I brand indossati dagli atleti alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026

P. F.

22 Febbraio 2026 - 14:20

Oltre allo sport, alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 anche la moda diventa protagonista indiscussa: ecco quali sono i brand più indossati dagli atleti nel corso dell’evento sportivo.

I brand indossati dagli atleti alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026

Dal 6 febbraio le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 sono entrate nel vivo e accompagneranno il pubblico fino ad oggi, 22 febbraio. Accanto alle gare, l’attenzione si è concentrata anche verso i brand produttori delle divise ufficiali, sempre più centrali nella narrazione dei Giochi.

A Milano, capitale simbolo della moda, e a Cortina d’Ampezzo, meta storica del turismo internazionale, l’abbigliamento sportivo ha infatti assunto un valore che supera la funzione tecnica e diventa espressione di identità nazionale e di posizionamento dei marchi di alta moda.

Ecco quali sono i marchi più indossati dagli atleti durante il celebre evento sportivo globale.

L’Italia in bianco firmata Emporio Armani

La delegazione italiana è vestita da Emporio Armani attraverso la linea EA7, partner tecnico ormai consolidato. Il bianco domina l’intera collezione, con un richiamo evidente alle cime innevate delle Dolomiti e a un’idea di essenzialità che Giorgio Armani, scomparso nel settembre 2025, aveva indicato come cifra del progetto già nell’autunno scorso.

Le linee sono pulite, i tagli rigorosi, i ricami tridimensionali con la scritta “Italia” emergono sulla superficie dei capi. All’interno delle giacche compaiono i versi dell’inno nazionale, inseriti come elemento identitario discreto.

La scelta di una palette monocromatica valorizza la costruzione dei capi e mette in primo piano la qualità dei materiali. Guanti, stivali e accessori seguono la stessa impostazione, restituendo un’immagine compatta e coerente della squadra di casa.

Stati Uniti e Canada tra tradizione e innovazione

Anche gli Stati Uniti confermano la collaborazione con Ralph Lauren, che veste la delegazione olimpica invernale dal 2008. Per la cerimonia inaugurale sono stati presentati cappotti in lana bianca con alamari in legno, maglioni con la bandiera intarsiata e pantaloni dal taglio sartoriale. Per la chiusura, la proposta si orienta invece verso piumini e capi ispirati all’estetica dello sci d’epoca. Accanto a Ralph Lauren, anche J.Crew e Skims hanno realizzato collezioni dedicate agli atleti statunitensi, con maglieria e capi per il tempo libero declinati nei colori nazionali.

Il Canada ha affidato le proprie divise a Lululemon, che ha posto al centro la foglia d’acero rossa simbolo del Paese, riprodotta in dimensioni evidenti su giacche e gilet. Le tonalità spaziano dal rosso intenso ai blu e ai verdi che richiamano i paesaggi canadesi. Grande attenzione è stata riservata alla termoregolazione e alla vestibilità, aspetti fondamentali nelle discipline invernali.

Regno Unito, Francia e Norvegia: memoria e reinterpretazione

Per il Regno Unito la parte tecnica è firmata da Adidas, che ha rielaborato la bandiera Union Jack sulle silhouette invernali. L’abbigliamento per le cerimonie è stato affidato a Ben Sherman, con cappotti in lana, maglieria a motivi tradizionali e accessori disegnati insieme al tuffatore Tom Daley, portabandiera della squadra.

La Francia è vestita da Le Coq Sportif, che ha riletto il suo tricolore in tonalità più morbide, dal blu ghiaccio al rosso tenue. Le linee evocano gli anni Settanta, con felpe a collo ampio e pantaloni dal taglio dritto, mentre i motivi grafici richiamano profili montani e carte topografiche.

La Norvegia rinnova una tradizione storica con Dale of Norway, già fornitore olimpico a Cortina nel 1956. Il maglione ufficiale 2026 riprende i motivi geometrici nordici in rosso e blu su fondo bianco, realizzato in lana norvegese all’esterno e merino all’interno.

Haiti, Mongolia e Brasile tra identità culturale e alta moda

Tra le divise più commentate di questi Giochi c’è quella di Haiti, firmata dalla stilista italo-haitiana Stella Jean. I capi della cerimonia inaugurale sono stati dipinti a mano in Italia e presentano un cavallo rosso che attraversa un paesaggio rigoglioso, ispirato alle opere dell’artista haitiano Edouard Duval-Carrié. Il progetto è stato modificato in corsa dopo le osservazioni del Comitato Olimpico Internazionale su possibili riferimenti politici, arrivando alla versione definitiva pochi giorni prima dell’evento.

La Mongolia ha scelto ancora una volta Goyol Cashmere, che ha reinterpretato il tradizionale “deel”, la lunga veste della cultura nomade, in una chiave contemporanea. Il cashmere, materiale simbolo del Paese, è stato lavorato con dettagli in seta e motivi ispirati agli elementi naturali della tradizione mongola.

Infine c’è il Brasile, che ha affidato le divise delle cerimonie e dello sci alpino a Moncler, che torna ai Giochi invernali a distanza di decenni. Piumini e parka tecnici in bianco avorio si affiancano a una tuta da gara sviluppata insieme allo sciatore Lucas Pinheiro Braathen, ambasciatore del marchio.

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