Assalto al Parlamento contro il lockdown: scoppia la guerriglia in Serbia

L’annuncio del ritorno al lockdown in Serbia si è trasformato in guerriglia: assalto al Parlamento e proteste in strada contro la decisione del Governo. Perché si rischia il caos nel Paese.

Assalto al Parlamento contro il lockdown: scoppia la guerriglia in Serbia

In Serbia è caos dopo l’annuncio del ritorno al lockdown.

Nella notte del 7 luglio si sono verificati un tentativo di assalto al Parlamento e scene di guerriglia urbana contro la decisione del Governo di adottare nuovamente misure restrittive.

I contagi hanno fatto registrare nuovi e preoccupanti picchi nel Paese balcanico, tanto da spingere il presidente serbo Vucic a imporre il blocco della capitale e altre misure restrittive per i prossimi giorni.

Ma una parte della popolazione, guidata dall’opposizione al Governo, è insorta in violente manifestazioni.

In Serbia, tra allarme infezioni, lockdown e proteste, ora il clima è incandescente. Cosa succede?

Serbia: scoppia la guerriglia contro il lockdown

Un gruppo di sostenitori dell’opposizione ha preso d’assalto l’edificio del Parlamento serbo a Belgrado martedì 7 luglio nel corso di proteste contro un nuovo blocco previsto per la capitale questo fine settimana.

I disordini sono scoppiati subito dopo le dichiarazioni del presidente serbo Aleksandar Vucic sull’introduzione di misure più severe, incluso il lockdown nella capitale per i giorni 11 e 12 luglio, a causa del crescente numero di infezioni da coronavirus.

Nella tarda serata di martedì, però, manifestanti sono scesi in piazza a Belgrado per esprimere indignazione contro la decisione di Vucic, responsabile a loro avviso di voler far ricadere sulla popolazione errori gestionali del Governo.

La folla radunata ha chiesto le dimissioni del presidente e alcuni hanno tentato di prendere d’assalto la sede parlamentare, fermati però dalla polizia.

La notte è stata comunque molto agitata per Belgrado, con scene da guerriglia urbana, lanci di lacrimogeni, bottiglie, pietre e cariche delle forze dell’ordine.

Coronavirus in Serbia: la situazione

Il Paese balcanico, che conta 7 milioni di abitanti, ha riportato oltre 16.000 contagi e circa 330 morti. Ma i numeri sono in rialzo, con un picco di 299 casi registrato proprio martedì 7 luglio.

Considerando la comparsa di improvvisi focolai e di nuove ondate un po’ in tutto il mondo, comprese le nazioni europee e l’Italia, la Serbia ha deciso di inasprire le regole per il contenimento del virus. Anche il Paese balcanico, infatti, ha lanciato l’allarme per ospedali pieni e personale sanitario allo stremo.

La situazione di Belgrado, a detta del presidente resta molto critica. Per questo, Vucic ha deciso di imporre il coprifuoco in città dalle 18:00 di venerdì alle 5:00 di lunedì.

Il Governo ha anche imposto restrizioni sugli assembramenti, che non potranno superare le 5 persone, oltre a chiudere tutto nella capitale.

Da sottolineare che la Serbia è stata tra le prime nazioni ad aprire le attività e la vita sociale a maggio e ha addirittura indetto le elezioni il 21 giugno. Durante la campagna elettorale, il partito serbo progressista serbo (SNS) di Vucic ha organizzato manifestazioni in cui le persone non indossavano mascherine.

I principali funzionari del partito, incluso il consigliere del presidente, sonno stati infettati dopo aver celebrato la vittoria elettorale.

Proteste contro il Governo: cosa aspettarsi in Serbia?

I partiti di opposizione, molti dei quali hanno boicottato le elezioni, criticano da sempre Vucic per aver usato i blocchi solo per rafforzare il suo governo autocratico.

Le manifestazioni contro il lockdown e l’assalto al Parlamento, infatti, sono espressioni di un malcontento verso il Governo molto più profondo, guidato da un’opposizione agguerrita e arrabbiata.

A testimonianza del clima infuocato ci sono stati i cori a favore delle dimissioni di Vucic e l’affermazione critica di un manifestante: “il nostro buon presidente ha revocato lo stato di emergenza a causa delle elezioni, e ora vuole imporlo di nuovo”

In Serbia il coronavirus rischia di acuire una tensione sociale e politica più radicata e preoccupante.

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