Con la dichiarazione dei redditi 2026 si applicano le novità previste per il calcolo delle detrazioni fiscali in base al quoziente familiare. Vediamo il calcolo per la spettanza.
Le detrazioni fiscali su oneri e spese sono cambiate con la Legge di Bilancio 2025 che ha inserito un tetto massimo per limitare il beneficio fiscale in base al reddito e al numero dei figli a partire dal 1° gennaio 2025. Anche se la novità è entrata in vigore lo scorso anno, i primi effetti si avranno soltanto nella dichiarazione dei redditi di quest’anno perchè è proprio in sede di compilazione del modello 730 o del modello Redditi 2026 che i contribuenti potranno fruire del beneficio fiscale sugli oneri e le spese sostenuti nel 2025. Quest’anno, a differenza degli anni passati, per sapere il limite massimo di detrazioni riconosciute bisognerà fare un calcolo che prende prima in considerazione il reddito personale e, poi, il numero dei figli fiscalmente a carico.
La manovra dello scorso anno ha previsto delle novità importanti in ambito fiscale. L’Irpef a 3 aliquote è stata confermata e resa strutturale.
L’Irpef si pagherà sull’anno di imposta 2025 secondo i seguenti scaglioni e sulle seguenti aliquote:
- il 23% per redditi fino a 28.000 euro;
- il 35% per redditi fino a 50.000 euro (nel 2026, l’aliquota scende al 33%);
- il 43% per redditi oltre i 50.000 euro.
La manovra 2025 ha reso strutturale anche la detrazione di 1.955 euro per i redditi da lavoro dipendente (ricordiamo che fino al 2023 era di 1.880 euro): rimane invariata, quindi, anche la no tax area per i lavoratori dipendenti.
Anche se queste sono novità importanti, si tratta di riconferme di misure già in vigore nel 2024. Il cambiamento che maggiormente impatta e per il quale sono richiesti nuovi calcoli è la revisione della disciplina delle detrazioni fiscali su oneri e spese. Per molti contribuenti, infatti, si tratta di una novità che avrà un impatto tutt’altro che favorevole.
Sono state individuate le detrazioni base per le diverse fasce di reddito e il coefficiente per il quale moltiplicarle sulla base dei figli presenti nel nucleo. Quest’anno, però, la novità inserita nella manovra dell’anno passato, produce i suoi effetti nella dichiarazione dei redditi in cui i contribuenti vantano le detrazioni spettanti. Vediamo perché e come cambiano le agevolazioni fiscali.
Ridurre i benefici fiscali e i bonus
La manovra 2025 ha puntato a un risanamento dei conti prevedendo, di fatto, un bilancio più rigido a causa della difficoltà nel trovare le coperture. Il ministro Giancarlo Giorgetti aveva annunciato che per nessuno la Legge di Bilancio 2025 avrebbe previsto un aumento delle tasse, ma c’è da considerare che un taglio delle detrazioni spettanti equivale a un aumento delle tasse da versare e anche se non è stato immediato molti contribuenti lo sperimenteranno sul proprio portafogli quest’anno con la dichiarazione dei redditi. Vittime del taglio previsto dalla manovra sono le detrazioni e le deduzioni.
Non si tratta propriamente di una novità, visto che la stessa decisione era stata presa in diverse occasioni anche in passato, anche se applicata in modo diverso:
- dal 2020 le detrazioni fiscali hanno subito una riduzione progressiva all’aumentare del reddito applicata, però, solo a partire dai redditi di 120.000 euro. Le detrazioni, tutte, anche quelle relative a spese mediche, si annullano del tutto per chi ha redditi pari o superiori a 240.000 euro;
- un nuovo argine, poi, è stato inserito nel 2023 quando l’Irpef è passata da quattro a tre scaglioni: il beneficio del taglio dell’Irpef, che ammonta attualmente a 260 euro l’anno, è stato azzerato per i redditi superiori a 50.000 euro con l’introduzione di una franchigia di 260 euro, appunto, sulle detrazioni, ma solo per l’anno 2024.
Le due operazioni in questione, però, non hanno dato il risultato sperato e hanno prodotto un risparmio che non è servito, certo, a fare cassa.
Tagli detrazioni a chi ha redditi elevati
La Legge di Bilancio 2025 ha portato a un taglio delle detrazioni in base al reddito e al numero di figli a carico. Si tratta di una modifica che va a colpire in modo particolare chi ha redditi molto elevati e chi ha un nucleo familiare poco numeroso.
