Riforma Irpef 2021, la proposta dei commercialisti: abrogare l’aliquota del 38%

Riforma Irpef 2021, il presidente dei commercialisti Massimo Miani ha proposto di abrogare l’aliquota del 38% per rendere il Fisco più equo per il ceto medio: vediamo i dettagli.

Riforma Irpef 2021, la proposta dei commercialisti: abrogare l'aliquota del 38%

Riforma Irpef 2021, la proposta dei commercialisti è quella di abrogare l’aliquota del 38% così da rendere il Fisco meno iniquo.

La proposta arriva da Massimo Miani, il presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Il tavolo per la riforma del Fisco è ormai iniziato, e i lavori dovrebbero procedere spediti affinché sia tutto pronto per la prossima Legge di Bilancio.

Il primo appuntamento per sapere in che direzione si sta muovendo il Governo sarà con la Nadef, la Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza.

Riforma Irpef 2021, la proposta dei commercialisti: abrogare l’aliquota del 38%

In vista della riforma fiscale 2021 annunciata dal ministro dell’Economia Gualtieri e dopo la proposta del direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini per le partite IVA, anche i commercialisti hanno avanzato un suggerimento.

Secondo il presidente del Cndcec Massimo Miani il Governo dovrebbe abrogare l’aliquota del 38%:

“Condividiamo l’attenzione che l’attuale esecutivo sta ponendo sui redditi del ceto medio, la priorità deve essere data ora a quei redditi compresi tra 28.000 euro e 55.000 euro lordi che scontano un’aliquota marginale del 38%, la quale, considerato il livello dei redditi su cui viene applicata, appare più espropriativa che progressiva.”

Il presidente dei commercialisti ha anche fatto i conti: 9 miliardi di euro basterebbero ad abrogare l’aliquota del 38% e a espandere quella del 27% fino a 55.000 euro. IN questo modo le aliquote Irpef passerebbero da 5 a 4, con una riforma davvero strutturale.

Il focus si pone sul ceto medio, che tra l’altro è beneficiario dell’ex bonus Renzi, finanziato fino a fine 2020 e con l’incognita del 2021.

Riforma Irpef 2021, i commercialisti: più semplificazione e meno iniquità

Secondo i commercialisti sono due gli aspetti principali dell’attuale sistema fiscale che andrebbero migliorati: l’eccessiva legiferazione e la mancanza di equità.

Per quanto riguarda la necessità di semplificare il sistema tributario, ha dichiarato Miani al Corriere della Sera:

“Da tempo avvertiamo che il sistema di complicazioni è ormai arrivato a un punto di non ritorno. Nessuno più di noi commercialisti conosce l’inestricabile groviglio delle norme tributarie e il livello di complessità, al contrario di ciò che dice la vulgata comune, non agevola il nostro business.”

La riforma del Fisco potrebbe essere un’occasione non solo per sfoltire e semplificare il sistema tributario, ma anche per renderlo meno iniquo: la pressione fiscale per le famiglie, stabile nel 2013, è aumentata ulteriormente nel 2014 e nel 2015, per poi riprendere a ridursi nel 2016 e nel 2017 fino a stabilizzarsi nel 2018 e nel 2019.

Spiega Miani:

“In Italia esistono ancora trattamenti iniqui due nuclei con lo stesso reddito, uno formato da una coppia senza figli e uno con figli a carico, ricevono un trattamento fiscale pressoché identico. Allo stesso tempo non c’è uniformità di tassazione tra lavoro dipendente e lavoro autonomo, con quest’ultimo penalizzato per un’inaccettabile condanna di evasione fiscale. Si tratta di una disparità anticostituzionale visto che le tasse dovrebbero essere tarate sul reddito e non sul tipo di lavoro.”

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