L’agenzia di rating S&P Global ha dimezzato le previsioni di crescita per il PIL di Meloni. Il paragone con l’area euro è impietoso.
Nuova batosta per il PIL di Meloni, stavolta da parte di S&P Global.
L’agenzia di rating ha annunciato oggi, giovedì 2 aprile 2026, di avere dimezzato le previsioni sulla crescita del PIL dell’Italia a causa dell’impatto della guerra USA-Iran.
Il downgrade è pesante: se alla metà di gennaio di quest’anno S&P Global aveva annunciato di stimare per il prodotto interno lordo italiano un ritmo di espansione pari a +0,8% nel 2026, ora l’outlook è di un rialzo pari esattamente alla metà, ovvero dello 0,4%.
Ridotte anche le stime sul PIL dell’Italia relativo al 2027, atteso ora in rialzo dello 0,8%, rispetto al +0,9% previsto a gennaio.
La scure di S&P Global è calata infine sulle previsioni relative al 2028: per quell’anno, l’agenzia stima un rialzo del PIL pari a +0,7% (rispetto al +0,8% dell’outlook diffuso a gennaio).
Stesso ritmo, pari al +0,7%, è previsto per il PIL dell’Italia relativo al 2029.
Le brutte notizie per il PIL dell’Italia non finiscono qui.
S&P sforbicia anche previsioni su PIL area euro (che salirà tuttavia a ritmo più che doppio dell’Italia
Il PIL di Meloni è destinato a fare decisamente peggio rispetto a quello dell’area euro.
S&P Global ha annunciato infatti le stime per il prodotto interno lordo dell’Eurozona, rendendo noto di prevedere per il blocco una crescita pari a +1% quest’anno e dell’1,2% per il 2007.
Questo significa che, nel corso del 2026, il PIL dell’Italia sottoperformerà in modo significativo quello dell’area euro, riportando un aumento inferiore della metà del ritmo di crescita dell’area euro, in quanto pari a +0,4%.
Il downgrade ha interessato in ogni caso anche l’outlook sul PIL dell’Eurozona, visto che in precedenza gli analisti avevano annunciato di prevedere rialzi pari a +1,2% e +1,4% durante il biennio (rispettivamente per il 2026 e per il 2027).
Per il 2028, le previsioni sono di una espansione dell’area euro pari a +1,4%, rivista al ribasso dello 0,1%, mentre per il 2029 di una crescita dell’1,2%.
S&P Global, nostro scenario di base presuppone fine guerra Iran ad aprile
Di seguito i punti chiave dell’outlook di S&P Global “Global Economic Outlook Q2 2026: Middle East War
Dents The Forecast”, che ha messo in evidenza le sfide che l’economia di tutto il mondo dovrà fronteggiare a causa delle conseguenze della guerra in Iran:
- Il conflitto in Medio Oriente, che ha determinato il più ampio shock dell’offerta energetica mai registrato, ha inciso in modo significativo sulle nostre prospettive globali per il 2026, neutralizzando un quadro precedentemente complessivamente favorevole.
- Il nostro scenario di base presuppone una conclusione del conflitto ad aprile e incorpora una crescita moderatamente inferiore, un’inflazione sensibilmente più elevata e un cambiamento nell’orientamento della politica monetaria.
- I rischi rispetto allo scenario di base sono chiaramente orientati al ribasso e dipendono in modo critico dalla durata del conflitto. Uno scenario avverso pronunciato, inclusivo di un repricing marcato dei mercati, potrebbe amplificare l’impatto macroeconomico e tradursi in un rallentamento globale generalizzato.
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