Brutte notizie per il PIL dell’Italia di Meloni. L’OCSE ha appena sforbiciato le previsioni. Idem per Germania e Francia, che però ci doppiano.
Brutte notizie per l’Italia di Meloni. L’OCSE ha appena annunciato di aver tagliato le stime sulla crescita del PIL dell’Italia relative al 2026 e al 2027.
Dopo il ritmo di espansione del prodotto interno lordo del Paese pari a +0,5% nel 2025, l’OCSE prevede ora un rialzo del PIL italiano pari a +0,4% nel 2026, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto alle previsioni comunicate a dicembre, e una espansione dello 0,6% nel 2027, rispetto al +0,7% atteso in precedenza.
Il PIL della Germania batterà quello dell’Italia, doppiandone addirittura il ritmo di espansione, così come farà anche la Francia. Per non parlare del PIL della Spagna, che continuerà a far impallidire le stime del governo Meloni.
Sebbene rivista al ribasso di 0,2 pp, la crescita del PIL tedesco è attesa ora dall’OCSE per il 2026 a un ritmo pari a +0,8%.
Confermata inoltre l’espansione pari a +1,5% per l’economia teutonica nel corso del 2027 (più del doppio rispetto al timido +0,6% atteso per il PIL dell’Italia).
Doppierà la crescita dell’Italia anche quella della Francia, con il PIL del 2026 stimato ora, così come per la Germania, in crescita dello 0,8% (con un downgrade pari anche in questo caso a -0,2%) e in rialzo dell’1% nel 2027 (come previsto a dicembre).
Rimane impressionante il gap tra la crescita attesa per il PIL dell’Italia e quella per il PIL della Spagna.
Il nuovo outlook dell’istituzione parigina è di un balzo del PIL della Spagna, dopo il +2,8% nel 2025, pari a +2,1% nel 2026 (revisione al ribasso di 0,1 pp) e di una espansione pari a +1,7% nel 2027 (downgrade anche in questo caso di 0,1 pp).
In generale, sarà l’intero PIL dell’area euro a battere quello dell’Italia, sebnene anche in questo caso il downgrade non sia mancato.
Per il 2026, le attese sono state tagliate infatti di 0,4 punti percentuali, al +0,8% (anche in questo caso, come nel caso della Francia e della Germania, comunque a un ritmo di crescita doppio rispetto al +0,4% dell’Italia ), mentre per il 2027 il PIL del blocco è atteso in espansione al ritmo dell’1,2% (inferiore rispetto alle proiezioni di dicembre di 0,2 pp, ma decisamente al di sopra, anche qui, e ancora a un tasso doppio, rispetto al +0,6% atteso per il PIL di Meloni nel 2027.
Meglio dell’Italia farà anche il PIL del Giappone, le cui previsioni di crescita sono state confermate dall’OCSE a +0,9% sia per il 2026 che per il 2027.
Le nuove previsioni dell’Ocse per il PIL delle economie mondiali
Secondo il nuovo outlook dell'OCSE, il PIL dell'Italia crescerà al ritmo pari ad appena +0,4% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027 (Fonte: sito OCSE)
Le nuove previsioni dell’OCSE sono state diffuse con la pubblicazione del rapporto “ OECD Economic Outlook, Interim Report ”, relativo al mese di marzo 2026, che porta il nome di “ Testing Resilience ”, ovvero “Testare la resilienza”.
L’OCSE lo scrive chiaramente: è l’intera crescita del PIL mondiale che rallenterà il passo. Dopo il +3,3% del 2025, il PIL mondiale salirà del 2,9% (stime confermate), per poi rafforzarsi nel 2027 con una espansione pari a +3% (rivista tuttavia al ribasso di 0,1 pp).
Tra le principali economie mondiali, il PIL degli Stati Uniti, avanzato del 2,1% nel 2025, crescerà più delle attese di dicembre di 0,3 pp, al ritmo del 2%.
Tagliate invece di 0,2 punti percentuali le stime per il PIL USA del 2027, previsto in espansione al ritmo dell’1,7%.
Per la Cina, dopo il +5% del 2025, l’OCSE ha confermato ritmi di espansione pari a +4,4% e a +4,3% rispettivamente per il 2026 e per il 2027.
L’OCSE ha motivato le sue nuove previsioni sottolineando che “ il balzo dei prezzi energetici e la natura imprevedibile del conflitto in corso in Medio Oriente aumenteranno i costi e abbasseranno la domanda, compensando le spinte provenienti dai solidi investimenti legati alle tecnologia e la produzione, i dazi effettivi più bassi e il momentum che arriva dal 2025”.
Con la guerra USA-Iran, l’OCSE ha anche annunciato di aver rivisto al rialzo le proiezioni per l’inflazione:
“Le pressioni inflazionistiche persisteranno per un periodo di tempo più lungo, con l’inflazione delle economie del G20 attesa ora essere più alta rispetto a quanto previsto in precedenza, riflettendo il balzo dei prezzi energetici globali”.
Di conseguenza, l’inflazione headline delle economie avanzate del G20 è attesa ora in rialzo del 4% nel 2026, 1,2 punti percentuali in più rispetto a quanto atteso in precedenza.
L’inflazione smorzerà poi il ritmo di crescita al +2,7% nel 2027, con le pressioni sui prezzi energetici che andranno a scemare.
Per quanto riguarda l’inflazione core, ovvero l’inflazione depurata dai prezzi dei beni energetici e alimentari, il trend per le economie del G20 è stimato in indebolimento, dal +2,6% del 2026 al +2,3% nel 2027.
Nel caso dell’Italia, le previsioni sull’inflazione headline, proprio a causa dello shock energetico e dunque dello shock del petrolio, sono state visite al rialzo di ben 0,7 punti percentuali, al 2,4% nel 2026.
Quelle per il 2027 sono state lasciate invece invariate all’1,8%.
Nell’intera area euro, le stime sull’inflazione headline per il 2026 sono state alzate di 0,7 pp al 2,6%, mentre quelle per il 2027 sono state riviste al rialzo di 0,1 punti percentuali, al 2,1%. Upgrade da parte dell’OCSE anche per le proiezioni stilate sul trend dell’inflazione core dell’Eurozona: le stime del 2026 sono state alzate di 0,2 pp al 2,3%, mentre quelle per il 2027 sono state aumentate di 0,1 pp al 2,1%.
Si tratta di valori che superano il target di inflazione della BCE, pari al 2%, e che fanno paventare ulteriormente l’arrivo dei rialzi dei tassi da parte della BCE, che mercati ed economisti stanno dando sempre più per certi a partire dalle prossime riunioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA