Peste bubbonica, Cina dichiara emergenza dopo nuovo caso

La Cina sta monitorando la diffusione della peste bubbonica dopo l’ultimo caso di un bambino di 3 anni.

Peste bubbonica, Cina dichiara emergenza dopo nuovo caso

Continua l’incubo peste bubbonica in Cina dopo il nuovo caso confermato: si tratta di un bambino di 3 anni nella contea di Menghai, nello Yunnan.

Le autorità della regione, che nell’ultimo mese è stata colpita da un’invasione di ratti, hanno dichiarato l’emergenza di livello IV dopo l’identificazione dell’ultimo contagio. L’obiettivo è quello di prevenire una diffusione massiccia dell’infezione che, ricordiamo, nel 14° secolo ha ucciso più di 200 milioni di persone.

Cina, emergenza peste bubbonica

Intanto nella vicina Mongolia almeno 17 di 21 province sono a rischio peste bubbonica. Quest’estate le autorità della Mongolia Interna hanno messo in quarantena un’intera città dopo due casi di peste confermati.

In Cina e in Mongolia le persone vengono invitate a non mangiare animali selvatici che possono trasportare il bacillo della peste, come appunto i roditori. Sotto accusa, in particolare, la marmotta: la caccia è vietata, ma in alcune zone remote del Paese viene consumata perché considerata una prelibatezza oltre che un ottimo rimedio per mantenersi in salute secondo la medicina tradizionale cinese. Quest’anno la Mongolia ha segnalato 22 casi sospetti di peste bubbonica, di cui 6 confermati, il numero più alto degli ultimi dieci anni.

Per scongiurare il rischio peste nera proveniente dai Paesi vicini, anche la Russia ha preso provvedimenti, intensificando pattugliamenti e controlli nella regione dell’Altai (tra i confini mongoli e cinesi) per fermare la caccia alle marmotte.

Una malattia riemergente

La peste bubbonica, una delle 3 forme più comuni di peste, è un’infezione batterica diffusa dalle pulci che vivono sui roditori selvatici e può uccidere una persona in meno di 24 ore se non trattata in tempo. Causa linfonodi ingrossati e dolorosi, febbre, brividi e tosse. La malattia ha causato la pandemia più mortale che l’umanità abbia mai conosciuto, ma è stata quasi debellata grazie agli antibiotici. Tuttavia negli ultimi anni è tornata alla ribalta, e l’OMS l’ha classificata tra le “malattie riemergenti”.

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