Il petrolio avanza e aspetta l’OPEC+

Violetta Silvestri

4 Gennaio 2021 - 09:48

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Prezzo del petrolio in primo piano nel giorno dell’OPEC+: l’oro nero avanza verso nuovi record. Che succede e cosa aspettarsi dal vertice?

Il petrolio avanza e aspetta l'OPEC+

Il prezzo del petrolio ha toccato livelli massimi aspettando le decisioni che oggi, lunedì 4 gennaio, l’OPEC e i produttori alleati stabiliranno sulla soglia produttiva di febbraio.

La pandemia mantiene elevate le preoccupazioni sulla domanda di greggio del primo semestre 2021 e per questo le indicazioni che verranno dal cartello saranno cruciali per capire come - e se - la materia prima avverte il vento della ripresa economica.

Intanto, negli scambi di oggi, il clima di ottimismo su vaccini e ripartenza dell’economia globale ha generato lo slancio anche del prezzo del petrolio.

Le quotazioni sono aumentate in linea con i mercati asiatici, con i future sul greggio Brent che hanno raggiunto i 53,17 dollari al barile, il più alto livello da marzo 2020. Il greggio WTI ha toccato i 49,71 dollari al barile, il massimo da febbraio 2020.

Cosa succede al petrolio e cosa aspettarsi dall’OPEC+?

Prezzo petrolio in rialzo, 2020 archiviato?

Il petrolio ha chiuso il 2020 con un bilancio piuttosto amaro. Le quotazioni hanno archiviato l’anno appena trascorso circa il 20% al di sotto della media del 2019.

L’impatto delle misure di blocco globali, che hanno ridotto la domanda di carburante, non è stato affatto smaltito nel corso degli ultimi mesi del 2020, anche se i principali produttori mondiali hanno concordato tagli record della produzione.

L’OPEC e i produttori alleati, compresa la Russia hanno deciso il mese scorso di aumentare l’offerta di 500.000 barili al giorno a gennaio, anticipando un auspicato rialzo della domanda, e hanno deciso di incontrarsi ogni mese per rivedere la produzione. E monitorare una situazione in continuo divenire, con la pandemia niente affatto sconfitta, nonostante la realtà del vaccino.

Indubbiamente, la prospettiva di una vaccinazione diffusa già dai primi mesi del nuovo anno ha dato nuova forza alle previsioni ottimistiche sulla domanda. “I vaccini hanno creato una prospettiva più sana per il consumo di petrolio, che presto passerà dalla retromarcia alla marcia avanti”, questo il sentiment scaturito dalla riunione del Comitato tecnico congiunto del cartello svoltasi domenica 3 gennaio.

E infatti, le quotazioni stanno reagendo con positività al clima generale di speranza, puntando a decisioni efficaci per il settore che verranno dal vertice di oggi. Al momento in cui si scrive, i future Brent scambiano a 53,02 dollari al barile, in rialzo del 2,36% e il prezzo WTI sta aumentando del 2,06% a 49,53 dollari la barile.

L’auspicio è di mantenere la forbice aperta tra 45 e 50 dollari al barile e credere in una domanda in graduale ma realistico aumento nei prossimi mesi.

Cosa aspettarsi dall’OPEC+?

La riunione di oggi, 4 gennaio, si preannuncia strategica per capire quali sono le stime OPEC+ nel breve-medio termine riguardo la domanda di greggio.

Gli analisti di Energy Aspects e RBC Capital hanno affermato che è probabile che l’organizzazione mantenga i livelli di produzione di gennaio anche per febbraio.

“Riteniamo che il gruppo di produttori sceglierà di rinunciare a qualsiasi ulteriore aumento della produzione per febbraio con i casi di Covid che continuano a salire e il lancio del vaccino più lento del previsto”, ha detto Helima Croft di RBC Capital.

Negli Stati Uniti, per esempio, la produzione di petrolio greggio è rimasta sotto la pressione dei prezzi deboli e della domanda tiepida, in calo di oltre 2 milioni di barili al giorno a ottobre rispetto all’inizio del 2020, secondo un rapporto del governo il 1 ° gennaio.

D’altronde, l’OPEC stesso ha avvertito dei rischi per il mercato petrolifero derivanti dalla recrudescenza della pandemia.

Il segretario generale dell’OPEC Mohammad Barkindo, nella riunione preparatoria di domenica 3 gennaio, ha sottolineato che:

“Le prospettive per la prima metà del 2021 sono molto contrastanti. Ci sono ancora molti rischi al ribasso da destreggiarsi.”

In questo incontro anticipatore, stando a indiscrezioni di Bloomberg, diversi Paesi, tra cui l’Arabia Saudita, sono sembrati cauti sull’aumento ulteriore della produzione a febbraio oltre a quanto stabilito per gennaio 500.000 barili al giorno (500.000 barili al giorno). Riyadh non si è comunque palesata nelle sue intenzioni, mentre la Russia ha sostenuto di volere un ulteriore impulso.

Il prezzo del petrolio aspetta indicazioni dall’OPEC+. Il 2021 potrebbe ancora essere complesso per l’oro nero, considerando anche le tensioni che ci sono state a dicembre tra le potenze produttrici durante il vertice.

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# OPEC

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