Perché il petrolio non si ferma nonostante l’OPEC?

Il prezzo del petrolio avanza nonostante le recenti decisioni dell’OPEC. Cosa sta accadendo sul mercato del greggio?

Perché il petrolio non si ferma nonostante l'OPEC?

A neanche una settimana dal meeting OPEC di Vienna il prezzo del petrolio ha ripreso la sua scalata.

La quotazione del Brent sta cercando di risalire sopra i 77 dollari al barile, mentre quella del Wti è riuscita nell’intento di riportarsi sopra gli agognati $70.

L’intesa raggiunta nella giornata di venerdì ha parlato di un nuovo incremento della produzione ed ha dunque limitato l’impatto dello storico accordo OPEC di fine 2016.

Eppure, nonostante gli sforzi, le ultime decisioni dei produttori hanno già mostrato tutta la loro inefficacia. A testimoniarlo è oggi lo stesso prezzo del petrolio, che non pare per nulla propenso ad arrestare la sua corsa.

Cosa succede sul mercato: un excursus

L’accordo di novembre 2016 è stato firmato nell’intento di far risalire il prezzo del petrolio, diminuendo l’offerta di greggio per riequilibrarla con la domanda. Nel giro di un anno e mezzo sia la quotazione del Brent che quella del Wti hanno approfittato dei tagli sanciti con l’accordo del 2016 e sono tornate a scambiare in rialzo.

Nel momento in cui il prezzo del petrolio è salito in maniera decisa, però, i produttori hanno dovuto fronteggiare il problema opposto, ossia quello relativo ad un greggio troppo costoso, tanto caro da limitare i consumi.

A pesare sul mercato anche la minore produzione di Paesi come Venezuela e Iran, che per motivi diversi hanno contribuito a creare una nuova disparità tra domanda e offerta. La scarsità di produzione ha permesso al prezzo del petrolio di salire ben oltre le previsioni e ha spinto l’OPEC e i suoi alleati ad un ripensamento di strategia.

Da qui la recente decisione di allentare i tagli e di aumentare la produzione di greggio di un altro milione di barili al giorno. L’accordo trovato sul finire della scorsa settimana, però, non sembra stia riuscendo a placare la corsa dell’oro nero che sta nuovamente scalando le vette dei 70 dollari.

Perché il petrolio non si ferma?

A pesare sull’odierno andamento del prezzo del petrolio è stata senza dubbio la situazione in Libia, dove il generale Khalifa Hafta ha tolto la gestione dei terminal petroliferi alla compagnia statale internazionalmente riconosciuta e li ha affidati a una National Oil Company parallela. La mossa ha sin da subito allarmato il mercato che ha iniziato a scontare un’interruzione della produzione e delle forniture di greggio.

Non meno evidente l’impatto degli Stati Uniti, che hanno intimato ai Paesi che importano petrolio di tagliare i ponti con l’Iran entro il 4 novembre 2018, pena pesanti sanzioni.

Minacce e dubbi sulle forniture mondiali hanno imposto alla quotazione del Wti e a quella del Brent di risalire. La prima sta scambiando su quota $71,09, mentre il prezzo del petrolio del Mare del Nord sta salendo sopra quota $76,85. L’ultimo accordo OPEC si rivelerà inutile?

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