Riforma fiscale 2020, taglio aliquote Irpef: il piano del Governo

La riforma fiscale è uno degli obiettivi del Governo nel 2020. La volontà è quella di accorpare le aliquote Irpef, portando la prima al 20% per i redditi fino a 28.000 euro. Di seguito le ultime novità.

Riforma fiscale 2020, taglio aliquote Irpef: il piano del Governo

Riforma fiscale con taglio delle aliquote Irpef nel 2020: è questa una delle volontà del Governo che promette novità ed una legge delega entro il mese di aprile.

Dopo il taglio al cuneo fiscale, che partirà dal mese di luglio, l’obiettivo è ora quello di una riforma complessiva dell’Irpef, con possibili novità anche sul meccanismo di detrazioni e deduzioni fiscali.

La necessità di una riforma fiscale è avvertita da tutti i contribuenti, imprese, pensionati e lavoratori dipendenti, che lamentano ormai da anni il peso di un sistema eccessivamente severo ed iniquo.

Come potrebbe cambiare quindi l’Irpef? Si profila l’ipotesi di un accorpamento delle aliquote, con la prima - pari al 20% - che si applicherebbe a tutti i contribuenti con redditi fino a 28.000 euro.

Riforma fiscale 2020, taglio aliquote Irpef: il piano del Governo

Sulla riforma dell’Irpef i punti in comune tra Lega e M5S sono molti. Dalla riduzione da 5 a 3 delle aliquote Irpef, fino al taglio del cuneo fiscale anche per le imprese, l’obiettivo è e resta quello di ridurre la pressione fiscale su famiglie e lavoratori autonomi.

Nonostante la volontà comune, la Legge di Bilancio 2020 non ha apportato novità di rilievo, e non c’è traccia di una reale riforma fiscale. Il nodo principale resta quello delle risorse, considerando il costo considerevole di una revisione di aliquote e scaglioni Irpef.

Eppure il Governo resta convinto che sarà dai frutti della Manovra che si riuscirà a portare a casa una riforma fiscale, grazie alle risorse derivanti dal contrasto all’evasione fiscale.

Il taglio delle aliquote Irpef è quindi ritenuto una priorità, alla quale affiancare un ripensamento del sistema di detrazioni e deduzioni, ritenuto complesso ed eccessivamente disarticolato.

Riforma fiscale, Irpef al 20% fino a 28.000 euro di reddito

Siamo ancora ad una fase preliminare, e sono diverse le ipotesi di riforma annunciate dai diversi esponenti del Governo.

L’ultima, di cui ha parlato il Premier Conte, consiste nell’accorpare la prima a seconda aliquota Irpef, quelle del 23% per i redditi fino a 15.000 euro e del 27% per i redditi fino a 28.000 euro.

L’obiettivo è di portare la percentuale di tassazione al 20% per le due fasce di reddito.

Sarà questo un punto di partenza, ma si punta anche ad agevolare imprese e professionisti che guadagnano più di 65.000 euro e che quindi sono fuori dal regime forfettario agevolato.

Il nodo sarà, manco a dirlo, quello finanziario: dove verranno reperite le risorse?

Riforma fiscale 2020 con taglio detrazioni e lotta all’evasione

Sarà anche dal taglio alle detrazioni per i redditi alti che il Governo darà il via alla riforma dell’Irpef.

Sul punto, le novità già in programma, messe nero su bianco con la Legge di Bilancio 2020 si articolano su due fronti:

Alle risorse che deriveranno dal primo taglio alle agevolazioni fiscali si aggiungeranno poi quelle previste dal piano di contrasto all’evasione fiscale. Insomma, numeri che al momento sono tutt’altro che chiari...

Riforma fiscale 2020: M5S e PD compatti nella necessità di un taglio delle aliquote Irpef

La riforma fiscale del Governo M5S-PD, dopo un primo assaggio di novità nel 2020, proseguirà, stando alle attuali dichiarazioni, con il taglio dell’Irpef.

Per capire perché questo è considerato un punto in comune tra le due forze politiche è necessario fare un passo indietro e guardare al programma in campo fiscale del M5S e all’annunciata e mai realizzata riforma Irpef dell’ultimo Governo guidato dal Partito Democratico, prima di Renzi e poi di Gentiloni.

Il M5S non ha mai nascosto la propria volontà di riformare il sistema di aliquote e scaglioni Irpef, portando da 5 a 3 le fasce di reddito.

Nel proprio programma elettorale, il Movimento 5 Stelle prevede il seguente piano di riforma fiscale:

  • No Tax Area fino a 10.000 euro di reddito;
  • Aliquota Irpef al 23% per i redditi tra 10.000 e 28.000 euro;
  • Aliquota Irpef al 37% per i redditi tra 28.000 e 100.000 euro;
  • Aliquota Irpef al 42% per i redditi superiori a 100.000 euro.

Rispetto all’Irpef così come lo conosciamo oggi, il piano del M5S comporterebbe una minore tassazione soprattutto per i contribuenti con redditi medio-bassi, mediante l’estensione della no tax area e la riduzione complessiva dell’Irpef sui redditi fino a 28.000 euro.

Per i contribuenti che si collocano in tale fascia di reddito, ad oggi è prevista l’applicazione di un’aliquota Irpef del 23% fino a 15.000 euro e del 27% da 15.001 e 28.000 euro.

La necessità di semplificare il sistema Irpef di tassazione dei redditi da lavoro è sentita anche dal PD, ma con un impianto per alcuni versi differente. Durante il Governo Renzi-Gentiloni, si era tentato di portare a termine una riforma che prevedesse:

  • no tax area fino ad 8.000 euro;
  • 1° scaglione Irpef: aliquota al 27,5% per redditi fino a 15.000 euro;
  • 2° scaglione Irpef: aliquota al 31,5% per redditi fino a 28.000 euro;
  • 3° scaglione Irpef: aliquota al 42/43% per redditi oltre i 28.000 euro.

Due progetti diversi dalle prime anticipazioni sulle novità che potrebbe apportare il Governo Conte 2, ma che confermano un intento comune, quello di ridurre le tasse sui redditi da lavoro.

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