Il mercato dell’auto in Europa ha registrato un crollo nel mese di ottobre.

La crisi da coronavirus, che si è aggravata nuovamente in autunno, ha avuto subito il suo impatto disastroso sul comparto, colpendo le immatricolazioni.

Nell’area europea (UE+Efta+Gb) le vendite hanno mostrato un tonfo, invertendo la tendenza rispetto al segnale ottimistico emerso a settembre.

I deludenti risultati sul mercato dell’auto in Europa hanno lasciato spazio a “catastrofiche previsioni” per la fine del 2020 e l’inizio 2021 per l’intero settore.

Crollo delle vendite auto in Europa: i dati

Nel mese di ottobre le immatricolazioni sono tornate in campo negativo nella zona UE, EFTA, Gran Bretagna.

Il crollo delle vendite è stato del 7,1%, corrispondente a 1.129.163 veicoli immatricolati nel periodo in esame. Il segno positivo di settembre, quindi, è già svanito. Il mese scorso, infatti, il settore aveva registrato un incoraggiante +1,1%, riportando speranza dopo otto mesi di dati negativi.

Il peggioramento repentino della pandemia in autunno, però, ha riportato gli Stati europei a chiusure e restrizioni, seppure parziali rispetto al lockdown generale di marzo.

Tanto è bastato, però, per scoraggiare il mercato. Acea, Associazione europea delle case automobilistiche, ha sottolineato nei dati odierni che nei primi 10 mesi del 2020 il crollo delle immatricolazioni è stato del 27,3% in confronto con il 2019, con un bilancio di vetture vendute pari a 9.696.928. Numeri non soddisfacenti.

Da evidenziare che Volkswagen ha confermato la sua prima posizione in Europa per vendite a ottobre: 238.029 vetture (-9,1%). A seguire Psa con immatricolazione di 153.746 auto (-6,6%). Bene FCA, che ha visto un aumento di vendite del 3,2% nel mese.

Immatricolazioni nei Paesi: quale dato dall’Italia?

I numeri di ottobre hanno evidenziato che soltanto in quattro nazioni il settore ha avuto performance positive: Romania (+17,6%), Islanda (+12%), Norvegia (+23,6%), Irlanda (+5,4%).

In Italia il calo delle vendite automobilistiche del mese non è stato disastroso e ha mostrato un -0,2% rispetto al 2019. Il dato allarma maggiormente se si fa un bilancio dei primi dieci mesi del 2020: nel nostro Paese il crollo delle vendite è stato del 30,9%.

Tra i maggiori Stati europei, quello italiano è stato il dato peggiore dall’inizio dell’anno dopo la Spagna (calo del 36,85). Si è registrata sempre una diminuzione simile in Regno Unito (-31%) e tonfi meno marcati in Francia (-26,95%) e Germania (-23,4%).

Settore auto in Europa: previsioni cupe per le vendite

Alla luce dei dati scoraggianti di ottobre, le previsioni per i prossimi mesi restano piuttosto cupe nell’ambito vendite Auto in Europa.

A sottolinearlo è stato il Centro Studi Promoter, che ha messo in guardia da tre fattori driver della crisi del comparto: limitazioni delle attività economiche e dei movimenti a causa della pandemia; riduzione degli acquisti di beni durevoli a causa delle restrizioni; tipologia di incentivi messa in campo dagli Stati.

Proprio questo ultimo punto è cruciale, anche per l’Italia. Come hanno osservato gli esperti del centro:

“Non vi sarà alcun temperamento dell’impatto del virus nei Paesi con incentivazioni inadeguate. Purtroppo l’Italia rientra in quest’ultima categoria. È quindi essenziale che dal Parlamento venga la proposta di un pacchetto per l’auto da inserire nella Legge di Bilancio...adeguato all’importanza del comparto che, con il suo indotto, vale in Italia il 12% del PIL”

Da sottolineare, infatti, che gli incentivi previsti con il decreto Agosto sono in fase di esaurimento, senza prospettiva di rinnovo.