La Rai lancia l’allarme crisi economica

La Rai ha lanciato il suo allarme sui conti economico-finanziari: la situazione è compromessa dalle perdite scatenate dal Covid. Licenziamenti in vista?

La Rai lancia l'allarme crisi economica

Anche la Rai è in crisi economica. A illustrare la situazione finanziaria compromessa a causa degli effetti della pandemia (e non solo), è stato l’amministratore delegato Salini.

Con una lettera indirizzata direttamente alla commissione Vigilanza, l’amministratore delegato ha lanciato un messaggio allarmante sul futuro dell’azienda televisiva.

Il Covid e tutte le limitazioni che ha portato con se hanno trascinato in uno scenario negativo anche le casse Rai, facendo intravedere prospettive poco rassicuranti.

Salini ha parlato di situazione economico-finanziaria debole e non solida, con la possibilità di intervenire anche sui costi del lavoro.

Rai in crisi economica: i conti preoccupano

L’azienda televisiva italiana naviga in acque agitate, in linea con una crisi economica generale che sta avvolgendo il nostro Paese (e l’Europa) a causa dei rallentamenti produttivi dovuti alla pandemia.

In questa cornice di incertezza finanziaria si colloca anche la Rai, che ha diffuso un monito allarmante sui propri conti e sul prossimo futuro. L’avvertimento su una crisi già in atto è arrivato dalle parole di Salini:

“La situazione economico-finanziaria per il 2021-2023 potrebbe essere compromessa... La evoluzione inerziale per il quadriennio 2020-2023 evidenzia una situazione tendenzialmente non sostenibile

Innanzitutto, le entrate provenienti dal pagamento del canone non risultano sufficienti e, stando ai dati evidenziati da Salini, sono pari a 1.636 milioni di euro nel 2020, ovvero meno dei livelli pre-bolletta (1.655 milioni di euro nel 2013).

In più, la Rai lamenta le trattenute dello Stato sull’imposta, che di fatto incidono di 16 euro su ogni pagamento. Un taglio definito inaccettabile.

E poi c’è da quantificare l’effetto coronavirus. Anche l’azienda, infatti, ha subito perdite relative a restrizioni e limitazioni a causa della pandemia. La voce di bilancio compromessa è, naturalmente, quella delle entrate pubblicitarie.

Il calo è stato pari a 200 milioni di euro di perdite, ai quali si sono aggiunti i mancati introiti del canone speciale pagato dalle imprese.

Dinanzi a questo scenario negativo, la Rai ha quindi suonato l’allerta. Il risparmio di 135 milioni di euro del mancato pagamento di diritti di trasmissione per Olimpiadi e Europei di calcio non basterà a risollevare le casse.

L’azienda dovrà intervenire in modo più massiccio e strutturale. Licenziamenti in vista?

Stop a Rai Storia e taglio posti di lavoro contro la crisi?

La Rai sta gestendo una situazione di crisi esplosa in termini più evidenti con il coronavirus. Questo il messaggio di Salini, il quale non ha nascosto la volontà di ristrutturare l’offerta e l’organizzazione aziendale per risistemare i conti economici.

Nel mirino, già da tempo, è finito anche il canale culturale Rai Storia, che potrebbe essere accorpato a Rai Cinque in ottica di risparmio.

Poi, ci sarà una razionalizzazione di palinsesti, piano fiction, contratti per i diritti sportivi. E una rimodulazione dei costi del lavoro, con “una eventuale riduzione del perimetro di attività e/o occupazionale”.

Ci saranno tagli al personale? La Rai ha già smentito, riferendosi più a un piano di incentivazione alla pensione.

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