Le detrazioni sono somme che sottraendosi all’imposta riducono l’imposta netta rispetto a quella lorda. Anche dopo il taglio importante del 2020, molte detrazioni coinvolgono ancora chi ha redditi oltre i 120.000 euro (si pensi alle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni).
Sicuramente le agevolazioni fiscali di questo tipo vanno a incidere maggiormente sui redditi bassi rispetto a quelli alti, e proprio in tal senso eliminare le detrazioni per chi ha un reddito abbastanza cospicuo potrebbe essere una decisione quasi indolore (da considerare che per i redditi oltre i 120.000 euro le detrazioni incidono dell’1,5% sul reddito prodotto, per i redditi bassissimi, invece, restano un importante beneficio che incide fino al 33% del reddito).
Taglio detrazioni fiscali, cosa cambia?
Il testo della manovra dello scorso anno, prevede che le detrazioni risultano immutate per tutti coloro che hanno un reddito fino a 75.000 euro. Per redditi superiori devono essere calcolate in base al tetto massimo previsto moltiplicato per il coefficiente risultante dal numero dei figli e nello specifico:
- l’importo base delle spese detraibili è di 14.000 euro per reddito complessivo del contribuente superiore a 75.000 euro, ma fino a 100.000 euro;
- l’importo base delle spese detraibili è di 8.000 euro per reddito complessivo del contribuente superiore a 100.000 euro.
Il coefficiente per il quale moltiplicarle l’importo base dipende dal numero dei figli e nello specifico è:
- 0,50, se nel nucleo familiare non sono presenti figli a carico;
- 0,70, se nel nucleo familiare è presente un figlio a carico;
- 0,85, se nel nucleo familiare sono presenti due figli fiscalmente a carico;
- 1, se nel nucleo familiare sono presenti più di due figli fiscalmente a carico o almeno un figlio con disabilità accertata ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992 n. 104, fiscalmente a carico.
Dal computo delle detrazioni per l’applicazione del limite in questione sono escluse:
- le spese sanitarie;
- le somme investite nelle start-up innovative;
- le somme investite nelle piccole e medie imprese innovative.
Per gli oneri detraibili che devono essere recuperati in più annualità, rilevano le rate di spesa riferite a ciascun anno, ma dal computo di queste spese restano esclusi gli interessi passivi dei mutui agrari e dei mutui ipotecari per l’acquisto dell’immobile da adibire ad abitazione principale stipulati entro il 31 dicembre 2024, i premi di assicurazione detraibili sostenuti in dipendenza di contratti stipulati fino al 31 dicembre 2024 e le rate delle spese detraibili ai sensi dell’articolo 16-bis sostenute fino al 31 dicembre 2024 (ovvero le detrazioni per i bonus edilizi).
Nuovo calcolo detrazioni
Per chi ha un reddito di 85.000 euro e un solo figlio a carico il limite base su cui applicare il beneficio spettante va moltiplicato per il coefficiente relativo a 1 figlio:
14.000 x 0,70 = 9.800 euro, ovvero questo è il tetto massimo di spesa detraibile su cui il contribuente potrà contare.
Per chi ha un reddito di 105.000 euro e nessun figlio a carico la detrazione si calcola moltiplicando la detrazione base (8.000 euro in questo caso) per il coefficiente 0,50 (quello relativo a zero figli a carico) e si ottiene un tetto massimo di spesa detraibile pari a 4.000 euro.
In ultimo, per un lavoratore con reddito di 90.000 euro e con tre figli a carico la spesa detraibile massima è di 14.000 euro perché la soglia base (14.000 euro) va moltiplicata per il coefficiente relativo a due o più figli (1).
Nella seguente tabella abbiamo individuato i tetti per le varie fasce di reddito in caso di nessun figlio, di un figlio, due figli o più di due figli a carico. Va considerato che nulla cambia per chi ha redditi fino a 75.000 euro.
| FASCE DI REDDITO | SENZA FIGLI | CON 1 FIGLIO | CON 2 FIGLI | CON PIU’ DI DUE FIGLI |
| da 75.001 a 100.000 euro | 7.000 euro | 9.800 euro | 11.900 euro | 14.000 euro |
| da 100.001 a 120.000 euro | 4.000 euro | 5.600 euro | 6.800 euro | 8.000 euro |
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