In un articolo dell’Osservatorio dei Conti Pubblici Italiani (OCPI) è stato analizzato quale governo abbia fatto più crescita nei 25 anni dell’euro.
Prendendo spunto da quella analisi è stato preso a riferimento il periodo 1995–2024, per analizzare un confronto della crescita del PIL tra i vari paesi. Considerando che i dati possono essere leggermente diversi in base alla tipologia estrapolata, i risultati in linea di massima sono i medesimi.
Il trend di decrescita del peso del PIL italiano su quello dell’area euro a 20 è evidente: da quasi il 18% del 1997 siamo al 14,5%, un declino iniziato nel 2005 prima della crisi subprime e poi accelerato con il fallimento di Lehman Brothers. La crescita del PIL italiano (base 100 = 1995) è però stata robusta fino al 2008, poi si è registrato un appiattimento nel periodo 2009–2015 dell’austerità, ma solo sugli investimenti, mentre la spesa generale è rimasta sempre sostenuta e finanziata a debito.
Pil in Europa (1996-2024)
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Con il QE del 2015 si è registrata una netta ripresa fino al pre-covid 2019 e, dopo il profondo ritracciamento pandemico del 2020, è partita una nuova forte salita con pendenza maggiore di quella degli anni ’90, ovviamente dovuta alle ingenti politiche fiscali e monetarie espansive messe in campo dal 2020.
Ma il dato più interessante è che la Germania, rispetto al 1995, è il paese fanalino di coda per la crescita del PIL, anche se ha un ampio margine fiscale grazie alla tenuta dei conti pubblici. Ovviamente la dinamica della tenuta dei conti è riflessa nel trend del rapporto debito/PIL, ma anche in questo caso facendo base 100 il 1995, l’Italia dovrebbe risultare più frugale di molti altri paesi ritenuti tali.
La Spagna è il paese che è cresciuto di più, non solo negli ultimi trimestri, ma dal 1995 è destinata a raggiungere probabilmente nel 2025 un PIL di 3,5 volte quello del 1995!
La lezione è semplice e sempre la stessa: l’Italia deve razionalizzare la spesa e impegnare maggiori risorse da destinare agli investimenti e all’istruzione, la cui carenza ha comunque limitato la crescita del PIL, che potenzialmente potrebbe puntare molto più in alto per tornare primo paese tra i 4 big come nel periodo 1995–2000.