Tutti i fronti aperti della Cina: da Hong Kong a Taiwan fino all’India

La Cina protagonista in diversi fronti di conflitto: da Hong Kong, dove la situazione è sempre più tesa, fino a Taiwan, sul cui territorio tornano le mire di Pechino. Infine, si è riaccesa anche la disputa cinese con il confine indiano

Tutti i fronti aperti della Cina: da Hong Kong a Taiwan fino all'India

La Cina si trova stretta in almeno tre fronti, nei quali la situazione rischia di precipitare nel conflitto.

Hong Kong è il più allarmante, soprattutto dopo la decisione dell’Assemblea del Popolo di approvare la legge sulla sicurezza, che nell’ex colonia britannica è vista come un’ingerenza di Pechino.

Ma anche Taiwan è in bilico, soprattutto perché da Taipei arrivano messaggi di sostegno e solidarietà verso le proteste di Hong Kong, con un chiaro messaggio alla nemica cinese: difendiamo la nostra indipendenza.

Il dragone, in realtà, sta premendo per tornare a controllare un territorio che storicamente considera un prolungamento della Cina. Giorni fa si è arrivati addirittura a minacciare l’intervento della forza armata.

E poi, sono giunti nuovi venti poco rassicuranti dai confini indiani. Anche qui, i cinesi avanzano antiche pretese e minacciano lo scontro.

La Cina minaccia Hong Kong e Taiwan

Clima incandescente tra Cina, Hong Kong e Taiwan. Mentre la governatrice dell’ex colonia britannica ha risposto in modo duro contro gli USA e le loro minacce, la tensione resta alta sulla legge approvata da Pechino.

I manifestanti sono convinti che il provvedimento violerà la libertà e l’autonomia di Hong Kong e concederà al Governo centrale cinese ampi poteri per reprimere il dissenso nella regione con amministrazione speciale.

Intanto, si è fatto avanti anche Taiwan, dichiarando che si impegnerà ad aiutare a reinsediare gli abitanti di Hong Kong che vogliono lasciare la città di fronte alla stretta serrata della Cina.

Il passo in avanti in appoggio alle proteste dell’ex colonia britannica da parte di Taipei ha assunto un significato importante. Anche i rapporti Cina-Taiwan, infatti, sono molto testi e si teme la fine dell’indipendenza anche qui.

I taiwanesi hanno una grande simpatia per il popolo di Hong Kong e i principali partiti politici di Taiwan hanno respinto il principio “un Paese, due sistemi”. Pechino, invece, ha cercato per anni di conquistare Taiwan per realizzare la riunificazione delle due terre.

Una destino storico e imprescindibile, questo dell’unione secondo la Cina. Il rapporto le due nazioni è piuttosto travagliato ed è peggiorato recentemente, visto che Pechino vede Tsai, presidente neo-rieletta, come un separatista.

Inoltre, la vendita di armi statunitensi a Taiwan non viene proprio tollerata da Pechino, che non vuole rivali in quella parte di mondo.

In questo scenario già fragile, si sono aggiunte le parole minacciose del generale cinese Li Zuocheng. Questo è stato il suo ultimo messaggio diretto a Taiwan:

“Se si perde la possibilità di riunificazione pacifica, l’Esercito di liberazione popolare con l’intera nazione, incluso il popolo di Taiwan, prenderà ogni misura necessaria per distruggere trame o azioni separatiste

Forte la replica: “Taiwan non sceglierà mai di essere un Paese autoritario e di essere soggetto alla violenza. Non ha mai fatto parte della Repubblica popolare cinese in termini storici o di diritto internazionale”.

Tregua armata, quindi, e molto in bilico tra Cina e Taiwan, passando per Hong Kong.

Tensione tra Cina e India: che succede?

Come se non bastassero i fronti aperti di Hong Kong e Taiwan, la Cina si è ritrovata coinvolta nelle tensioni con l’India.

La scorsa settimana le due nazioni si sono scambiate reciproche accuse di violazione della sovranità sui propri territori, pattugliati da eserciti indiani e cinesi al confine Nord dell’India, con focus soprattutto nel Ladakh orientale.

Qui da decenni è in corso una contesa su alcune terre, demarcate dalla Linea di Controllo con militari dei due Stati a controllare che non si verifichino tentativi di appropriazione illegittima.

L’escalation, al momento, non c’è stata. Anche se le premesse di questi giorni non sono affatto buone. In più, gli Stati Uniti hanno cercato di interferire anche in questa vicenda, offrendosi come mediatori per la pace. Da Pechino è arrivato un secco no alla proposta.

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories