Azioni banche italiane zavorrano Piazza Affari. Tutte le novità, focus su UniCredit con dividendi e “sconto” Meloni

Laura Naka Antonelli

24/02/2026

Occhio alle azioni di UniCredit dopo annunci su dividendi e contributo da versare. Sotto pressione in Borsa le azioni delle principali banche italiane.

Azioni banche italiane zavorrano Piazza Affari. Tutte le novità, focus su UniCredit con dividendi e “sconto” Meloni

Banche italiane sotto i riflettori nella giornata di oggi, con le azioni che si confermano le peggiori del Ftse Mib di Piazza Affari. Tra le protagoniste, spicca UniCredit, con le ultime novità comunicate dall’istituto di credito.

Le novità riguardano sia i dividendi che Piazza Gae Aulenti continuerà a distribuire ai propri azionisti che il contributo che l’istituto verserà, usufruendo del cosiddetto sconto concesso alle banche dal governo Meloni, attraverso la legge di bilancio 2026.

Scambiate sul Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni UniCredit riportano però oggi un trend negativo, cedendo più del 2% a quota 72,08 euro. Ribassi ancora più significativi colpiscono altri titoli di banche italiane.

La maglia nera spetta a BPER, che perde più del 3%.

Subito dopo si mette in evidenza il forte calo dei titoli della banca con cui BPER è convolata a nozze, ovvero di Banca Popolare di Sondrio.

Seguono i ribassi di MPS e di Intesa SanPaolo.

Non si salvano dalle vendite neanche Mediobanca e Banco BPM.

Sotto i riflettori rimane la grande trepidazione per il giorno X per MPS e Mediobanca, con il CEO della banca senese Luigi Lovaglio che presenterà il piano industriale a giorni e le modifiche statutarie che sono state approvate ieri dall’assemblea degli azionisti di Banco BPM.

Azioni Banco BPM, cosa dice Equita dopo il giorno dell’assemblea

A proposito di Banco BPM, nel riassumere quanto avvenuto nella giornata di ieri, gli analisti di Equita - che hanno una visione neutrale sulle azioni di Banco BPM, con target price a 15 euro rispetto ai 13 euro a cui il titolo ha chiuso la sessione di ieri, hanno segnalato che, “secondo quanto riportato da fonti di stampa, non è tuttavia certo che il CDA uscente presenterà una propria lista in vista dell’assemblea di aprile che dovrà rinnovare il board, considerando le incertezze legate alla votazione individuale dei candidati della lista del CDA”.

Nel ricordare che “il termine per la presentazione è fissato per il 6 marzo ”, la SIM ha scritto anche, riferendosi al Banco, che “dall’altro lato sembra sempre più probabile che Crédit Agricole (azionista con il 20% e possibilità di salire fino al 29,9%) possa presentare una propria lista di minoranza, assicurandosi almeno 3 posti nel nuovo CDA di BAMI e la presidenza del Comitato Rischi”.

Gli esperti hanno concluso la nota ricordando che le azioni BAMI vengono scambiate attualmente con un rapporto P/E relativo alle previsioni sugli utili per il 2027 pari a 9,7 volte, rispetto alla media di settore di circa 10 volte.

Annuncio dividendi 2026 da UniCredit, il pagamento dell’acconto a novembre 2026

Tornando a UniCredit, la banca italiana guidata dal CEO Andrea Orcel ha annunciato di prevedere che pagherà nel mese di novembre 2026 un acconto sul dividendo relativo all’esercizio 2026 pari a circa il 45% dei dividendi complessivi attesi per l’intero anno, “determinato sulla base di un pay-out target del 50% dell’utile netto”.

L’annuncio è arrivato al termine della riunione del CDA avvenuta ieri, lunedì 23 febbraio 2026, con cui il management di Piazza Gae Aulenti ha approvato il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025, che hanno messo in evidenza un risultato netto pari a 8,121 miliardi di euro per UniCredit S.p.A. e di 10,915 miliardi a livello consolidato.

L’approvazione del CDA ha fatto seguito alla pubblicazione dei conti da parte dell’istituto relativi al quarto trimestre e all’intero anno 2025 avvenuta il 9 febbraio scorso.

Il CDA di UniCredit ha anche reso noto il trasferimento della riserva “extra-profitti” (1,125 miliardi) alla riserva statutaria, che interverrà successivamente al pagamento, da eseguire nel 2026, del contributo straordinario previsto dalla Legge di Bilancio.

Il riferimento è al contributo straordinario che, in base a quanto stabilito dalla legge di bilancio 2026 varata dal governo Meloni, sulla base dell’aliquota del 27,5%, porterà UniCredit a versare 310 milioni di euro.

