Il Giappone riverserà in mare acqua contaminata dalla centrale di Fukushima: ambientalisti insorgono

16 ottobre 2020 - 13:00 |

Il Giappone potrebbe riversare in mare più di un milione di tonnellate di acqua contaminata utilizzata per raffreddare la centrale di Fukushima.

Il Giappone riverserà in mare acqua contaminata dalla centrale di Fukushima: ambientalisti insorgono

Il Giappone riverserà in mare una grande quantità di acqua contaminata dalle radiazioni proveniente dalla centrale nucleare di Fukushima, ormai distrutta, secondo quanto riportato dai media locali.

Da diversi anni erano in corso dei dibattiti per cercare di comprendere come smaltire al meglio questi liquidi, tra cui l’acqua utilizzata per raffreddare la centrale nucleare, distrutta lo scorso 2011 da un violento tsunami. Adesso sono partite le proteste da parte di numerosi pescatori della zona e degli ambientalisti, anche se gli scienziati sostengono che il rischio di contaminazione che comporterebbe è molto basso.

Giappone rilascia acqua radioattiva nel mare

Il Giappone potrebbe rilasciare nel mare più di un milione di tonnellate di acqua contaminata, sottoposta a dei processi di filtraggio che ne hanno ridotto la carica radioattiva. La procedura dovrebbe partire non prima del 2022, anche se il governo nipponico afferma che per il momento non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva.

Il processo di depurazione prevederebbe di diluire il liquido nell’impianto prima di essere rilasciato, rendendolo 40 volte meno concentrata rispetto ad ora, fa sapere Yomiuri Shimbun. In totale per smaltire definitivamente tutti i liquidi potrebbero volerci circa 30 anni. La decisione ufficiale potrebbe arrivare entro la fine del mese fa sapere l’agenzia di stampa giapponese Kyodo.

L’urgenza sullo smaltimento di questi liquidi sta crescendo sempre più poiché sta per esaurirsi lo spazio che li contiene dal momento che nelle cisterne fluiscono anche l’acqua di falda e l’acqua piovana che quotidianamente si infiltra. Entro il 2022 i serbatoi saranno completamente pieni. Per il momento la maggior parte degli isotopi radioattivi sono stati rimossi mediante dei complessi processi di filtrazione, ad eccezione del trizio, che non può essere rimosso.

Le proteste degli ambientalisti

Anche il ministro dell’Industria giapponese Hiroshi Kajiyama ha fatto sapere che per il momento non vi è ancora nessuna decisione definitiva, ma che potrebbe arrivare in tempi molto ristretti, come ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa: “Per evitare ritardi nel processo di disattivazione, dobbiamo prendere una decisione in tempi brevi”.

Intanto già di diverso tempo sono partite le proteste dei gruppi ambientalisti che si oppongono allo sversamento delle acque contaminate nel mare, la soluzione proposta dal governo non piace nemmeno ai pescatori, i quali sostengono che i consumatori potrebbero rifiutarsi di acquistare i prodotti della regione. Gli scienziati tuttavia affermano che l’acqua si diluirà in modo molto rapido nell’Oceano e precisano che il trizio comporta un basso rischio per la salute degli uomini.

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