Legge di Bilancio 2019: riaperta la rivalutazione beni e partecipazioni

Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni: la novità è contenuta in un emendamento alla Legge di Bilancio 2019 con cui Il Governo intende introdurre tale possibilità alle società che non adottano principi contabili internazionali.

Legge di Bilancio 2019: riaperta la rivalutazione beni e partecipazioni

Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni: con un emendamento alla Legge di Bilancio 2019 il Governo intende consentire tale possibilità alle società che non adottano principi contabili internazionali.

Le società in oggetto possono rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni tramite il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi Irpef e Ires, dell’Irap e di eventuali addizionali.

Le società possono rivalutare i beni d’impresa e le quote societarie, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa, risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2017.

Ecco nel dettaglio le novità contenute nell’emendamento n. 70.01 alla Legge di Bilancio 2019 per la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni.

Legge di Bilancio 2019: rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni

La rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni deve essere eseguita nel bilancio dell’esercizio successivo a quello del 2017 e per il quale il termine di approvazione scade dopo l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2019 e quindi dopo il prossimo 1° gennaio.

La rivalutazione deve riguardare tutti i beni appartenenti alla medesima categoria omogenea e deve essere annotata nell’inventario e nella nota integrativa.

Il saldo attivo della rivalutazione può essere affrancato in tutto o in parte tramite il pagamento da parte della società di un’imposta sostitutiva dei redditi (Irpef, Ires), dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap) e di eventuali addizionali con aliquota al 10% da versare con le modalità indicate nell’emendamento n. 70.01 proposto dal Governo al Ddl di Bilancio 2019.

Al comma 4 della proposta di modifica in oggetto si legge che il maggiore valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione si considera riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap:

“a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita, mediante il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive e di eventuali addizionali nella misura del 16% per i beni ammortizzabili e del 12% per i beni non ammortizzabili.”

Come anticipato, nell’emendamento n. 70.01 al Ddl di Bilancio 2019 sono contenute le modalità con cui la società deve effettuare il pagamento delle imposte sostitutive sulla rivalutazione dei beni d’impresa e le partecipazioni.

Rivalutazione beni d’impresa e partecipazioni: modalità di pagamento

Il pagamento delle imposte sostitutive per la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni dev’essere effettuato tramite il versamento in un’unica rata entro il termine di scadenza del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta con riferimento al quale viene eseguita la rivalutazione.

Gli importi da versare possono essere compensati ai sensi della sezione I, Versamento unitario e compensazione, del capo III del Dlgs n. 241/1997.

Per quel che riguarda i soli beni immobili i maggiori valori iscritti in bilancio ai sensi dell’art. 14 della legge n. 342/2000, si considerano fiscalmente riconosciuti con effetto dal periodo d’imposta in corso alla data del 1° dicembre 2020.

Si legge nell’emendamento alla Legge di Bilancio 2019 che le disposizioni di cui all’art. 14 della legge sopracitata in tema di Riconoscimento fiscale di maggiori valori iscritti in bilancio vengono inoltre applicate:

“ai soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali di cui al regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, anche con riferimento alle partecipazioni, in società ed enti, costituenti immobilizzazioni finanziarie ai sensi dell’articolo 85, comma 3-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917”.

Per questi ultimi, per l’importo corrispondente ai maggiori valori oggetto di riallineamento, al netto dell’imposta sostitutiva, è vincolata una riserva in sospensione d’imposta ai fini fiscali che può essere affrancata come riportato nel paragrafo precedente, ovvero tramite il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, dell’Irap e di eventuali addizionali con aliquota al 10%.

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