Fondi della Lega, spunta una fiduciaria panamense in Svizzera

Spuntano dei nuovi particolari sul caso dei fondi della Lega. La procura indaga sul trasferimento di denaro ad una fiduciaria panamense in Svizzera.

Fondi della Lega, spunta una fiduciaria panamense in Svizzera

Continua l’inchiesta sui fondi della Lega e sulla Lombardia Film Commission, all’interno della quale è trapelato un ulteriore dettaglio: il trasferimento di 800.00 euro, guadagnati dalla vendita di un immobile nella zona di Milano, dall’Italia alla Svizzera ad una fiduciaria panamense che vive oltre il confine.

Adesso la Procura e la Guardia di finanza vogliono vederci chiaro soprattutto in merito alla “destinazione finale” di parte della provvista che sembra aggirarsi attorno ai 300mila euro pare, generata con la presunta compravendita immobiliare illecita.

Fondi della Lega, spunta una fiduciaria panamense

Continuano le indagini sul caso dei fondi della Lega, tanto che negli scorsi giorni i magistrati hanno inviato una richiesta per seguire il trasferimento di denaro in Svizzera ad una panamense. Sempre negli scorsi giorni tre commercialisti vicini al partito di Matteo Salvini sono stati messi agli arresti domiciliari con varie accuse a carico, tra cui peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Attualmente l’inchiesta sulla Lombardia Film Commission, una fondazione a partecipazione pubblica che tratta progetti cinematografici in Lombardia concerne l’acquisto di un capannone situato nella zona di Cormano, poco distante da Milano, ad una cifra vertiginosa, nettamente superiore al suo reale valore, compravendita ritenuta sospetta dagli inquirenti. L’edificio era stato venduto da una società di cui uno dei tre commercialisti era il liquidatore nel 2017, ad un’altra società di proprietà di un altro commercialista, per il valore di 400.000 euro, cifra mai versata. Alla fine del 2017 il capannone è stato venduto alla Fondazione Lombardia Film Commission per ben 800.000 euro, il doppio del valore d’acquisto iniziale.

All’epoca il presidente della Fondazione era Di Rubba, che sarebbe stato spinto dalla Lega ad acquistare l’immobile, “facilitando” l’operazione a favore di una delle società dei commercialisti, fa sapere l’accusa. Nel 2018, nel corso dell’inchiesta sui 49 milioni di fondi della Lega, la Procura di Genova aveva perquisito gli studi di Di Rubba.

Salvini: “Non sono preoccupato”

Anche Matteo Salvini è finito sotto la lente della Procura per una cena avvenuta lo scorso maggio a Roma, in compagnia del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, il quale nega di essere stato presente, e al senatore Stefano Borghesi e Andrea Manzoni.

Il leader della Lega Matteo Salvini, attualmente impegnato nel tour elettorale in vista delle prossime elezioni regionali ha dichiarato di non essere preoccupato per la vicenda: “Non sono preoccupato per la semplice ragione che non ci sono i motivi per esserlo”.

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