La guerra commerciale sta già rallentando l’economia UE

In alcuni casi a parlare sono i dati, in altri i sondaggi evidenziano la crescita dei timori e il crollo della fiducia. Il punto

La guerra commerciale sta già rallentando l'economia UE

La guerra commerciale sta iniziando a pesare sull’economia dell’Eurozona.
A dirlo sono prima di tutto i dati, che parlano di un PMI del settore composito per il mese di giugno a quota 54,3, in calo rispetto al precedente 54,9 e deludente rispetto alle attese a 54,8.

Anche secondo un sondaggio di IHS Markit, la crescita nella zona euro si è attenuata a luglio, sulla scia di ordinativi in calo e di un peggioramento della fiducia. Ma l’aspetto più preoccupante è che le società hanno fatto registrare un aumento del prezzo delle materie prime, ritardi nelle consegne e mancanza di prodotti, suggerendo che i dazi - o la minaccia dei dazi - stanno già iniziando a influire.

Secondo Chris Williamson, chief business economist di IHS Markit, vista la progressiva crescita delle nuove attività e un ottimismo ancora rimandato, le prospettive sono anche peggiorate; in particolare nel settore manifatturiero, dove i sondaggi hanno palesato l’intensificarsi dei timori rispetto alla guerra commerciale:

“Il quesito da porsi rispetto al futuro è quanto la domanda interna può rimanere sufficientemente resiliente per attenuare l’impatto [dei dazi] sull’economia della zona euro”.

L’incontro Trump-Juncker cruciale per ridimensionare la tensione

Dopo la minaccia da parte di Trump di imporre tariffe sulle auto europee - un’esportazione chiave per la Germania e altri Paesi del blocco - il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker si recherà a Washington questa settimana per discutere con il tycoon statunitense e provare ad alleviare la tensione.

L’UE ha annunciato ritorsioni contro eventuali dazi all’importazione, così come ha fatto e sta facendo la Cina.
Al momento, l’Eurozona può appoggiarsi a più di un dato positivo conquistato nell’ultimo periodo, come la diminuzione della disoccupazione e la spesa per i consumi ancora sostenuta, in grado di supportare l’espansione.

I funzionari della BCE si riuniranno giovedì per prendere decisioni riguardo ai tassi. In quella sede analizzeranno attentamente i dati per segnalare eventuali rischi più concreti o impellenti nel prossimo futuro.

Per il momento - secondo Williamson - la salute della domanda interna sembra incoraggiante, ma qualsiasi preoccupazione verso altri settori potrebbe rivelarsi cruciale nell’influenzare le prospettiva di un mercato già in sofferenza.

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