USA, in arrivo una maxi tassa contro la Russia. E stavolta potrebbe essere la fine

Gli USA pensano di imporre una maxi tassa contro la Russia. La misura potrebbe dare il colpo di grazia all’economia moscovita. Tutti i dettagli

Sono già arrivate delle sanzioni e probabilmente ce ne saranno delle altre. La guerra finanziaria tra Stati Uniti e Russia non accenna a placarsi. Stavolta però, il Paese guidato da Barack Obama avrebbe in mente il “colpo economico” definitivo, più forte di qualsiasi punizione imposta finora.

Di cosa parliamo? L’America starebbe pensando di utilizzare l’incubo di ogni cittadino del mondo: il fisco.

Il dipartimento del Tesoro vorrebbe infatti usare una legge che renda costoso, molto costoso, per le aziende russe fare affari nel suo territorio. A comunicarlo è Mark E: Matthews, ex vice commissario dell’Internal Revenue Service (Il corrispettivo americano dell’Agenzia delle Entrate) che afferma soddisfatto:

«(La legge) porterà grande incertezza nella comunità delle banche russe».

La legge
Ben 4 anni fa, nel 2010, il Congresso statunitense ha varato una legge volta a combattere l’evasione colpendo i conti aperti all’estero. Secondo la norma, a partire da prossimo luglio, gli istituti di credito americani dovranno imporre una tassa del 30% sui pagamenti effettuati da istituzioni straniere. Unico modo per quest’ultimo di salvarsi è quello di stipulare un accordo con gli USA volto a condividere informazioni sui detentori dei conti con il fisco americano.

Sono decine i Paesi che hanno già avviato le trattative per raggiungere un’intesa. L’aveva fatto anche la Russia con la volontà di salvare le proprie banche da un prelievo fiscale talmente alto da uccidere qualsiasi tipo di investimento.

La punizione
Ma il Dipartimento del Tesoro, dopo l’annessione della Crimea decisa unilateralmente da Putin e le vicende che stanno attualmente accadendo in Ucraina, ha deciso di punire la Russia sospendendo qualsiasi tipo di negoziazione.

Se la situazione non si risolverà in fretta dunque, dal 1° luglio le banche moscovite potrebbero avere l’obbligo di pagare una tassa del 30% per investire negli Stati Uniti.

La legge prevede inoltre che gli istituti che compreranno strumenti finanziari americani a partire da luglio, debbano rinunciare al 30% degli interessi e dei pagamenti sui dividendi.

La tassa si applicherà sia sui titoli azionari che sugli obbligazionari, inclusi i Treasuries. Ma non basta. Lo stesso prelievo fiscale verrà imposto a chiunque ricorra a istituti finanziari russi per effettuare operazioni di trading.

Se la decisione del Tesoro venisse confermata la Russia rischierebbe moltissimo, soprattutto in termini di competitività. Ma “la punizione” potrebbe anche portare ad una vera e propria fuga di capitali.

Per adesso nessun commento è arrivato dal Cremlino, ma siamo sicuri che Vladimir Putin non sia proprio felice per la nuova “trovata” americana.

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