Investimenti in start-up e PMI innovative: la Francia surclassa l’Italia

In materia di investimenti in start-up e PMI innovative la Francia surclassa nettamente l’Italia. Come analizzato dalla piattaforma October, nel Bel Paese il Private Equity e il Venture Capital non riesce a sfondare

Investimenti in start-up e PMI innovative: la Francia surclassa l'Italia

Ancora una volta la Francia surclassa l’Italia quando si analizzano le cifre degli investimenti istituzionali e privati previsti per start-up e PMI innovative. A renderlo noto sono i dati analizzati da October, la piattaforma di finanziamento online per le imprese leader in Europa continentale.

Come dichiarato da October, la settimana scorsa il governo francese ha annunciato di aver mobilitato 5 miliardi di euro di investimenti istituzionali in tre anni per lo sviluppo e la crescita delle start-up locali del settore tecnologico.

Un pool di assicurazioni e banche si è impegnato a raccogliere fondi per finanziare le start-up francesi più promettenti con l’obiettivo di offrire loro migliori prospettive sui mercati azionari e attirare investitori esteri.

Come saranno suddivisi i 5 miliardi di investimenti in Francia

Da quanto emerso, i 5 miliardi di euro di investimenti istituzionali previsti dalla Francia per lo sviluppo e la crescita delle start-up locali saranno suddivisi in due parti:

  • 2 miliardi saranno destinati a startup con un modello di business già consolidato;
  • 3 miliardi saranno utilizzati per finanziare fondi gestiti da asset manager specializzati in investimenti in titoli tecnologici quotati.

Per la raccolta, le istituzioni francesi attingeranno da strumenti di risparmio come le assicurazioni sulla vita. Infatti, le compagnie assicurative transalpine a partire dal 2012 hanno iniziato ad allocare a strumenti di investimento rivolti alle imprese parte del proprio portafoglio.

Ed entrando più nel dettaglio le compagnie assicurative solamente nel 2016 hanno finanziato il settore produttivo per oltre 1.400 miliardi di euro, di cui quasi il 5% è andato alle piccolo-medie imprese, vale a dire 63,5 miliardi di euro, equi-ripartiti fra strumenti di debito e azioni.

Cifre del tutto lontane a quelle italiane. Infatti, anche a causa di una notevole differenza della dimensione del settore assicurativo, più precisamente nel ramo vita, tra Italia e Francia, il mercato nazionale del Bel Paese non supera i 3 miliardi di euro.

Come rivelato dal CEO Sergio Zocchi, anche October “è stata inserita nell’elenco delle 40 start-up selezionate dal governo francese per il loro elevato potenziale di sviluppo”. Inoltre l’ad della piattaforma ha anche dichiarato: “Ci auguriamo che questa iniziativa possa essere di ispirazione anche per l’Italia nello sforzo comune di costruire un ecosistema europeo di leader tecnologici ”.

Quanto è stato investito nella French Tech?

Oltre ai 5 miliardi di euro di investimenti previsti dal governo francese, la piattaforma October si è anche concentrata sul cuore pulsante dell’innovazione transalpina: la French Tech.

Ideata dal governo francese, essa non è altro che una community lche riunisce imprenditori, investitori, incubatori, associazioni ed enti pubblici che supportano le imprese innovative.

Analizzando i numeri e le cifre degli investimenti già realizzati, nel primo semestre del 2019, il totale investito nelle start-up della French Tech è stato pari a 2,8 miliardi di euro - distribuiti su 387 round - in crescita rispettivamente del 43% e del 18% rispetto al semestre precedente.

In sintesi i fondi raccolti in questi primi sei mesi del 2019 superano di 200 milioni di euro gli investimenti da 2,6 miliardi di euro che si sono registrati in tutto il 2017.

Il Venture Capital e il Private Equity in Italia

Analizzando invece il Private Equity e il Venture Capital in Italia i numeri sono decisamente lontani rispetto a quelli della Francia e in generale degli altri Paesi europei.

Tant’è che i risultati dell’analisi condotta da AIFI, Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt, in collaborazione con PwC Deals, mostrano che il primo semestre 2019 ha registrato una raccolta indipendente pari a 410 milioni di euro, ossia il 75% in meno rispetto al corrispettivo periodo del 2018.

Di contro però l’ammontare investito mostra invece un andamento positivo. Se si escludono i large e mega deal, l’ammontare risulta pari a 1,9 miliardi di euro, il 39% in più a quanto registrato nel primo semestre del 2018.

In crescita anche gli investimenti in Venture Capital. Quest’utlimi si sono attestati in questi primi sei del 2019 a 103 milioni di euro, ossia il +7% in più rispetto a quelli che si sono registrati nel corrispettivo periodo dello scorso anno.

Una scarsità di investimenti che stupisce visto le PMI italiane sono un mercato tipico da private equity, soprattutto in tempi di credit crunch in cui le banche tendono a limitare la concessione di finanziamenti alle imprese più piccole.

Tuttavia in Italia, a differenza della Francia per esempio, l’interesse da parte di fondi pensione, casse di previdenza e assicurazioni nei confronti del private capital è ancora limitato.

Infatti, tra le fonti di raccolta riportate dalla ricerca AIFI, il settore pubblico e i fondi sovrani pesano per il 31%, mentre i fondi pensione e le casse si fermano al 18%, così come gli investitori individuali e i family office.

Iscriviti alla newsletter Fintech per ricevere le news su Investimenti

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

\ \