Nuova circolare dell’Agenzia Dogane e Monopoli, slitta l’applicazione della tassa sui pacchi prevista dalla Legge di Bilancio 2026.
Slitta il versamento della tassa sui pacchi introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, ecco perché.
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una tassa molto chiacchierata e secondo molti con profili di illegittimità in quanto non compatibile con il diritto dell’Unione Europea. Con una Circolare lampo del 31 dicembre 2025 l’Agenzia Dogane e Monopoli aveva fornito istruzioni operative per l’applicazione già dal 1° gennaio, ma con una nuova Circolare del 2026 ha parzialmente modificato tali indicazioni facendo slittare l’operatività della tassa sui pacchi.
Ecco le nuove regole, le date per il versamento della tassa sui pacchi e le altre novità.
Tassa sui pacchi: ecco a quando slitta il versamento
Con la Circolare 1 del 2026 dell’Agenzia Dogane e Monopoli si provvede alla modifica della Circolare 37 del 2025 dell’Agenzia stessa.
La modifica è stata effettuata con l’obiettivo di consentire l’adeguamento dei sistemi informativi dell’Agenzia, soggetto al rispetto delle regole tecniche contenute nella normativa doganale unionale e degli operatori del settore specifico (corrieri espressi, case di spedizioni operanti nello sdoganamento di spedizioni nell’ambito dell’e-commerce) in modo da poter operare correttamente ai fini dell’accertamento e della riscossione del contributo al momento della registrazione della dichiarazione doganale o, comunque, per la contabilizzazione periodica dei contributi dovuti.
Per le operazioni effettuate dal 1° gennaio al 28 febbraio 2026 i contributi sulle spedizioni interessate, dovuti per le importazioni, formeranno oggetto di contabilizzazione e pagamento sulla base di dichiarazione redatta secondo il modello allegato alla circolare 37/2025 da presentarsi entro il 15 marzo 2026. Per le importazioni effettuare dal 1° marzo 2026 si applicano, invece, le regole della circolare 37 del 2025. Si ricorda che l’importo è di euro 2 per ogni pacco.
Chi deve versare la tassa sui pacchi e perché potrebbe essere illegittima
Ricordiamo brevemente che il comma 126 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2026 precisa che tale contributo è dovuto per le spedizioni provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione europea di valore dichiarato non superiore a 150 euro.
Il contributo è dovuto per tutte le importazioni di valore dichiarato non superiore a 150 euro effettuate dal 1° gennaio 2026 ed è esigibile all’atto dell’importazione.
L’importo è dovuto per:
- spedizioni destinate a consumatori finali;
- spedizioni destinate a operatori commerciali;
- spedizioni inviate da un privato a un altro privato.
Non sono mancate critiche, in particolare da parte di Codacons che ritiene la norma illegittima in quanto introduce dei veri e propri dazi, materia in cui l’Italia, all’interno dell’UE non ha competenza. In realtà la tassa sui pacchi viene definita “un contributo di 2 euro per far fronte alle spese amministrative correlate agli adempimenti doganali relativi alle spedizioni di modico valore provenienti da Paesi terzi.” Sono però in molti a ritenere che si tratti di veri dazi sulle importazioni extra Ue.
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