I commenti di Giancarlo Giorgetti sul PIL e sul deficit e sul Patto di Stabilità e crescita UE. E se le cose non vanno proprio bene non è certo colpa dell’Italia.
Ai miracoli, a maggior ragione in tempi di grave incertezza come quello attuale, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ci crede.
Lo ha detto lui stesso, rispondendo al Question Time del Senato, nel commentare le condizioni in cui versa l’Italia, ora in evidenza non tanto e non più con un PIL da prima della classe in Europa, ma come economia fanalino di coda del Continente.
Deficit oltre il 3%, PIL da zero virgola. Ma Giorgetti ai miracoli ci crede
Non solo: dalle ultime rilevazioni dell’Istat relative ai conti pubblici italiani, in particolare al rapporto deficit-PIL, è emerso che è improbabile che il sogno del ministro si concretizzi, ovvero che l’Italia riesca a uscire dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo in anticipo, già quest’anno.
Il rapporto deficit-PIL del 2025 dell’Italia è stato confermato infatti dall’Istat al 3,1%, valore superiore alla soglia del 3% che, secondo il Patto di Stabilità e crescita dell’Unione europea, corrisponde alla soglia massima da non superare.
Ma Giorgetti, ai miracoli per l’appunto ci crede, e non si lascia certo impressionare dalla decisione di alcune istituzioni finanziarie di rivedere al ribasso la crescita del PIL dell’Italia, come hanno fatto per esempio, di recente, sia l’agenzia di rating S&P Global che l’OCSE.
Quest’ultima, a proposito, oggi ha ricordato la piaga eterna dell’Italia rappresentata dal debito, sfornando la ricetta che, a suo avviso, il governo Meloni dovrebbe seguire.
Ma così, al question time al Senato, Giorgetti:
“ Premesso che io ai miracoli ci credo , vorrei sottolineare che il quadro” che emerge dagli ultimi numeri non indica “il deterioramento strutturale” del PIL dell’Italia.
PIL che, tra l’altro, ha dato prova secondo il titolare del Tesoro di “una significativa resilienza allo shock del commercio internazionale”.
“Non sono sporadici casi in cui previsioni pessimistiche sono state superate dai dati”
L’ultima parola, insomma, per Giorgetti non è stata ancora scritta, ed è il passato stesso a insegnare che l’Italia è riuscita a smentire le previsioni pessimistiche che erano state elaborate in precedenza.
“Non sono certo sporadici i casi in cui le periodiche e pessimistiche previsioni” sono state poi “superate dai dati”.
Detto questo, va ricordato che non sono mancati neanche i casi in cui sono stati in realtà proprio i dati a smentire le parole di Giorgetti (Leggi PIL Italia, Giorgetti: fa meglio degli altri. E invece no, la smentita immediata dai numeri del PIL euro).
La verità, ha continuato il ministro, è che “le revisioni in ribasso delle prospettive di crescita risultano limitate e ascrivibili prevalentemente a fattori esogeni e temporanei, in primis alla crisi energetica”.
Gli ostacoli, dunque, secondo il ministro, arrivano soprattutto da fattori esterni, esogeni per l’appunto, quando invece in Italia si mettono in evidenza segnali confortanti: “Persistono, al contrario, elementi di resilienza sul mercato del lavoro, nel sistema produttivo e nella gestione della finanza pubblica ”.
Sulla questione dei conti pubblici, Giorgetti ha confermato l’impegno del governo Meloni “a perseguire una strategia di prudenza di bilancio e di sostegno mirato a famiglie e imprese, salvaguardando la sostenibilità del debito pubblico nel medio periodo ”, osservando che sul deficit il verdetto finale arriverà dai dati che saranno diffusi dall’Eurostat.
Nel precisare che il rapporto deficit/Pil delle amministrazioni pubbliche è stato pari al 3,07% nel 2025, il ministro ha ricordato che “ siamo in attesa delle valutazioni da parte di Eurostat nella terza decade di aprile, questione estremamente rilevante per le decisioni da assumere”.
Giorgetti rilancia appello sulla necessità di riflettere su sospensione Patto di Stabilità
Giorgetti ha colto inoltre l’occasione per tornare a ribadire l’importanza che l’Europa intera rifletta sulla possibilità di sospendere le regole sul debito e sul deficit contenute nel Patto di Stabilità e di crescita UE:
“Qualora la crisi internazionale non evolva positivamente, le misure adottate dai singoli Stati dovranno necessariamente inserirsi nell’ambito di una strategia europea, che stiamo sollecitando e promuovendo. In tale contesto va inquadrata anche la tematica della sospensione del Patto di Stabilità”.
“Una misura”, ha insistito Giorgetti che, “come ho già avuto modo di precisare, dovrà essere necessariamente valutata a livello europeo qualora la situazione economica dovesse aggravarsi ulteriormente, così come andranno previsti interventi, dall’Italia già richiesti in sede di Consiglio Europeo, diretti a rivedere l’attuale quadro regolatorio, in primo luogo quello dell’ETS, del quale appare urgente sospendere temporaneamente l’applicazione con riguardo alla produzione di elettricità da fonti termiche fino al riallineamento globale dei prezzi dell’energia”.
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