Made in Italy: la Russia ha causato 1 miliardo di perdite

Made in Italy: secondo Coldiretti l’embargo imposto dalla Russia a partire dal 2013 ha causato perdite per l’export agroalimentare di oltre 1 miliardo di euro

Made in Italy: la Russia ha causato 1 miliardo di perdite

L’export agroalimentare Made in Italy ha perso oltre un miliardo di euro negli ultimi 5 anni a causa dell’embargo imposto dalla Russia su un’importante lista di prodotti come frutta e verdura, formaggi, carne, salumi e pesce.

Ovviamente l’Italia non è stato l’unico Paese ad andare incontro a queste perdite. L’embargo russo ha colpito infatti le esportazioni agroalimentari di tutti i Paesi dell’Ue, gli USA, il Canada, la Norvegia e l’Australia.

Questo è quanto emerge da un’analisi della Coldiretti divulgata in occasione della visita del Presidente Vladimir Putin in Italia proprio alla vigilia dell’anniversario dell’embargo deciso quasi 5 anni fa con decreto n. 778 del 7 agosto 2014.

Il governo russo ha deciso rinnovare nel corso degli anni la decisione di questo decreto, e di conseguenza l’embargo, come gesto di ritorsione alla decisione dell’Unione Europea di applicare sanzioni alla Russia per la guerra in Ucraina.

Made in Italy: ieri Putin era a Roma in visita ufficiale

La giornata di ieri potrebbe essere stata fondamentale per l’export agroalimentare del Made in Italy. Il leader russo Vladimir Putin è volato a Roma per incontrare prima in Vaticano Papa Francesco e poi gli esponenti del governo italiano.

Dopo aver incontrato il pontefice, Il Presidente russo si è infatti diretto verso le 15 al Quirinale per pranzare con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ovviamente la giornata italiana di Putin non si è fermata lì. Successivamente, dopo i colloqui tra le due delegazioni, ha svolto a Palazzo Chigi una conferenza congiunta con il premier Giuseppe Conte.

Dopo altri appuntamenti politici e di rappresentanza, il Presidente russo ha cenato ha cenato a Villa Madama con il premier Conte, e con gli altri esponennti del governo italiano: ossia, i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il capo della diplomazia, Enzo Moavero Milanesi.

Come sottolinea Coldiretti, il pranzo, la cena e di conseguenza le specialità del Made in Italy, fermate da anni alla frontiere, potrebbero aver causato un ripensamento in Putin. Un’ipotesi che sarebbe essenziale per l’Italia.

I prodotti italiani soggetti all’embargo

Secondo quanto affermato da Coldiretti, l’agroalimentare italiano è l’unico settore colpito direttamente dall’embargo che ha portato al completo azzeramento delle esportazioni dei prodotti presenti nella lista nera.

Tra questi troviamo: il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il prosciutto di Parma, quello San Daniele, la frutta, in particolare mele - soprattutto della varietà Granny Smith dal colore verde intenso - e la verdura.

Un blocco dannoso per l’Italia. Perché anche se l’export agroalimentare nel 2018 è cresciuto del 7% rispetto al 2017, raggiungendo i 561 milioni di euro grazie ai comparti non colpiti dall’embargo, come il vino, le paste alimentari, pomodori pelati e polpe, tabacchi e olio, tuttavia i valori rimangono bassi.

L’ultimo anno prima dell’embargo imposto dalla Russia, ossia il 2013, le esportazione agroalimentari del Made in Italy avevano infatti raggiunto la quota di 705 milioni di euro.

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