Premi di produttività tassazione, limiti, chi ne ha diritto e novità 2026

Patrizia Del Pidio

25/02/2026

La Legge di Bilancio 2026 interviene sui premi di produttività abbassandone la tassazione. Scopriamo cosa cambia e per chi.

Premi di produttività tassazione, limiti, chi ne ha diritto e novità 2026

Che tasse si pagano sui premi di produttività? La Legge di Bilancio 2026 interviene sui premi di produttività e sulla partecipazione agli utili dei dipendenti abbassandone la tassazione e alzando, al contempo, la soglia annua agevolabile. Per il 2026 l’aliquota d’imposta scende dal 5% all’1% mentre la soglia massima agevolabile sale da 3.000 a 5.000 euro. Restano invariate le condizioni e permane, quindi, la necessità di accordi che definiscano obiettivi e criteri di verifica.

I premi di risultato sono un modo flessibile e pratico che le aziende utilizzano per motivare i dipendenti a raggiungere determinati obiettivi. Il premio di risultato o i premi di produttività possono essere la spinta giusta se permettono un risparmio a livello fiscale sia per l’azienda che per il dipendente.

Proprio in tal senso, quindi, la manovra 2026 interviene sulla tassazione dei premi di risultato rendendoli maggiormente convenienti.

I premi di produttività entro il limite di 5.000 euro saranno tassati all’1% dal 2026.

Di seguito ci soffermeremo sulle regole per la detassazione Irpef dei premi di risultato in sostituzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e per la decontribuzione delle somme erogate come incentivo alla produzione da parte dei datori di lavoro.

Cosa sono i premi di produttività

Prima di passare in rassegna le regole previste per il 2025 e come sono cambiate per il 2026, vediamo cosa sono i premi di produzione o produttività, a chi spettano, entro quali limiti e che tasse ci si pagano.

I premi di produttività vengono corrisposti ai lavoratori a seguito dell’incremento o miglioramento della produttività, ovvero aumento di qualità, di organizzazione e innovazione. Il premio spetta anche a seguito dell’aumento della qualità, dell’efficienza e dell’innovazione nel lavoro.

Al raggiungimento di particolari obiettivi al lavoratore è erogata una somma in busta paga sulla quale è dovuta un’imposta sostitutiva dell’Irpef e, nel rispetto di determinate condizioni, è agevolata anche dal punto di vista contributivo.

Il bonus di produttività può essere erogato in diverse forme:

  • come maggiorazione variabile sullo stipendio legata a parametri misurabili oggettivamente (come aumento delle vendite ecc..);
  • oppure come somma erogata a titolo di partecipazione agli utili di impresa;
  • l’importo del premio può essere riconvertito in voucher per servizi di welfare aziendale (fringe benefit).

Novità premi di produttività 2026

Le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2024 riguardavano solo i premi di produttività: a beneficiare della detassazione con imposta sostitutiva al 5% (invece che al 10%) fino al 31 dicembre 2025 sono stati i lavoratori dipendenti che, nell’anno precedente, erano titolari di reddito non superiore ad 80.000 euro.

La Legge di Bilancio 2026, invece, interviene rendendo i premi di produttività più convenienti visto che l’aliquota passa dal 5% all’1% e la soglia limite agevolabile è aumentata da 3.000 (fino a 4.000 euro solo con coinvolgimento paritetico dei lavoratori) a 5.000 euro.

La detassazione all’1% coinvolge anche le partecipazioni agli utili da parte dei dipendenti in continuità con la disciplina prevista originariamente per il solo anno 2025 di cui all’articolo 5 della legge n. 76 del 2025..

Detassazione premi di produttività solo se c’è incremento di risultato

Per beneficiare della tassazione con imposta sostitutiva Irpef dell’1% sulle somme erogate come premio di produzione, è necessario che sia stato raggiunto un incremento di produttività o redditività.

I criteri per la verifica nonché l’obiettivo incrementale da raggiungere devono essere stabiliti dal contratto collettivo e territoriale depositato dall’azienda ai fini della fruizione della detassazione dei premi di produttività presso l’ITL o DTL entro il termine dei 30 giorni dalla data di sottoscrizione.

A sottolineare il legame tra detassazione del premio e incremento del risultato è l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n.36/E del 26 giugno 2020.

Se al termine del periodo congruo non è stato raggiunto alcun incremento, sarà necessario per il datore di lavoro recuperare le imposte non versate in relazione alle somme erogate a titolo di premio di risultato applicando l’aliquota sostitutiva Irpef del 5 per cento.

Decontribuzione premi di produttività: le istruzioni Inps

In merito alla decontribuzione dei premi di produttività si deve fare riferimento alla circolare Inps n. 104 del 18 ottobre 2018, nella quale sono fornite le regole per i datori di lavoro e i dipendenti.

L’agevolazione consiste in una riduzione percentuale per l’azienda e nell’esonero totale per il dipendente, secondo le seguenti regole:

  • riduzione, pari a venti punti percentuali, dell’aliquota contributiva IVS a carico del datore di lavoro;
  • esclusione di ogni contribuzione a carico del dipendente;
  • corrispondente riduzione dell’aliquota di computo per il calcolo del trattamento pensionistico.

