Marco Cappato assolto per il suicidio assistito di dj Fabo

Il caso Marco Cappato si conclude con sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste. Per la Corte d’Assise di Milano Cappato è innocente per il suicidio assistito dell’amico dj Fabo. Passi avanti su fine vita e eutanasia legale.

Marco Cappato assolto per il suicidio assistito di dj Fabo

Difficile contenere gli applausi in aula quando il giudice della Corte d’Assise di Milano ha assolto con formula piena Marco Cappato, per l’accusa colpevole di aver aiutato l’amico dj Fabo, paralitico a seguito di un grave incidente, a ricorrere al suicidio assistito in Svizzera.

La decisione conferma quanto stabilito dalla Corte costituzionale lo scorso 26 settembre 2019, ovvero che non sussiste il reato si suicidio assistito in presenza del consenso informato del paziente.

Così la vicenda processuale iniziata nel 2017 si chiude definitivamente: una grande vittoria non solo per Cappato, ma anche per l’ex compagna di dj Fabo Valeria Imbrogno, presente anche lei in aula, e tutti i radicali che da anni si battono per il riconoscimento in Italia dell’eutanasia legale.

L’Associazione Luca Coscioni che da anni si batte per la causa chiede l’immediato intervento del Parlamento; intervento che è atteso da due anni.

Marco Cappato innocente: assoluzione piena per il suicido di dj Fabo

Per i radicali e per tutti coloro che da anni si battono per la depenalizzazione del suicidio assistito oggi è un giorno di festa: Marco Cappato, simbolo della battaglia per la legalizzazione dell’eutanasia, è stato assolto con formula piena dalla Corte d’Assise di Milano perché “il fatto non sussiste”. La vicenda processuale di Cappato ha avuto inizio due anni fa, quando si era autodenunciato per aver accompagnato l’amico dj Febo a ricorrere al suicidio assistito in Svizzera.

Si trattava di un gesto provocatorio finalizzato ad aprire in Italia il dibattito per la legalizzazione dell’eutanasia; tuttavia il Parlamento si è dimostrato non all’altezza in diverse occasioni, così da rendere necessario l’intervento della Corte costituzionale la quale lo scorso settembre aperto le strade al riconoscimento dell’eutanasia anche in Italia.

Poco prima della lettura della sentenza di assoluzione, Cappato aveva dichiarato. Prima della sentenza Cappato ha detto:

“Voglio sottolineare come dalla morte di Fabiano Antoniani a oggi numerose persone non sono in grado di quantificare, qualche, poche decine sono state aiutate ad andare in Svizzera a morire nella piena informazione delle istituzioni del nostro Stato e senza che mai fosse attivata l’azione penale obbligatoria, quindi evidentemente c’è qualcosa che viene considerato almeno di fatto un aiuto legittimo.”

Anche Tiziano Siciliano, procuratore aggiunto, ha riconosciuto il grande valore dell’assoluzione di Cappato, definendolo un verdetto “storico”.

La giurisprudenza ha fatto il suo corso, adesso, ancora una volta, la palla passa al Parlamento che dovrà mettere d’accordo la maggioranza e colmare le lacune ancora esistenti sulla materia.

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