A seguito di questo pagamento, ha precisato l’istituto di credito, la riserva “extra-profitti” risulterà affrancata sotto il profilo fiscale ai sensi della Legge n.199/2025.

Va ricordato, di fatto, che le principali banche italiane hanno deciso di versare un contributo straordinario del 27,5% per affrancare le riserve di capitale accantonate nel 2023, beneficiando così di una aliquota agevolata stabilita dalla manovra di Meloni.

L’opzione dello sconto che il governo Meloni ha dato alle banche con la legge di bilancio

Il governo stesso ha dato infatti alle principali banche italiane l’opzione di svincolare i 6,2 miliardi di euro accantonati versando il 27,5% nel corso del 2026: uno sconto, visto che l’aliquota dovrebbe poi salire al 33% nel 2027, volto a indurre gli istituti di credito ad affrancare le riserve straordinarie accantonate e dunque a far entrare contributi nelle casse dello Stato.

Nella Relazione tecnica della legge di bilancio 2026 si legge infatti che “si ritiene che la previsione dell’aliquota in misura inferiore per il 2026 induca all’affrancamento della riserva straordinaria, preordinato alla libera disponibilità per la distribuzione sotto forma di utili, interamente nell’anno 2026, onde evitare di scontare una maggiore tassazione ”.

Tale disposizione ha portato le banche italiane a decidere di usufruire di questo sconto e dunque di liberare, secondo quanto riportato da La Repubblica, riserve per circa 6,8 miliardi, garantendo così al fisco entrate per un valore di 1,9 miliardi di euro circa. Per riserve, va ricordato, si intendono quelle che erano state accantonate nel 2023 per evitare di pagare la tassa sugli extraprofitti. Quella che ha fatto flop e che poi è stata riproposta in diverse versioni e sotto diversi nomi soprattutto dalla Lega di Matteo Salvini nei giorni in cui il governo si è messo al lavoro sulla manovra per il 2026. Proprio Salvini è poi tornato di recente a scagliarsi contro gli utili troppo ricchi incassati dalle grandi banche.

UniCredit e i commenti su buyback. Occhio anche a saldo dividendo per cassa

UniCredit ha rimarcato ieri anche che la prossima assemblea degli azionisti sarà chiamata ad approvare tra le altre cose un buyback da 4,75 miliardi, e un saldo dividendo da 2,6 miliardi (1,72082 euro per azione).

Il buyback, ha precisato Piazza Gae Aulenti, prevede un acquisto di un massimo di 100.000.000 azioni UniCredit e sarà avviato dopo l’ok dell’autorità di vigilanza.

Sempre riguardo alla remunerazione a favore degli azionisti, il CDA ha approvato la destinazione dell’utile dell’esercizio 2025 di UniCredit S.p.A. che prevede - fra l’altro - la distribuzione del saldo del dividendo per cassa di 2.578.326.000 euro, corrispondente a 1,7208 euro per azione.

A tal proposito, la banca di Orcel ha ricordato che il dividendo complessivo di 4,750 miliardi (di cui 2,172 miliardi sono stati già pagati come acconto a novembre 2025) corrisponde ad un dividendo per azione (DPS) pari a 3,1490 euro, che è calcolato come 1,4282 di acconto pagato a novembre 2025, più 1,7208 euro, calcolato al 23 febbraio 2026 sulla base del numero di azioni ammissibili al pagamento del dividendo alla data di pagamento.

Previa autorizzazione da parte degli azionisti, l’istituto ha reso noto che provvederà alla distribuzione tramite dividendo per cassa con data di stacco della cedola il 20 aprile 2026, record date il 21 aprile 2026 e data di pagamento il 22 aprile 2026.

Azioni UniCredit, come sta andando e cosa dicono gli analisti

Ma come stanno andando le cose per le azioni UniCredit in quest’ultimo periodo? Le vendite di oggi portano il bilancio degli ultimi cinque giorni a una perdita pari a -1,44%.

Nell’ultimo mese, il titolo UCG ha perso il 2,4%. Rimane decisamente positiva la performance degli ultimi tre mesi, pari a un rialzo superiore a +14%.

YTD, ovvero dall’inizio del 2026, le azioni hanno guadagnato tuttavia appena l’1,68%. Su base annua, il valore dei titoli rimane ben superiore rispetto a quello dello stesso periodo del 2025, ovvero di più del 46%.

In media, le previsioni del consensus degli analisti (in tutto 14) sono di un target price pari a € 77,36, con il 71% che ha un rating comprare (Overweight, Outperform, Add, Accumulate), il 29% una valutazione mantenere (Neutral, Market Perform, Equalweight, In line). Nessuno ha un giudizio pari a vendere (Reduce, Underperform, Underweight).

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