atteso crescere ancora, fino al 138,5% del PIL quest’anno e al 139,2% nel 2027.
Nelle precedenti previsioni, le stime UE erano di un debito-PIL al 137,9% nel 2026, poi in calo al 137,2%, sebbene in modo lieve, nel 2027.
Oggi, nell’annunciare le nuove previsioni, la Commissione UE ha dovuto smentire anche se stessa, affossando contestualmente il sogno del governo di Meloni di poter far scendere il debito-PIL almeno a partire dal 2027.
Niente del genere visto che, a suo avviso, il debito-PIL dell’Italia non calerà il prossimo anno, ma registrerà un ennesimo rialzo, fino a sfondare la soglia del 139%.
La cosa peggiore è che le nuove previsioni elaborate dall’UE implicano che nel 2027 l’Italia diventerà ufficialmente il Paese con il debito-PIL più alto dell’UE, battendo quello della Grecia.
Con un debito-PIL pari al 139,2%, l’Italia salirà dunque in cima alla classifica dei Paesi più indebitati dell’Europa, presentando un valore superiore a quello della Grecia, dove il debito-PIL è atteso calare dal 140,7% atteso per quest’anno al 134,4%.
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La Commissione europea ha invece migliorato le previsioni sul tasso di disoccupazione dell’Italia, rendendo noto di stimare per quest’anno un minimo storico al 5,7%, che dovrebbe essere confermato anche nel 2027. Nelle previsioni autunnali, l’outlook era stato invece di un tasso di disoccupazione superiore per l’intero biennio, al 6,1% nel 2026 e al 6% nel 2027.
Rallenterà tuttavia la crescita dell’occupazione nel Paese, attesa ora al +0,2% nel 2026, dopo il balzo dell’1,1% del 2025.
Infine, riguardo al tasso di inflazione, Bruxelles ha annunciato di prevedere per quest’anno un’impennata pari a ben +3,2%, rispetto al +1,7% del 2025, a causa delle pressioni inflazionistiche esercitate dalle conseguenze del conflitto USA-Iran, che si è tradotto in uno shock petrolifero che sta colpendo le economie di tutto il mondo.
Per il 2027, il tasso di inflazione dell’Italia rallenterà secondo l’UE all’1,8%, riportandosi dunque al di sotto del target sull’inflazione fissato dalla BCE, pari al 2%.
L’effetto della guerra in Medio Oriente sull’inflazione di quest’anno è considerato dunque imponente, se si considera che, nelle previsioni autunnali, la Commissione europea aveva previsto per l’Italia un tasso di inflazione all’1,3% nel 2026 e al 2% nel 2027.
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Le previsioni per l’Italia devono essere lette considerando che la Commissione europea, nel diffondere le sue previsioni economiche primaverili, è stata costretta a sforbiciare le stime per l’intera area euro e per l’Unione europea, a causa degli effetti del conflitto USA-Iran.
Per il 2026, ora Bruxelles stima un’espansione del PIL dell’Eurozona pari a +0,9% (rispetto al +1,2% atteso in precedenza) e a +1,2% nel 2027 (rispetto al +1,4% precedente).
Per l’Unione europea, l’outlook è di un ritmo di espansione del PIL pari a +1,1% nel 2026 e a +1,4% nel 2027, rispetto alle stime precedentemente formulate, pari rispettivamente a +1,4% e a +1,5%.
Alzate anche le previsioni per l’inflazione dell’area euro, prevista balzare quest’anno del 3%, in media, e poi rallentare al 2,3% nel 2027: valori entrambi superiori al target del 2% della BCE.
Non per niente, si stanno progressivamente intensificando le scommesse sull’arrivo dei rialzi dei tassi da parte della Banca centrale europea guidata da Christine Lagarde.
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