L’Italia mostra resilienza economica, ma secondo il FMI servono riforme più incisive per stimolare produttività, lavoro e contenere il debito.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Nonostante il clima globale di forte incertezza economica, l’Italia ha mostrato segnali di solidità grazie a investimenti mirati e all’efficace implementazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Tuttavia, per sostenere la crescita nel lungo termine, sono necessari interventi strutturali più incisivi.
Secondo Lone Christiansen, capo missione del Fondo Monetario Internazionale (FMI) per l’Italia, è fondamentale che il Paese «raddoppi gli sforzi di riforma» al fine di stimolare la produttività e aumentare la partecipazione al mercato del lavoro. L’obiettivo è contrastare il rallentamento della crescita, acuito dal progressivo invecchiamento della popolazione.
Le nuove raccomandazioni del FMI all’Italia
Il FMI raccomanda un consolidamento fiscale più robusto rispetto a quello attualmente previsto, sottolineando che «il tasso di interesse sul debito pubblico supererà la crescita economica» nei prossimi anni. Questo squilibrio, unito alla crescente pressione sul sistema pensionistico e sanitario, rende urgenti nuove misure correttive.
leggi anche
FMI alza le stime crescita mondiale, ma attenzione a questo fattore. PIL Italia a +0,5% nel 2025
«Il buon andamento fiscale dello scorso anno ha determinato un avanzo primario dello 0,4%, il che rappresenta un ottimo inizio. Guardando al futuro, il governo è determinato ad abbattere l’elevato debito e il piano fiscale-strutturale a medio termine conferma tale impegno»,
ha affermato Christiansen. Il traguardo da raggiungere è un avanzo primario pari al 3% del PIL entro il 2027, un obiettivo che – una volta centrato – «contribuirà a ridurre il debito e ad aumentare la fiducia degli investitori».
Il rafforzamento della disciplina fiscale, secondo il FMI, potrebbe essere perseguito attraverso una serie di misure, quali:
- razionalizzare la spesa pubblica,
- potenziare la lotta all’evasione,
- intervenire sulle agevolazioni fiscali,
- abolire «il regime forfettario preferenziale applicabile ai lavoratori autonomi»,
- contenere l’uso delle garanzie pubbliche come passo importante per rafforzare la resilienza del sistema economico e ridurre i rischi sistemici.
Occhio alla produttività
Per contrastare la contrazione della popolazione attiva e favorire una ripresa della produttività, il Fondo sottolinea l’importanza di aumentare la partecipazione femminile al lavoro, migliorare il capitale umano e sostenere le imprese nell’adozione dell’innovazione.
«Un pacchetto di riforme volto ad incrementare la partecipazione delle donne, ad aumentare il livello delle competenze e rafforzare la produttività potrebbe determinare un aumento della crescita annua compreso fra 0,1 e 0,4 punti percentuali» fra il 2025 e il 2026, ha evidenziato Christiansen.
Il FMI segnala inoltre che le aziende italiane faticano a espandersi o a innovare, a causa sia di barriere interne che della frammentazione del mercato unico europeo. Per questo motivo, secondo Christiansen, «è importante consolidare il mercato unico e l’unione dei mercati finanziari». L’integrazione tra politiche nazionali ed europee, conclude, potrebbe giocare un ruolo cruciale nel rilanciare le prospettive di crescita dell’Italia.
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.