Smacco al Made in Italy dal provider olimpionico On Location: promette 175.000 piatti italiani curati da uno chef piemontese, poi si scopre che ha ingaggiato un catering sloveno. Ecco cos’è successo.
Un giallo enogastronomico alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Secondo un’inchiesta del critico Edoardo Raspelli, sarà un catering sloveno ad occuparsi dei pasti durante l’evento sportivo.
Peccato che, ad aprile 2025, il provider olimpico On Location aveva promesso che le sue proposte culinarie gourmet - ben 175.000 - sarebbero state tutte targate Made in Italy, realizzate e preparate dal noto chef piemontese Carlo Zarri. Nove mesi dopo, l’amara scoperta: sarà Jezeršek, una società slovena, a occuparsi del catering a Cortina.
Le promesse tradite sul Made in Italy
Tutto nasce durante la Fiera Fuori Milano di Rho, ad aprile 2025, quando On Location, società statunitense leader nel settore dell’ospitalità premium, aveva dichiarato che i suoi servizi per le Olimpiadi invernali avrebbero offerto 175.000 piatti curati da Zarri, chef premiato del ristorante Villa San Carlo, in provincia di Cuneo. La selezione enogastronomica avrebbe valorizzato le eccellenze del Made in Italy, tra salumi della Valtellina, Grana Padano, speck e formaggi trentini e ravioli del plin piemontesi.
Poi, a dicembre 2025, il primo segnale d’allarme. Su Facebook, Carlo Zarri annuncia di aver terminato la sua collaborazione culinaria per l’evento olimpico. Una notizia sorprendente, considerando che le Olimpiadi si sarebbero svolte di lì a due mesi, dal 6 al 22 febbraio. Da quel momento in poi, più nessuna risposta.
In aiuto di Raspelli è arrivato allora un alleato inaspettato: l’intelligenza artificiale. Grazie a una serie di domande poste a ChatGPT, il critico enogastronomico è riuscito a risalire alle aziende di catering che, sulla carta, risultavano coinvolte nell’organizzazione. Peccato che nessuna fosse italiana: provenivano tutte dalla Slovenia.
La replica del provider olimpico On Location
Dopo settimane di silenzio da parte dei diretti interessati, On Location ha infine confermato la partecipazione di Jezeršek. Ha però precisato che la società di Lubiana si occuperà solo di tre hospitality venues a Cortina: la nuova pista “Eugenio Monti” per bob, skeleton e slittino, l’area delle Tofane per le gare di sci alpino femminile e il Cortina Curling Olympic Stadium. Secondo quanto riferito dal colosso americano dell’ospitalità, tutte le altre venue olimpiche saranno invece seguite da operatori italiani.
On Location ha poi ribadito che il catering sloveno utilizzerà prodotti, cuochi e personale italiano “come tutti i nostri fornitori durante i Giochi”. Per giustificare ulteriormente la scelta di un operatore straniero, ha sottolineato come la Slovenia sia geograficamente più vicina a Cortina rispetto ad alcune società di ristorazione operanti a Milano.
Sono spiegazioni che, però, non convincono del tutto. Vendere pacchetti di livello così elevato, promettendo - previo pagamento di cifre stellari - un servizio di alta classe e 100% italiano che poi, nei fatti, non lo è, ha fatto storcere il naso a molti. Resta un dato di fatto fondamentale: sarà un catering straniero a gestire l’eccellenza delle ricette made in Italy.
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