Anche ai fini della decontribuzione delle somme erogate come premio di produzione il lavoratore dipendente non dovrà superare il reddito annuo di 80.000 euro nell’anno d’imposta precedente.

Premi di risultato e misure di welfare aziendale: la normativa

Abbiamo visto che a introdurre il sistema di tassazione agevolato per i lavoratori più produttivi, con un’aliquota sostitutiva dell’Irpef, è stata la legge di Stabilità 2016 (legge n.208/2015).

Successivamente, l’art. 55 del Dl n. 50/2017 ha introdotto la possibilità, a determinate condizioni, di applicare una decontribuzione sui premi di produttività.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato poi il 29 marzo 2018 la circolare n. 5/E, con tutte le regole per l’applicazione della tassazione sostitutiva sui premi di risultato e sulle misure di welfare aziendale.

Tra i vari punti affrontati nella circolare, l’Agenzia delle Entrate ricorda che il lavoratore, qualora previsto dal contratto aziendale o territoriale, può scegliere di convertire l’importo del premio aziendale anche con i benefit indicati dal TUIR (art. 51, comma 4), in particolare nella forma di utilizzo dell’auto aziendale, di prestiti concessi da parte del datore di lavoro e della fruizione dell’alloggio.

Si mette di seguito a disposizione la circolare dell’Agenzia delle Entrate con tutti i dettagli:

Agenzia delle Entrate - circolare n. 5/E/2018
Scarica tutte le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate sul regime di agevolazioni fiscali per premi di risultato e misure di welfare aziendale

La legge di Bilancio 2024 ha confermato l’abbassamento dell’aliquota sostitutiva sui premi di risultato dal 10% al 5%.

Da ultimo, la Legge di Bilancio 2026 ha ulteriormente abbassato l’aliquota dell’imposta sostitutiva dal 5% all’1% e ha alzato la soglia massima agevolabile a 5.000 euro.

Cosa sono i benefit di welfare aziendale

I lavoratori hanno la possibilità di convertire i premi di produttività in benefit di welfare aziendale, come previsto dal comma 4 dell’art. 51 del Tuir, ovvero in beni o servizi.

I piani di welfare aziendale sono stati rafforzati dal decreto Aiuti Quater per mitigare gli effetti negativi dell’inflazione sulle retribuzioni dei lavoratori.

Inoltre, beni e servizi erogati nella forma di premi di produttività potranno essere estesi anche al nucleo familiare.

Regole e adempimenti per le imprese

Precondizione necessaria per usufruire della detassazione dei premi di produttività è che siano stati stipulati dei contratti aziendali o territoriali, sottoscritti dalle principali associazioni sindacali o dalle rappresentanze sindacali aziendali.

Il datore di lavoro deve presentare il modello per l’agevolazione fiscale del premio di produttività esclusivamente per via telematica. Allo stesso, si ricorda, è importante allegare il contratto aziendale in .pdf, depositato tassativamente 30 giorni antecedenti la richiesta. Gli ispettori del lavoro procederanno con la verifica del rispetto dei tempi stabiliti.
Il modello deve essere compilato con i dati relativi al datore di lavoro e quelli dei lavoratori beneficiari del premio di produttività a fiscalità agevolata, compreso l’obiettivo raggiunto - produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione.

I premi di produttività si sono dimostrati a oggi un importante incentivo all’efficienza aziendale.
L’obiettivo delle novità su importo e regole di tassazione del premio di produttività è quello di incentivare la produttività aziendale.

La misura è un importante vantaggio per i dipendenti, incentivati a migliorare le proprie prestazioni e ad aumentare la produttività aziendale per poter beneficiare di aumenti sullo stipendio, senza il rischio di un paradossale aumento della tassazione sui ricavi aggiunti.

Sintesi della misura

La proroga della tassazione agevolata dei premi di produttività per il prossimo triennio è un’opportunità importante sia per i lavoratori dipendenti che per le aziende e si inserisce in un quadro, sempre dichiarato, di crescita economica. Per i dipendenti si tratta di un modo per avere una liquidità maggiore in busta paga con imposizione ridotta, per le aziende, invece, si tratta di un modo per migliorare le performance dei propri dipendenti.

Vediamo quali sono i punti essenziali, in sintesi, della tassazione al 5% dei premi di produttività:

  • ai premi di produttività fino a 5.000 euro si applica un’imposta sostitutiva all’Irpef all’1%;
  • il beneficio si applica sia sui premi corrisposti, sia sulle quote di partecipazione agli utili da parte dei dipendenti;
  • a beneficiarne sono soltanto i lavoratori dipendenti con reddito annuo inferiore a 80.000 euro;
  • i premi di risultato devono essere previsti, insieme ai requisiti di incremento produttività, nei contratti di lavoro;
  • la detassazione è applicabile solo nel caso di premi per incrementi che sono misurabili sia di produttività che di redditività, innovazione, qualità ed efficienza;
  • il lavoratore può rifiutare che il premio di produttività sia erogato applicando aliquota agevolata, ma deve presentare al datore di lavoro una dichiarazione scritta.

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