Con la Legge di Bilancio 2026 il lavoratore può finalmente destinare il contributo del datore a un fondo pensione diverso da quello previsto dal contratto.
La Legge di Bilancio 2026 è stata appena approvata dal Parlamento. Tra le numerose misure introdotte, ci siamo soffermati più volte sulle modifiche apportate alla disciplina della previdenza complementare, che riguardano sia le regole di funzionamento dei fondi pensione sia il trattamento e la destinazione del TFR.
Si va dal nuovo meccanismo del silenzio-assenso — che, di fatto, rende obbligatoria l’adesione alla previdenza complementare in caso di nuova assunzione — all’aumento del limite di deducibilità dei contributi ai fondi pensione, che passa dagli ormai superati 5.164,57 euro a 5.300 euro, e tante altre novità ancora.
Ma la misura che può essere considerata un vero e proprio cambio di passo nel sistema previdenziale è però un’altra e riguarda la cosiddetta portabilità del contributo del datore di lavoro. In base a questa nuova disciplina, diventa possibile richiedere il contributo aggiuntivo del datore di lavoro e decidere di destinarlo a uno strumento di previdenza complementare diverso da quello previsto dal contratto. [...]
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