Petrolio risale su tensioni internazionali. Oggi i dati sulle scorte

Il prezzo del petrolio approfitta delle tensioni tra USA e Iran, mentre attende con ansia l’ultima rilevazione dell’API sull’andamento delle scorte.

Petrolio risale su tensioni internazionali. Oggi i dati sulle scorte

Il prezzo del petrolio approfitta delle rinnovate tensioni tra USA e Iran e tenta di recuperare dopo le perdite dei giorni scorsi.

Sia la quotazione del Brent che quella del Wti stanno progredendo con rialzi che, tuttavia, non stanno eccedendo il punto percentuale.
Diversi gli elementi che stanno attualmente sostenendo il prezzo del petrolio. Tra questi, però, sicuramente le difficoltà tra gli Stati Uniti e l’Iran oltre che il recente andamento delle scorte.

USA-Iran: la tensione sostiene il petrolio

A determinare il balzo del prezzo del petrolio, come accennato, ci hanno pensato le accese discussioni tra Washington e Teheran. Prima c’è stata l’uscita degli USA dallo storico accordo nucleare con l’Iran, che ha nuovamente aperto le porte all’ipotesi di nuove sanzioni da parte degli americani.

Poi, più di recente, c’è stato lo sfogo di Donald Trump, che ha addirittura parlato di comportamento distruttivo da parte della Repubblica Islamica.

Oggi, invece, è giunta la nuova risposta del Ministro degli Affari esteri iraniano, secondo cui il Paese reagirà con eguali contromisure a qualsiasi tentativo USA di bloccare le esportazioni di oro nero. L’ipotesi di un congelamento dell’export ha immediatamente allarmato il prezzo del petrolio che ha così cercato di eliminare le perdite registrate nella sessione di ieri.

Occhio alle scorte: oggi tocca all’API

A contribuire alla rinnovata forza delle quotazioni, però, non sono state soltanto le dispute internazionali, ma anche il crollo delle scorte osservato di recente. Un’interessante indagine di Reuters ha stimato che, in media, le giacenze di greggio USA sono scese di 3,2 milioni di barili nell’ultima settimana.

È opinione diffusa però quella secondo cui la corsa del prezzo del petrolio sarà limitata soprattutto a causa della guerra commerciale tra gli USA e la Cina che continuerà a minacciare l’outlook di crescita globale e impatterà dunque sulla domanda energetica e sul sentiment.

Gli occhi del mercato saranno ora puntati sull’ultima rilevazione dell’API, che nella tarda serata di oggi fornirà nuove indicazioni sullo stato delle scorte, fornendo plausibilmente nuovi elementi di riflessione al prezzo del petrolio.

Al momento della scrittura la quotazione del Brent e quella del Wti stanno salendo rispettivamente dello 0,26% e dello 0,65% su quota $73,24 e $68,33.

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